Pepi Merisio. Il gioco

Scade il 16 MAR 14

Alcuni ragazzini si tengono per mano in un girotondo in maschera sulla neve lungo le rive del lago d’Endine, altri attendono la messa della domenica giocando a calcio in un oratorio di corso XXII Marzo a Milano, sullo sfondo la scena è delimitata da un palazzo dalle forme geometriche pure disegnate dal forte sole.

Il gioco come indagine sociologica ed emotiva, un tema che il fotografo bergamasco affronta da anni, in tutte le sue diverse declinazioni in scatti di grande qualità estetica e di forza narrativa. Pepi Merisio appartiene a quella generazione di fotografi e viaggiatori come Mario De Biasi, Giorgio Lotti, Mauro Galliani, Walter Bonatti che hanno lavorato per la rivista “Epoca”, punto di riferimento dell’illustrazione italiana. Ma a differenza di questi ultimi non si sofferma sulla dimensione internazionale del viaggio, ma approfondisce la storia dei borghi italiani, del proprio territorio e della propria gente, dando vita a una memoria collettiva, a una serie di immagini che catturano e conservano gli attimi irripetibili delle “piccole cose”.

Giovani seminaristi che giocano a basket evocando i celebri pretini di Mario Giacomelli e ragazzini di Riad che giocano “con niente… con un filo di ferro e una rotellina”, soggetti che richiamano le ricerche di grandi fotografi come Piergiorgio BranziGianni Berengo Gardin.

Biografia
Pepi Merisio nasce nel 1931 a Caravaggio nella bassa bergamasca e comincia la sua attività di fotografo autodidatta nel 1947. Nel 1956 inizia la collaborazione con il Touring Club Italiano e con numerose riviste: “Camera”, “Du”, “Réalité”, “Photo Maxima”, “Pirelli”, “Look”, “Famiglia Cristiana”, “Stern”, “Paris-Mach” tra le altre e nel 1962 entra nello staff di “Epoca”. Dello stesso anno è il suo primo libro dedicato all’amico scultore Floriano Bodini e da questo momento, mentre continua la collaborazione con grandi riviste internazionali avvia un’intensa attività editoriale. Per l’Editrice Atlantis e Zanichelli pubblica undici volumi sulle Regioni d’Italia, e otto volumi per la Bolis sulle Terre Marchigiane. 
Nel 1979, per la Polaroid, esegue un reportage in bianco e nero ora conservato nella Collection Polaroid International di Boston. Particolarmente significative sono le numerose opere di documentazione etno-geografica e d’arte, le personali allestite in Italia e all’estero. Nel 1980 Progresso fotografico dedica a Merisio un numero monografico. 
Nel 1982 è L’Editoriale Fabbri che lo accoglie nella collana I grandi fotografi mentre è del 1996 il numero a lui dedicato di Foto Magazine. Nel 2010 gli viene dedicata la grande mostra “Ieri in Lombardia” per la Regione Lombardia nel Grattacielo Pirelli a Milano e nel 2011 è invitato alla 54ª Biennale di Venezia.

Pepi Merisio, Girotondo, Carnevale sul lago d’Endine, Bergamo, 1967
Pepi Merisio. Il gioco
Via Manfredo Camperio, 1, 20052 Monza, Monza e della Brianza
Telefono:039 230 2192
ingresso gratuito
+39 039 2302192/ 039 366301
mostre@comune.monza.it
http://www.comune.monza.it

[googlemaps https://maps.google.com/maps/embed?pb=!1m14!1m8!1m3!1d2792.332923697314!2d9.271853300000002!3d45.583851699999904!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x4786b9a02df997c3%3A0xc9f869c50917cc7c!2sVia+Manfredo+Camperio%2C+1!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1393805014308&w=800&h=600]

Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.