Il ciclo di Arhat

Scade il 7 SETT 14

Takashi Murakami, artista senza dubbio eclettico classe 1962, ha alle spalle un importante formazione universitaria e negli anni ha fondato la Hiropon Factory, poi convogliata nella Kaikai Kiki Co un team di lavoro che conta circa cento dipendenti tra gli studi in Giappone e a New York, dove non vengono prodotti unicamente dipinti o sculture ma anche gadget, merchandising e grafiche per importanti multinazionali.

Creatore di un mercato dell’arte, degno erede degli insegnamenti di Andy Warhol, approda in questi giorni a Milano, nella sala delle Cariatidi di Palazzo Reale per orchestrare la sua prima mostra accolta in uno spazio pubblico italiano.
Un’esposizione di opere di pittura e scultura di grandi dimensioni curata da Francesco Bonami e organizzata da Blum & Poe e Kaikai Kiki Co. Ltd. Proposta inedita che viene subito dopo la grande retrospettiva realizzata nei fastosi saloni della Reggia di Versailles.

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Attraverso una selezione di lavori recenti, la mostra intende sottolineare l’abilità di Murakami nel fondere riferimenti storici, contemporanei e fantascientifici in una moltitudine di stili, metodologie, forme e tecniche che sono divenute nel tempo una sorta di marchio di fabbrica.

All’ingresso della mostra è collocata la scultura Oval Buddha Silver (2008), un’opera imponente quanto inquietante ma incredibilmente attenta nei dettagli. Il percorso espositivo prosegue con la presentazione di tre Arhat di grande formato, tra i 5 e i 10 metri di lunghezza, pensati in risposta al recente grande terremoto in Giappone nel 2011. Il termine Arhat deriva dal sanscrito e significa “essere che ha raggiunto l’illuminazione”. La fonte delle immagini rappresentate in questi dipinti è un antico racconto che narra le vicende dei monaci Buddisti che affrontano il declino e la morte, in cui mostri e monaci vagano percorrendo paesaggi psichedelici. In mostra sarà inoltre esposta una selezione di autoritratti dipinti dell’artista, che giocosamente rappresentano la continua ricerca che Murakami ha condotto sulla propria immagine e sulla percezione perennemente mutevole del proprio posto nell’universo.

L’esposizione è anche l’occasione per il lancio italiano di Jellyfish Eyes, il primo lungometraggio live-action di Murakami ispirato all’animazione giapponese. Il film, realizzato nel corso di questi ultimi dieci anni, utilizza sia l’azione dal vero che immagini generate al computer (CGI) proponendo un racconto sull’adolescenza nel Giappone contemporaneo di un ragazzo che confronta il proprio passato con il proprio futuro post Fukushima.

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 PALAZZO REALE - SALA DELLE CARIATIDI
 piazza Duomo 12, Milano
 lunedì 14.30 - 19.30 
 martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 - 19.30
 giovedì e sabato 9.30 - 22.30
 Ingresso  5, ridotto € 3
 http://www.comune.milano.it

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