Flaminio Gualdoni, Piero Manzoni. Vita d’artista

Di Alessandra Pozzati

“Un giovane pittore trovato morto nel suo studio” recita il titolo di un trafiletto comparso il 7 febbraio 1963 sul “Corriere d’informazione”. Il giovane pittore dal viso paffuto e simpatico ritratto nella foto che accompagna il breve articolo è uno degli artisti italiani più geniali del novecento: Piero Manzoni.

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare della merda d’artista: 30 grammi di escrementi d’autore da vendersi a peso d’oro contenuti in un barattolino numerato con tanto di etichetta e firma. Una provocazione? Una cosa indecente tanto da meritarsi un’interrogazione parlamentare nel 1971, quando la leggendaria Palma Bucarelli decise di esporre l’opera alla Galleria d’Arte Moderna di Roma? Niente di tutto questo. Sarebbe troppo riduttivo considerare l’opera di Manzoni solo come un divertissement.

Flaminio Gualdoni in Piero Manzoni. Vita d’artista ricostruisce la vicenda biografica e creativa del pittore, dalla sua nascita nel 1933 fino alla prematura scomparsa avvenuta a soli trent’anni per un infarto che lo colse mentre era al lavoro nel suo studio in Via Fiori Chiari, nel vitale quartiere artistico di Brera.
Gli anni delle avventure giovanili con gli amici di sempre, la frequentazione del Bar Jamaica, la scelta di dedicarsi anima e corpo all’arte, il contatto con la scena  artistica italiana e con l’avanguardia internazionale, le riviste, le mostre, la genesi di straordinarie opere d’arte come le linee, i corpi d’aria e gli achrome: un ritratto a tutto tondo che restituisce un Manzoni impegnato in una sperimentazione senza sosta.

“Manzoni vive arte, pensa arte, pratica arte, sempre, a ogni ora dei suoi giorni e delle sue notti. Tutto il resto non gli importa.”

Raccontare Manzoni a partire da Manzoni, attraverso i suoi scritti autografi e le testimonianze di chi lo ha conosciuto e ha percorso con lui quella strada che lo ha consacrato a figura di primo piano della storia dell’arte del secolo scorso in Italia, dimenticando lo stereotipo del bohémienne, abbandonando gli aneddoti e le storie fantasiose che spesso hanno accompagnato la figura di questo artista, basandosi insomma solo su ciò che è “verificato e verificabile”, come afferma Gualdoni stesso nell’introduzione al volume. Una vita che si è consumata velocemente in una incessante ricerca artistica, in cui il confine tra arte e vita era talmente labile da essere inesistente. A Piero non importava comportarsi da artista, ma essere un artista fino in fondo, d’altronde lo dice lui stesso “c’è solo da essere, c’è solo da vivere”

 


Flaminio Gualdoni
PIERO MANZONI. VITA D’ARTISTA
Johan & Levi, 2013
pag. 221
Cartaceo € 27

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