Mauro Covacich, L’arte contemporanea spiegata a tuo marito

Di Alessandra Pozzati

Un manuale. È questo L’arte contemporanea spiegata a tuo marito, l’agile e gradevole volume con cui lo scrittore triestino Mauro Covacich corre in soccorso delle donne (statisticamente secondo l’autore le maggiori fruitrici di arte contemporanea) visitatrici di musei, di mostre temporanee e frequentatrici di vernissage in compagnia di fidanzati/compagni/mariti, quanto meno scettici se non apertamente ostili, nei confronti di alcuni esemplari della produzione artistica più recente.

Delle istruzioni per la somministrazione di arte contemporanea da applicare nel caso in cui tale passione non sia contraccambiata dall’altra metà della coppia, provvidenziali in tempo di Biennale.
In trenta brevi capitoli, ciascuno dedicato ad un gigante dell’arte del Novecento e dei giorni nostri, con ironia e leggerezza Covacich illustra come facilitare l’approccio del malcapitato accompagnatore con le opere e come far sì che alla fine della visita (e del libro) non si debbano più sentire frasi come “io lo avrei saputo fare meglio” o domande come “ma questa è arte?”.

L’orinatoio di Duchamp, la merda d’artista di Piero Manzoni, i tagli di Fontana e il dripping di Pollock, ma anche Puppy – il west highland white terrier alto 12 metri e completamente ricoperto da un manto di fiori di Jeff Koons – o Mother and Child Divided di Damien Hirst sono alcune delle opere davanti a cui la coppia si sofferma e dove l’autore interviene, suggerendo quali aspetti dell’opera mettere in luce per far comprendere allo scettico fruitore che no, non avrebbe potuto farlo anche lui e che sì, si tratta di arte, perché sebbene l’arte contemporanea abbia abbandonato i mezzi più convenzionali e il suo linguaggio sia talvolta meno immediato che in passato, ha ancora molto da dire.
Si passa attraverso i sacchi e le combustioni di Burri, la sonda per l’endoscopia di Mona Hatoum, il blu di Yves Klein, i volti trasfigurati di Bacon e i corpi ritratti da Lucian Freud, le metamorfosi di Matthew Barney e le colorate Marilyn di Andy Warhol, le performance di Marina Abramović, fino ad arrivare all’arte digitale con David Hockney e le sue opere esposte su tablet.

Lo smarrimento provato di fronte al Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite de La nona ora di Cattelan, lo sconcerto per il racconto di Beuys che nel 1974 trascorse alcuni giorni all’interno della Galleria René Block in compagnia di un coyote (I like America and America likes me) o l’incredulità di fronte alla registrazione della performance Shoot di Chris Burden, in cui l’artista si fa sparare da un amico ad un braccio mentre la sua futura moglie riprende la scena, si trasformano progressivamente, nel corso della visita in curiosità e interesse, fino ad arrivare ad un finale tutto a sorpresa.


Mauro Covacich
L’ARTE CONTEMPORANEA SPIEGATA A TUO MARITO
Laterza, 2011
pag. 112
cartaceo € 10.00

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