Vite in transito

di Federica Gorza

Salire sulla scaletta per prendere un aereo non sarà più la stessa cosa una volta visto il video Centro di permanenza temporanea (2007) di Adrian Paci.
Una lunga fila di immigrati sale i gradini a passo regolare. Uomini e donne dai volti tesi arrivano in cima, ma ad aspettarli non c’è nessun aereo: in attesa di essere rimpatriati, rimangono in una situazione di limbo, non possono partire e non possono restare. Sono vite in transito.
Nella personale in mostra al Pac di Milano fino al 6 gennaio, il lavoro dell’artista albanese (che dal 1997 è di casa a Milano) è raccontato attraverso un’ampia selezione di opere che spaziano da quelle realizzate negli anni Novanta al più recente The Culumn del 2013. E’ questo il racconto dell’incredibile viaggio di un blocco di marmo scolpito su una nave officina e trasformato, durante il suo trasporto dalla Cina a una misteriosa destinazione, in una colonna ionica di 5 metri perfettamente lavorata ed esposta in mostra.

” Nella mia testa ha cominciato a prendere forma con forza l’immagine di una scultura di marmo scolpita durante un viaggio sull’oceano, così ho deciso di trasformarla in realtà”.

Vite in transito è una mostra che racconta la storia di uomini che vivono un senso di perdita e d’abbandono, che cercano la propria identità viaggiando o rimanendo fermi sulla poltrona di casa propria.
Partendo da un lavoro autobiografico, Paci allarga il campo della sua indagine alla figura umana, intesa come protagonista dei cambiamenti socio-politici e in continuo peregrinare tra due stati differenti. Il passaggio dalla vita alla morte è ironicamente raccontato nel video Vajtojca (2002) dove Paci, lasciati gli abiti di tutti i giorni e indossato il vestito della festa, si sdraia su un letto di morte e con le braccia incrociate sul petto ascolta i lamenti funebri di una donna balcana dal volto velato. Al termine del rito l’artista si alza, ringrazia e lascia la casa della donna: un happy ending che fa riflettere sul tema dell’ultimo viaggio che è destinato a tutti.

Vite in transitano sono anche quelle che passano nei riferimenti storici e iconografici tratti dai film girati da Pier Paolo Pasolini negli anni Settanta, a cui Paci ha dedicato una grande installazione del 2010 (una ruota su cui si alternano scene dipinte con i Racconti di Canterbury) e alcune gouaches su tela tratte dal Decameron (2006). Rifermenti al regista si intravedono anche nelle scene a luci rosse del film Electric Blue (2010) dove perfino le videocassette subiscono i passaggi del tempo e i cambiamenti delle manie di chi le registra, fino ad arrivare a un surreale mix di immagini sessuali e di guerra.

SCADE IL 06 GEN 14
Adrian Paci | Vite in transito
PAC 
Via Palestro 14, Milano
Mertedì-domenica: 9.30-22.30
Ingresso intero: 8 Euro
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