Revolution from within

Ketuta Alexi-Meskhishvili | Lutz Bacher | Andrea Bowers | Nina Canell | Marieta Chirulescu | Anne Collier | Lucy Dodd | Birgit Juergenssen | Yayoi Kusama | Maria Loboda | Goshka Macuga | Frances Stark
Birgit Jürgenssen, Untitled 1978, fotografia a colori, 27,8×20,2 cm. Courtesy Kaufmann Repetto

Il pensiero femminista di Carla Lonzi viene interpretato come una scoperta che dà voce al desiderio di una chiave di lettura della differenza tra i sessi poiché in questa intima differenza risiede un vero potenziale, la Lonzi indica quella tra uomo e donna come la diversità base dell’umanità, ponendola a fondamento di una nuova storia: “L’uguaglianza – spiega in Sputiamo su Hegel – è un principio giuridico: il denominatore comune presente in ogni essere umano a cui va reso giustizia. La differenza è un principio essenziale che riguarda i modi dell’essere umano, la peculiarità delle sue esperienze, delle sue finalità, delle sue aperture, del suo senso dell’esistenza in una situazione data e nella situazione che vuole darsi. Quella tra donna e uomo è la differenza di base dell’umanità”. Nel saggio Sputiamo su Hegel, steso nel 1970 ed edito assieme ad altri scritti del gruppo Rivolta Femminile, con il rifiuto del pensiero Hegeliano l’autrice finisce per essere cancellata dalla filosofia, con un’operazione di rimozione che ha obliterato l‘idea stessa di differenza sessuale, ma sputare su Hegel in quel momento voleva dire al contempo sputare su Marx. In un periodo di grande effervescenza marxista, Carla Lonzi vedeva nell’annullamento della differenza sessuale il sintomo di un riduzionismo che finisce con l’impiantarsi in una prospettiva teorica ingenua e ipostatizzata. Il gesto della Lonzi irrompe nella storia del pensiero per farvi penetrare un desiderio di riconoscimento, in cui anche la dimensione sessuale è implicata, la sua è un’idea impostata sull’apertura, segnata dalla frequentazione dell’altro, del maschile e in contrasto con altre interpretazioni del movimento femminista.

Birgit Jürgenssen. Courtesy Kaufmann Repetto

Revolution from Within è un saggio scritto dalla giornalista americana Gloria Steinem attivista notoriamente riconosciuta come la leader del movimento per la liberazione femminile tra gli anni ’60 e ’70 e viene scelto come titolo della nuova mostra alla galleria Kaufmann Repetto presentata ieri al pubblico milanese. Negli spazi sono esposti i lavori di 12 artiste di generazioni e provenienze diverse, con l’intento di tracciare una mappatura dell’identità femminile, in opposizione ad una tendenza dalle radici storiche profonde, che vede una marginalizzazione della donna all’interno del sistema dell’arte. Una rivoluzione femminile che trova la sua forza nell’essere differente dall’altro sesso, nell’essere appunto donna e in questo senso, Revolution from Within è intesa come un’attitudine inclusiva di tutte quelle specificità proprie della sfera femminile, spesso segregate a una posizione subordinata e a uno status di alterità. La mostra vuole conciliare la sovrapposizione di categorie solamente in apparenza contrastanti prima tra tutte femminismo e femminilità, o ancora sfera politica e estetica e infine ambito domestico e collettivo. Ecco allora che ad esempio i tacchi a spillo delle scarpe, strumento di seduzione femminile per eccellenza, diventano un’arma, una protesi o un pene per l’artista Birgit Jürgenssen che, come tante altre in mostra, ha saputo coniugare femminilità e femminismo, concependo già negli anni ‘70 un’immagine di donna che trae forza dai propri contrasti.

Yayoi Kusama, Untitled (Blow with Egg Beater) 1963, tecnica mista, 29x30x28 cm. Courtesy Kaufmann Repetto
Yayoi Kusama, Untitled (Blow with Egg Beater) 1963, tecnica mista, 29x30x28 cm. Courtesy Kaufmann Repetto

Yayoi Kusama riflette su un tema di ambiente domestico e ricontestualizza in pubblico oggetti smaccatamente casalinghi, come il tegame-organismo. L’attivismo può convivere con un ornamentalismo portato alle sue conseguenze estreme: la sfera più morbosamente privata, come una chat erotica, diventa l’oggetto del lavoro di Frances Stark, che svelando la sua parte più intima ci porta a riflettere su complessi meccanismi umani e sociali. La fragilità e l’effimero sono messi al centro della scena, come nel lavoro di Nina Canell, o in quello di Ketuta Alexi-Meskhishvili. Ruvidità e delicatezza si incontrano nelle stampe digitali di Marieta Chirulescu, come nei lavori di Lucy Dodd. La scultura di Lutz Bacher è un enorme fegato ma ammicca allo spettatore e si crede un organo sessuale. Di contro, il ritratto della mascolinità rivela debolezze su cui poter sorridere: i Bad Boys of Harvard di Maria Loboda sono un gruppo di piante in vaso che, come una gang di cattivi ragazzi, si sposta nello spazio ostacolando il passaggio. Gli uomini rappresentati da Goshka Macuga sono body builders circondati da una natura che li soverchia o sonnolenti militanti del Tea Party.

Da sinistra a destra: La prima pagina del Daily News il retro del libro SCUM Manifesto
Da sinistra a destra: La prima pagina del Daily News il retro del libro SCUM Manifesto

Infine l’auto rappresentazione della donna passa anche attraverso l’immagine di una pila di edizioni dello SCUM manifesto femminista di Valerie Solanas, fotografate dell’artista Anne Collier. Valerie Solanas, altra esponente del movimento femminista ricordata principalmente come l’autrice dell’attentato ad Andy Warhol, mantiene una posizione in netto contrasto con il pensiero di Carla Lonzi rifiutando in tutto e per tutto la figura maschile e spiegando infine nel suo manifesto come la lotta sia tra donne SCUM e il resto della popolazione femminile: “In questa società la vita, nel migliore dei casi, è una noia sconfinata e nulla riguarda le donne: dunque, alle donne responsabili, civilmente impegnate e in cerca di emozioni sconvolgenti, non resta che rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l’automazione globale e distruggere il sesso maschile”.

Revolution from Within
Galleria Kaufmann Repetto
via di Porta Tenaglia 7, Milano
Martedì – Venerdì:  11.00 – 19.30
Sabato 14.00 – 19.30
Ingresso gratuito
www.kaufmannrepetto.com

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