Simon Roberts. Pierdom

Scade il 22 FEB 13

Simon Roberts, courtesy of mc2gallery
“Pierdom07_Eastbourne” ©Simon Roberts, courtesy of mc2gallery
Pierdom ©Simon Roberts, courtesy of mc2gallery
Pierdom ©Simon Roberts, courtesy of mc2gallery

I pierdom sono i pontili per lo più costruiti nel XIX sec. lungo la costa della Gran Bretagna, in origine utilizzati come attracchi per battelli da diporto che progressivamente divennero luoghi ideali per le esigenze di mare della “borghesia” vacanziera, di escursionisti della domenica che fuggivano dalle città industriali per ritrovare il contatto con la natura. Nel loro periodo di massimo splendore, i pierdom ospitavano al loro interno caffè, casinò, teatri e persino tram. Il fotografo inglese Simon Roberts presenta alla mc2gallery una serie di 15 fotografie di paesaggio, evocative immagini testimonianza di un lontano e glorioso passato che in realtà diventa una ricerca antropologica sulle usanze degli inglesi nel tempo libero, come il fotografo già aveva affrontato nella monografia We English: paesaggi topografici, dal sapore pittorico.

Simon racconta in un incontro alla Fondazione Forma per la Fotografia del 29 gennaio – il giorno prima dell’inaugurazione alla mc2gallery – la sua metodologia di lavoro. Egli viaggia in camper con un banco ottico che posiziona sul tetto del veicolo per raggiungere quel punto di vista elevato che rende unici i luoghi più ordinari e gli permette di ritrarre le persone in dimensioni ridotte, mai per non più di un terzo dell’intera fotografia. La sua formazione di geografo e sociologo traspare dai suoi scatti con cui costantemente studia i paesaggi inglesi per analizzare e giocare con i luoghi comuni sull’Inghilterra. Figlio di una donna del nord di modeste origini e di un uomo benestante del sud, ha molto a cuore la questione delle classi sociali e dei luoghi di svago degli inglesi come specchio degli usi e dei costumi locali.

Simon Roberts nel suo lavoro si ispira a due fotografi paesaggistici americani Ansel Adams e Stephen Shore.  Robert racconta in un’intervista che scoprì i lavori del primo quando aveva solo 14 anni, visitando con la sua famiglia una mostra mentre era in vacanza al Parco nazionale dello Yosemite in California e da adolescente impressionabile rimase colpito dalla bellezza e dalla chiarezza delle sue fotografie, ma in particolare fu colpito da come questi oggetti bidimensionali in bianco e nero sul muro, potessero essere più accattivanti del paesaggio che aveva esplorato durante gli ultimi dieci giorni.  Il fotografo ricorda in quel frangente di aver capito che le fotografie erano riuscite a sbloccare alcuni dettagli del paesaggio di cui era stato ignaro in precedenza, le nuvole di Adams ad esempio, lo hanno ispirato nella più matura rappresentazione dei suoi un atmosferici e umidi  paesaggi inglesi.  Il suo punto di osservazione distante ed elevato si ispira invece ai lavori di Stephen Shore in particolare alla fotografia: ‘Merced River, Yosemite National Park, 13 agosto 1979′ del libro Uncommon Places. In questa fotografia Shore aveva scelto una posizione del tutto opposta alla presentazione più romantica di Adams dello Yosemite, realizzata trent’anni prima, catturando una scena in apparenza molto più ordinaria, presentando il Parco Nazionale come un luogo dove i turisti consumano/domano il paesaggio, pur rivelando la mancanza di deserto.

“E’ in parte a causa di queste due visioni totalmente contrastanti dello stesso luogo geografico, che sono continuamente invogliato a scattare fotografie. Luoghi, eventi e idee sono continuamente riformulati, ridisegnati e rinegoziati a seconda del punto di vista artistico del singolo fotografo – tutti noi abbiamo la nostra propria unica biografia e posizione, e quindi si porta una prospettiva unica all’oggetto che stiamo narrando.”

Simon Roberts

Intervista a cura di Gianpaolo Arena
Traduzione a cura di Marco Di Gennaro

Pierdom ©Simon Roberts, courtesy of mc2gallery
Pierdom ©Simon Roberts, courtesy of mc2gallery
Pierdom ©Simon Roberts, courtesy of mc2gallery
Pierdom ©Simon Roberts, courtesy of mc2gallery

Biografia
Simon Roberts è un fotografo inglese nato a Brighton, UK nel 1974. Si è laureato in geografia umana presso l’Università di Sheffield nel 1996 ed è sempre stato affascinato, nel suo lavoro di fotografo, dalla sociologia e dall’antropologia. Un approccio questo, che lo ha portato a sviluppare ampie e lucide indagini sul nostro tempo, con uno sguardo sensibile e attento alle importanti questioni sociali, economiche e politiche del suo paese. Roberts ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Vic Odden (2007)   borse di studio dal National Media Museum (2007), dalla John Kobal Foundation (2008) e dall’Arts Council England (2007, 2010, 2011). Nel 2010 viene nominato “artista ufficiale delle elezioni” dalla House of Commons Works of Art Committee per produrre un servizio a nome del Parlamento del Regno Unito. Nel 2012 è stato l’unico fotografo non sportivo che ha avuto accesso a fotografare le Olimpiadi di Londra.

Ricordiamo alcune sue monografie: Motherland (Chris Boot, 2007) e We English (Chris Boot, 2009), quest’ultimo è stato votato da Martin Parr come uno dei migliori libri di fotografia degli ultimi dieci anni. Più recentemente ha pubblicato Il Progetto Election (2010) e This Is A Sign (2012).

Simon Roberts, courtesy of mc2gallery
©Simon Roberts, courtesy of mc2gallery
Simon Roberts. Pierdom
MC2GALLERY
Viale Col di Lana 8 (4°cortile), Milano
ingresso libero
http://www.mc2gallery.it/artistasingolo.php?id=12

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