Franco Guerzoni, Nessun luogo. Da nessuna Parte

La mostra Nessun luogo. Da nessuna parte, ospitata alla Triennale di Milano, prende avvio parallelamente alla pubblicazione da parte di Skira dell’omonimo libro di Franco Guerzoni a cura di Giulio Bizzarri. Se il volume ripercorre l’amicizia e la collaborazione tra Guerzoni e Luigi Ghirri raccontando pagina dopo pagina i loro “viaggi randagi” nella campagna modenese a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, il progetto espositivo si pone più come un dispositivo dotato di una propria autonomia e struttura narrativa che come compendio al libro stesso.

Franco Guerzoni, studio per un pavimento imbottito, 1970. Foto Luigi Ghirri. (Courtesy Archivio Ghirri) Franco Guerzoni, studio per un pavimento imbottito, 1970. Foto Luigi Ghirri. (Courtesy Archivio Guerzoni)

Per quasi un decennio negli anni ’70 Ghirri e Guerzoni condivisero un territorio: un paesaggio di aie, case abbandonate, ruderi, edifici industriali e cantieri che amavano perlustrare da cima a fondo, più o meno quotidianamente. Tra i due si instaurò un sodalizio basato su un dialogo costante e una continua ricerca sviluppata tra l’entusiasmo e le incertezze degli esordi, tra i loro primi esperimenti e tentativi.
Di quelle esplorazioni resta un’ampia documentazione raccontata in centinaia di scatti inediti che Luigi Ghirri realizzava per Guerzoni, perché costituissero il punto di partenza, la base materiale dei suoi lavori. In quegli anni Guerzoni ha usato solo alcune di quelle fotografie, ma tutte le altre, conservate nel suo archivio personale senza mai essere dimenticate, sono ora state riportate alla luce e raccolte in questa mostra.

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Un mazzo di fotografie che, come carte da gioco mescolate tra loro su un tavolo, segni sparsi in attesa di essere sottoposti a un’arte combinatoria, non mi spinge certo a riflessioni critiche. Quando tento di ricordare l’importanza dell’amicizia con Luigi penso a un sentimento. Questi negativi, queste stampe sono per me teneri documenti di un’intensa amicizia, frammenti capaci di evocare tracce di vita.

Partendo dai lavori realizzati da Guerzoni tra il 1970 e il 1978 basati su fotografie di Ghirri e confluite poi nelle serie Archeologia, Dentro l’immagine, Affreschi, agli scatti così detti “irrisolti” che sono la testimonianza di opere che non esistono più, di azioni estemporanee, di interventi più o meno concordati, la mostra arriva a comporre un grande mosaico di  sequenze che possono accavallarsi, intersecarsi o interrompersi bruscamente. Fulcro narrativo del racconto sono i due nuovi lavori, in forma di dittico, che descrivono la necessità da parte di Guerzoni di ricollocare nel presente le tracce e i resti di quelle esperienze. Si tratta di due grandi strappi d’affresco capaci di contenere lungo i bordi o al proprio interno alcuni scatti di Ghirri che – stampati su gesso o carta sottile – hanno acquisito una sostanza materica e lo spessore di frammenti e rovine.

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Franco Guerzoni 
Nessun luogo da nessuna parte. Viaggi randagi con Luigi Ghirri
ed. Skira, 2014, pag. 200
Il libro raccoglie le foto che Ghirri scattò per le opere di  Guerzoni dalla fine degli anni Sessanta fino alla fine dei Settanta. Il racconto per immagini narra l’amicizia tra i due: gli scambi, le collaborazioni, gli incontri e il loro percorso alla ricerca di nuovi linguaggi. La città di Modena non solo fa da sfondo a queste ricerche, ma ne entra a far parte con i suoi paesaggi, pensati come luoghi per essere fotografati e per ospitare installazioni. La narrazione che Franco Guerzoni oggi ha attivato sul vastissimo giacimento di immagini di allora non cede però alla tentazione biografica, ma piuttosto esalta il valore memoriale e frammentario che le immagini, riviste quattro decenni dopo, offrono nella loro profondità.
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Scade il 09 NOV 14
Nessun luogo. Da nessuna parte – Viaggi randagi con Luigi Ghirri
La Triennale di Milano
viale alemagna 6, Milano
martedì-domenica: 10.30-20.30
giovedì 10.30-23.00
ingresso libero

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