Isgrò

Due anni dopo l’inagurazione della Grande cancellatura per Giovanni Testrori , Milano torna a rendere omaggio a Emilio Isgrò attraverso una grande personale dislocata in tre sedi espositive: Palazzo Reale, Casa Manzoni e Gallerie d’Italia.

Figura pressoché unica nel panorama dell’arte contemporanea nazionale e internazionale, a partire dagli anni Sessanta del Novecento Isgrò fonda un nuovo linguaggio artistico basato sulle sue celebri cancellature e sui suoi interventi sui testi in tutte le lingue e in tutte le forme. L’idea dell’esposizione ospitata a Palazzo Reale è quella di ripercorre la sua eterogenea produzione artistica attraverso più di duecento opere tra testi stampati, installazioni, poesie visuali e dipinti.

Emilio Isgrò, (courtesy Palazzo Reale di Milano)
Emilio Isgrò (courtesy Palazzo Reale di Milano)
Emilio Isgrò, (courtesy Palazzo Reale di Milano)
Emilio Isgrò (courtesy Palazzo Reale di Milano)
Emilio Isgrò, Trittico della rivoluzione, 1973 (courtesy Palazzo Reale di Milano)
Emilio Isgrò, Trittico della rivoluzione, 1973 (courtesy Palazzo Reale di Milano)

“Il vero potere della cancellazione non giace nella negazione o nella proibizione; ma piuttosto nell’abilità di aprire le porte del linguaggio pretendendo di chiuderle”.

– Emilio Isgrò –

Proprio quel suo cancellare, un gesto così dissacratorio che non risparmia neppure tomi considerati capisaldi del sapere come l’enciclopedia Treccani o i Promessi sposi, è quello che rende ancora oggi riconoscibile Isgrò. Un gesto forte che non si esaurisce banalmente nell’eliminare, ma che si carica di una forza generatrice e vivifica: mostrare, isolandolo, ciò che prima era nascosto. Righe nere, più o meno spesse e più o meno lunghe, che si inseguono sulla pagina o sulla tela, creando un proprio ritmo e evidenziando un altro aspetto spesso ignorato delle parole: la loro forma, il loro aspetto visivo.

La stessa forma mentis è alla base del ciclo di opere dei particolari: ingrandimenti esponenziali di parti di cose o persone che, attraverso l’amplificazione infinita di quanto era riconoscibile, fanno perdere la propria iniziale identità. L’operazione compiuta è esattamente il contrario della cancellazione (che cela ciò che c’è sotto, mentre qui viene sfacciatamente mostrato) ma il risultato è lo stesso: mettere in discussione ciò che già si conosce per scoprire un’aspetto nuovo nella banalità.

“Se tutti noi vedessimo le stesse cose, come faremmo a inventare e produrre cose differenti?”

Emilio Isgrò, Girolamo Savonarola (courtesy Palazzo Reale di Milano)
Emilio Isgrò, Girolamo Savonarola (courtesy Palazzo Reale di Milano)
SCADE IL 25 SETT 16 cucchiaio
EMILIO ISGRÓ
Palazzo Reale
piazza Duomo, 12
martedì - domenica: 9.30/19,30
ingresso gratuito

[ready_google_map id=’8′]

Salva

Salva

Salva

Salva

Tags: