Piero Manzoni 1933-1963

Scade il 2 GIU 14

Un’imperdibile mostra a Palazzo Reale che racconta, attraverso le sue opere più significative, il percorso breve e fervido dell’artista Piero Manzoni un precursore del suo tempo. Il Manzoni sperimentatore degli Achrome, delle Linee, di Socle du monde, della Merda d’artista, delle Uova con impronta, dei Corpi d’aria e Fiato d’artista, delle Basi magiche, una figura polivalente che frequentava i circoli degli artisti in particolare il Bar Jamaica, il fondatore della rivista Azimuth e della galleria Azimut.

La mostra apre con le opere del debutto, esposte alla “4ª Fiera Mercato. Mostra d’Arte Contemporanea” di Soncino (dov’era nato l’artista, non lontano da Cremona) risalenti al 1956. Le tele sono caratterizzate da impronte di oggetti ripetute e da immagini informi di ascendenza surreale e antropomorfa che emergono dal catrame. Manzoni segue vari stimoli dovuti alla sua variegata formazione culturale sia al contesto storico-artistico coevo di Milano e Albissola, segue principi psicoanalitici, automatismi espressivi e gestuali, in sintonia con l’arte nucleare di Enrico Baj e lo Spazialismo di Lucio Fontana, amico di famiglia dei suoi genitori.

Nella seconda sala si possono ammirare i primi Achromes (letteralmente senza colore) 1957, grandi superfici bianche imbevute di colla e caolino (un’argilla bianca impiegata nella produzione della ceramica) e – alla fine del percorso – i Nuovi Achromes, realizzati con i materiali più vari, dalla fibra di vetro ai pani plastificati, alcuni rigorosamente bianchi, altri in colori fosforescenti. “Le Linee”, vera e propria ontologia e origine del “segno”, sono considerate da Manzoni tra le sue scoperte fondamentali, tracciate su strisce di carta, arrotolate e chiuse in un tubo di cartone, sono esposte per la prima volta nel 1959 al Bar La Parete di Milano, la più lunga, venne creata a Herning, in Danimarca, nel 1960, grazie al mecenatismo di Aage Damgaard e misura 7200 metri.

Poco dopo la creazione delle linee vengono elaborati altri lavori tridimensionali: “I Corpi d’aria” dall’artista stesso definiti “sculture pneumatiche” poi presentate alla galleria Azimut nella personale del 1960. L’edizione si compone di 45 esemplari numerati e costituisce il primo nucleo di opere realizzate a livello seriale, come sarà anche per la merda d’artista. In una scatola di legno, insieme a un foglio d’istruzioni, venivano riposti un palloncino bianco da gonfiare con un tubicino e un treppiede su cui poggiare la scultura d’aria, nel caso l’acquirente intendesse farsi gonfiare il palloncino dall’artista stesso, veniva richiesto un compensato a parte, “dato l’incremento di sostanza artistica dovuto al fiato autoriale doveva essere”. Il passo successivo furono infatti i “Fiati d’artista” ovvero un semplice palloncino gonfiato dallo stesso Manzoni. In questo caso l’artista indaga il contrasto tra la forma materiale e immateriale dell’opera d’arte, queste opere nascono da un processo fisico biologico organico, con l’uso dell’aria e del fiato l’artista diventa demiurgo, riprende temi che vanno dalla religione al culto delle reliquie e delle icone, oltre a sperimentare innovazioni formali e performative.

‘Siete invitati il 21 luglio alle 19, a visitare e collaborare direttamente alla consumazione dei lavori di Piero Manzoni’. Citava così l’invito alla più famosa perfomance dell’artista dal titolo: “Consumazione dell’arte dinamica del pubblico divorare l’arte”, una cerimonia rituale dove il pubblico veniva invitato a consumare sul posto alcune uova bollite e firmate dall’artista con l’impronta del pollice durante la mostra, un’analisi lucida, dissacrante e tipicamente ironica sulla fruizione dell’opera d’arte. Con le uova, presentate per la prima volta il 10 giugno 1960 alla Galleria Køpcke di Copenaghen, Manzoni aveva iniziato un percorso dimostrativo sulla “consumazione dell’opera d’arte”: l’intento è di creare un rapporto diretto tra l’opera e lo spettatore. L’Uovo con impronta n. 34 il meglio conservato dei tre esemplari esposti in mostra, appartenente alla collezione dei coniugi Boschi Di Stefano, fa parte della serie limitata di 51 esemplari marcati con l’impronta del suo pollice, numerati e conservati in apposite scatole di legno al cui interno sono apposte firma e data.

Sempre degli anni ’60-’61 sono le Sculture viventi, partendo dal nuovo concetto di arte introdotto dal Manzoni, per cui ogni oggetto diventa tale solo perché firmato dall’artista, queste sculture sono persone (modelle e amici dell’artista) che vengono firmate e diventano arte fino alla loro morte; l’ultima persona firmata è stata Umberto Eco nel 1962. Secondo un principio simile nascono le Basi magiche, qualunque oggetto o persona finchè sarà su tali strutture sarà un’opera d’arte, con un’ulteriore intuizione nasce l’opera totalizzante, “Le Socle du Monde”, un piedistallo capovolto che supporta e trasforma in opera d’arte tutta la terra. Esposto in una bacheca in chiusura dell’esposizione, troviamo anche libro dalle pagine trasparenti: “Piero Manzoni. The Life and the Works” del 1962, che Manzoni progetta con l’editore Jes Petersen.

Caro Piero – come ti ho già scritto non si tratta di molte pagine – perché l’idea delle fotografie ha sintetizzato molto. D’altra parte più parole si mettono e più si diventa noiosi. In questi quattro fogli ho concentrato i nostri discorsi, le telefonate, la coerenza”. Il 15 febbraio 1963 Vincenzo Agnetti [artista concettuale che collaborava alla rivista Azimuth con Piero Manzoni] dall’Argentina scrive all’amico, ma evidentemente non sa o, comunque, inizia a scrivere come se non sapesse che la notte tra il 5 e il 6 febbraio Manzoni è morto nel suo studio di via Fiori Chiari a Milano. Le pagine alle quali Agnetti si riferisce sono quelle del suo testo critico per la monografia che Piero stava progettando sul proprio lavoro. (tratto da G. Zanchetti “Quei culmini senza respiro. Manzoni Agnetti e Scheiwiller”, Piero Manzoni 1933-63, Skira, 2014)

Piero Manzoni 1933-1963
Palazzo Reale
piazza Duomo 12, Milano
Lunedì 14.30-19.30
Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica 9.30-19.30
Giovedì e Sabato 9.30-22.30
Ingresso 11.00 Euro, ridotto 9.50
http://www.mostramanzonimilano.it

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