Kishio Suga, Situations

Come spesso accade nei vasti spazi di HangarBicocca, le mostre vengono allestite per “ambienti” veri e propri punti saldi della storia di un’artista.
Questa volta il termine più appropriato, e titolo della manifestazione, è Situations scelto per la prima retrospettiva – curata da Yoku Hasegawa e Vicente Todolí – dedicata a Kishio Suga fuori dal Giappone che raccoglie oltre venti installazioni realizzate dal 1969 a oggi.

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Kishio Suga, Diagonal Phase (Shaisō), legno e pietre, 2012. Foto di Alessia Ballabio
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Kishio Suga, Continuos Existence–HB (Renkai–HB), rami, corda, pietra e carta, 1977/2016. Foto di Alessia Ballabio

Figura centrale dell’arte giapponese, Kishio Suga realizza ed espone il suo lavoro a partire dalla fine degli anni Sessanta come membro del gruppo artistico Mono-ha (letteralmente “la scuola delle cose”) formatosi a Tokyo tra il 1969 e il 1972. La pratica artistica condivide aspetti tematici e formali con movimenti contemporanei quali la Post-Minimal Art e la Land Art negli Stati Uniti e l’Arte Povera in Italia, rivelando la propria importanza storica.

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Kishio Suga, Critical Section (Setsu no rinkai), tessuto, rami, lastra di zinco, metallo, 1984/2016. Foto di Alessia Ballabio
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Kishio Suga, Matter and Location (Ji’i), legno, rami, carta, cartone, lastra di zinco, pietre, 1980/2016. Foto di Alessia Ballabio
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Kishio Suga, Concealed and Enclosed Surroundings (Hōi Shūhei), legno, vernici, tondini metallici, fogli ondulati di plastica e metallo, pietra, 1997. Foto di Alessia Ballabio

Realizzo installazioni all’interno di spazi espositivi – spiega Suga nel 2009 – una forma d’arte piuttosto comune oggi. Uso una varietà di materiali, accostandoli e creando una struttura che si adatta a tutto lo spazio. Le installazioni non sono mai permanenti e possono essere facilmente rimosse e distrutte. Si potrebbe dire che creo mondi temporanei.”

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Kishio Suga, Gap of the Entrance to the Space (Kainyūsa), pietre, lastre di zinco, 1976/2016. Foto di Alessia Ballabio
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Kishio Suga, Separating Dependence (Izonsa), lastre di zinco, pietre, blocchi di cemento, tubi metallici, 1973/2013. Foto di Alessia Ballabio

Il percorso espositivo si apre con l’opera Critical Sections: Suga tende e intreccia diversi tessuti bianchi e neri, intervallati da rami, formando un’unica fune, fino al soffitto che si collega a lastre di zinco sul pavimento. Attraverso un processo di tensione e allentamento, l’artista crea quella che definisce una “situazione” (jōkyō), in cui vengono messi in evidenza i legami esistenziali tra i diversi materiali che compongono l’opera e lo spazio circostante. Lungo le navate si alternano invece realizzazioni, come Continuous Existence—HB o Infinite Situation III (door) che indagano la relazione spaziale tra pavimento e pareti. Altre opere sono concepite come indagini sui materiali utilizzati e sulle loro caratteristiche fisiche, come Parallel Strata realizzata interamente con grandi fogli di paraffina sovrapposti o Soft Concrete composta da cemento, ghiaia e lastre di metallo.

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Kishio Suga, Left–Behind Situation (Shachi Jōkyō), legno, pietre e cavo metallico, 1972/2016. Foto di Alessia Ballabio
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Kishio Suga, Left–Behind Situation (Shachi Jōkyō), legno, pietre e cavo metallico, 1972/2016. Foto di Alessia Ballabio

Chiude idealmente la mostra l’installazione nel Cubo, reso inaccessibile al pubblico con Left-Behind Situation. L’opera, ricostruita nella versione più grande mai realizzata fino ad ora, è composta da un unico cavo metallico di tipo industriale che è teso nello spazio su due livelli, congiungendo diversi punti delle quattro pareti e creando orizzontalmente intersezioni diagonali su cui sono poggiati in precario equilibrio blocchi di pietra e di legno.

SCADE IL 29 GEN 2017
Kishio Suga | Situations
Hangar Bicocca
via Chiese 2, Milano
giovedì – domenica: 11.00 - 23.00
ingresso gratuito

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