Expo – Best of Architecture

Il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” di Expo 2015 offre l’occasione per riflettere e confrontarsi sul tema dell’alimentazione globale.
Abbiamo pensato di evitarvi ore di fila inutili e raccogliere qui i padiglioni che, a nostro parere, presentano delle architetture che vale la pena vedere anche solo dall’esterno senza necessità di accedere all’interno.

1. Emirati Arabi Uniti

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Realizzato da Norman Foster il padiglione degli Emirati Arabi Uniti ricrea, con le sue forme ondulate, sia le stradine mezze in ombra degli insediamenti storici degli Emirati Arabi, che le magnifiche dune di sabbia dei loro deserti.
Le sue mura (alte ben 12 metri) sono state realizzate con un agglomerato di sabbia, fibra di vetro e calcestruzzo, così da mantenere la temperatura interna due gradi più bassa rispetto a quella esterna, garantendo refrigerio senza far ricorso ad impianti di condizionamento.

☛ Questo padiglione vale anche una visita all’interno quindi, se avete tempo, armatevi di tanta pazienza ed affrontate le spesso lunghissime code (nei week end si arriva anche a 2/3 ore di attesa).

2. Giappone

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Il padiglione del Giappone  è realizzato secondo il metodo di tensione compressiva, una tecnica edilizia molto usata nel paese, in cui i singoli elementi costruttivi sono collegati con sistemi di aggancio e giuntura per ottenere una struttura salda e resistente alle scosse sismiche. In questo caso diciasette mila pezzi di legno sono stati incastrati tra loro (senza ricorrere a nessun elemento di giuntura) in modo da creare una trama che permetta alla luce di penetrare all’interno. Legando assieme innovazione e tradizione, il padiglione ripropone la struttura di una delle case tradizionali di Kyoto.

☛ Questo padiglione vale anche una visita all’interno quindi, se avete tempo, armatevi di tanta pazienza ed affrontate le spesso lunghissime code (nei week end si arriva anche a 2/3 ore di attesa).

3. Polonia

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Creato dallo studio 2PM del giovane architetto polacco Piotr Musialowski, il padiglione della Polonia offre un ottimo esempio di bio-architettura poichè realizzato, solo con cassette della frutta. La struttura traforata che si viene a creare rimanda alla forma eco-compatibile e semplice delle scatole di mele, maggior prodotto dell’agricoltura polacca esportato in tutto il mondo.

☛  Questo padiglione vale anche una visita all’interno quindi armatevi di pazienza ed affrontate le code d’attesa.

4. Albero della vita

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L’Albero della Vita (situato al termine del Cardo) è una struttura in legno e acciaio alta trentasette metri, scelta per essere il simbolo di Palazzo Italia.
Pensato da Marco Balich, e realizzato grazie alla collaborazione dello studio Gioforma, questa immensa scultura è modellata sulla forma di Piazza del Campidoglio e vuole essere non solo un omaggio all’Italia, ma il simbolo della Natura Primigenia, la grande forza da cui è scaturito il tutto.

☛  A ogni ora l’Albero della vita si anima con giochi d’acqua, musiche e luci.

5. Azerbaigian

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Progettato da Simmetrico Network, il padiglione dell’Azerbaigian si presenta articolato lungo tre sfere di vetro che occupano ciascuna un piano dell’edificio. Caratterizzato da forme moderne e semplici, realizzate attingendo ai materiali tradizionali quali il legno e la pietra, che si abbinano a materiali più innovativi come vetro e metallo, attraverso la sua varietà compositiva questo padigliove vuole evocare la grande diversità bioclimatica e culturale dell’Azerbaigian.

6. Vanke

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Realizzato da Daniel Libeskind per Vanke (il colosso cinese, leader nel settore immobiliare) il padiglione si contraddistingue per le geometrie sinuose e l’ascensionale movimento fluido. L’attenzione dell’architetto per materiali da costruzione innovativi la si trova nella scelta delle piastrelle, create con particolari materiali in gardo di trattenere gli agenti inquinati presenti nell’atmosfera.

☛ A Libeskind si deve anche la relizzazione de Le ali: sculture in lingue di alluminio punteggiate da led e dispositivi audio che segnano l’incrocio tra il cardo e il decumano del sito expo, delimitando piazza Italia.

7. Quatar

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Progettato per richiamare un souq (il mercato tradizionale), il padiglione del Quatar si estende su una superficie di 2.450 metri. La cosa che più colpisce è la struttura circolare che spunta dal centro del padiglione che ricorda il jefeer (il tradizinale cesto di pagia intrecciata, usato per contenere e trasportare il cibo).
All’esterno una serie di botteghe mostrano le attività tipiche dell’artigianato locale.

8. Cile

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Progettato da Cristián Undurraga il padiglione del Cile occupa uno spazio di 1.910 metri quadri. Si configura come una grande architrave in legno, avvolta da uno scheletro di travi incrociate e sollevata da terra da quattro pilastri di cemento, elemento che crea uno spazio intermedio (il così detto orizzonte temperato) tipico dell’architettura cilena.
Lo spazio sottostante il padiglione che si viene così a creare è adibito a area conviviale, con tavolate di legno dove poter gustare la gastronomia tipica del paese.

9. Vietnam

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Costruito a forma di fiore di loto, il padiglione del Vietnam, è completamente circondato da enormi vasi in legno da cui spuntano piccoli alberi. I vasi sono immersi in una vasca con dell’acqua e rivestono la struttura in vetro che costituisce l’ossatura del padiglione stesso.

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