Paulo Mendes Da Rocha. Tecnica e Immaginazione

Scade il 31 AGO ’14

La Triennale di Milano presenta fino al 31 agosto la mostra “Paulo Mendes Da Rocha. Tecnica e Immaginazione”, attraverso foto d’epoca, documenti dello studio, volumi e riviste, oltre 200 disegni e schizzi, plastici, video e interviste inedite, viene raccontata la figura del grande maestro dell’architettura Brasiliana, premio Pritzker nel 2006.

In mostra anche la famosa serie di poltroncine Paulistano e schizzi dai temi svariati – apparentemente lontani dall’architettura – quali lo studio della geometria delle ali degli insetti, personaggi e animali immaginari.

Questo materiale svela la costante tensione che tiene in equilibrio le sue opere, quella tra architettura e gravità. Le sue costruzioni appaiono sorrette dal vuoto più che da una struttura, per Paulo Mendes da Rocha infatti, la tecnica non è un mezzo ma è ricerca continua volta a raggiungere un livello di sintesi suprema: l’obiettivo non è scaricare a terra le forze ma sorreggerle elegantemente con un gesto naturale e chiaro.

Il contesto in cui si genera l’opera di Mendes da Rocha è quello di un paese che può definirsi non-finito, in attesa di essere ancora adeguatamente plasmato; in quest’ottica il lavoro dell’architetto si rivela fortemente unitario e contraddistinto da alcune costanti: come l’attenzione all’aspetto tecnico del progettare, l’ambizione di fare un’architettura su ampia scala e dalla forte valenza sociale. Prioritario per lui dedicarsi alla costruzione della “città per tutti” pensando a un ridisegno globale del territorio, della natura e della società, per un’architettura come “sublime affermazione della dignità umana”. La mostra consente di indagare in modo approfondito il metodo di lavoro di Mendes Da Rocha attraverso un gran numero di disegni tecnici di altissimo livello, in pianta e in alzato, affiancati alle tavole degli ingegneri, con cui tanto l’architetto collaborava.

Ad aprire l’esposizione, il progetto e le foto della Palestra del Clube Atlético Paulistano di San Paolo (1957), la prima tra le grandi opere di un Rocha non ancora trentenne e che gli valse il suo primo importante riconoscimento alla Biennale di San Paolo del 1961. A seguire troviamo il noto progetto del Padiglione brasiliano della Fiera Internazionale di Osaka, Giappone, 1970, opera effimera di cui si possiedono solo poche e pessime fotografie, che viene raccontata attraverso i preziosissimi scatti dell’architetto a documentare lo stato di avanzamento lavori e grazie a un quaderno di cantiere dell’impresa costruttrice che fornisce importanti informazioni per ricostruire la genesi dell’opera.

Tra i lavori più straordinari di Rocha il Museo Brasiliano di Scultura, MuBE, San Paolo (1986), il caso di un’architettura come atto esemplare di trasformazione della topografia e di costruzione del territorio urbano per renderlo uno spazio pubblico e di incontro. La vittoria del concorso per il MuBE, come per il Paulistano, rilancia la carriera di Mendes da Rocha, colpito nel 1969 dai decreti emessi dal governo militare che lo avevano messo da parte nel panorama architettonico brasiliano.

Con la Casa Gerassi (1989 – 1990) Rocha mette in discussione l’idea classica di “casa” come aveva fatto in passato per la propria abitazione o per casa Milan. Nei primi due lavori l’architetto aveva rivoluzionato gli spazi tradizionalmente concepiti per la tipologia abitativa residenziale, realizzando un vero e proprio manifesto. La Casa Gerassi invece è la provocatoria dimostrazione che è possibile realizzare con ottimi risultati un’abitazione in tempi rapidi facendo uso della prefabbricazione, l’esperimento funziona a tal punto – la casa al rustico viene costruita in pochissimi giorni – che i vicini temendo che venisse costruito un edificio industriale o commerciale nel loro esclusivo quartiere residenziale, si rivolgono alle autorità per interrompere i lavori.

L’intervento architettonico nella Pinacoteca dello stato di San Paolo (1993) infine, vale a Mendes da Rocha il premio Mies Van der Rohe per l’America Latina, l’edificio oggetto dell’intervento, risaliva alla fine dell’Ottocento e racchiudeva una struttura e una storia estremamente interessanti, che l’architetto aveva il dovere di mantenute e ricordare, consentendo altresì una migliore fruizione dello spazio e una semplificazione dei flussi di circolazione dei visitatori. Il risultato è la creazione di una struttura sovrapposta e facilmente distinguibile dalla parte storica, caratterizzata da un sistema di passerelle d’acciaio e di luminosi lucernari che forniscono luce diffusa e zenitale a tutto lo spazio, espressione di un restauro rispettoso e funzionale.

Paulo Mendes Da Rocha. Tecnica e Immaginazione
Triennale di Milano
Viale Emilio Alemagna, 6 Milano.
Martedì – Domenica 10.30 – 20.30
Giovedì 10.30 – 23.00
Lunedì chiuso
Ingresso libero
www.triennale.it

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