Prisoner of yourself

Scade il 10 DIC 12

Con l’intervento Prisoners of Yourself dell’artista tedesca Rosemarie Trockel, prosegue alla galleria Le Case d’Arte, il ciclo di interventi dedicati a diverse opere d’arte murali site specific (wall drawings, carta da parati, etc.) avviata con la mostra di John Baldessari.

Rosemarie Trockel, Prisoner of yourself, dettaglio della serigrafia, (1400 cm x 140 cm), 2012.
Rosemarie Trockel, Prisoner of yourself, dettaglio della serigrafia, (1400 cm x 140 cm), 2012.
Seduta di Willy Guhl

Il lavoro realizzato in galleria con il contributo del professionista Genovese Rinaldo Rossi, (serigrafista di Alighiero Boetti) consiste in una serigrafia stampata direttamente sul muro per tutto il lato lungo dello spazio espositivo, ingrandendo le trame di una maglia di lana intrecciata azzurra; un lavoro a maglia che tradizionalmente  si ricollega ai lavori femminili. Si tratta di un motivo ricorrente dell’artista che viene fotografato, ingrandito e lavorato in post produzione fino a creare un soggetto astratto con forti significati di denuncia verso situazioni di sfruttamento e violenza contro le donne, talvolta prigioniere di se stesse e delle proprie paure, in una società ancora troppo maschilista.

Un intervento che si ricollega alle ”knitting pictures” divenute negli anni ’80 il suo marchio di fabbrica, ma oggi più che mai attuali se si pensa agli interventi dei Guerriglia knitting, gruppi di donne che invadono in segreto le città con le loro maglie colorate con l’intento di riappropriarsi degli spazi urbani. La lana è un materiale che l’artista utilizza da quasi trent’anni, costruendo oggetti fuori scala, spesso realizzati appositamente per lo spazio espositivo in cui espone, come nel caso della passata mostra del 1999 in Viafarini sempre con la collaborazione de Le Case D’Arte: i giganteschi oggetti intessuti a maglia tra cui un “pompon” di due metri di diametro esprimono a pieno lo spirito ironico Pop e al contempo la grande attenzione ai temi più accesi di attualità.

Completano l’allestimento le due sedute dell’industrial designer svizzero Willy Guhl (1915–2004), famoso per aver utilizzato l’Eternit nell’arredamento per esterni, prima fra tutti la sua sedia da spiaggia in fibrocemento.

Rosemarie Trockel è presente in questi giorni anche a New York con la retrospettiva “Cosmos” al New Museum, che consente di avere una visione completa della poliedrica artista, proponendo disegni, dipinti, installazioni ceramiche, video e grandi tele fatte a maglia che occupano l’intero secondo piano del museo, con rimandi alle pareti serigrafate della galleria milanese.

Rosemarie Trockel
Rosemarie Trockel è nata a Schwerte in Germania nel 1952. Dal 1972 al 1978 ha studiato pittura alla Werkkunstschule di Colonia, città dove oggi vive a lavora. Ha iniziato la carriera artistica nel 1983. Dal 1998 insegna arte alla Kunstakademie di Düsseldorf. Fortemente influenzata da Joseph Beuys, già significativa presenza della Trockel alla Biennale è rafforzata dal progetto milanese che riprende i temi del sonno e del tempo, affrontati nel Padiglione Germania: il riposo e il via-vai in un dormitorio “pubblico” sono il soggetto del video Sleepingpill, parte dell’installazione veneziana.

Rosemarie Trockel, Prisoner of yourself, dettaglio della serigrafia, (1400 cm x 140 cm), 2012.
John Baldessari, I will not make any more boring art (57 cm x 76.4 cm), 1971.
Rosemarie Trockel. Prisoner of yourself
LE CASE D’ARTE
Corso di Porta Ticinese 87, Milano
Ingresso gratuito

www.lecasedarte.comhttp://www.contemporaryartdaily.com
http://www.newmuseum.org

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