Border Painting

Scade il 15 MAR 14

Ambienti bui, misteriosi, scorci notturni di città anonime, indecifrabili volti e interni di locali jazz. Con poche pennellate di luce Pietro Finelli ricrea le atmosfere cupe e affascinanti del cinema noir degli anni ’40 e ’50 e le reinterpreta in pittura. Una dark obsession che, nella storia dell’arte, ha accomunato tanti artisti da Caravaggio a Goya, a Burri e che è in questo caso declinata nel linguaggio cinematografico, in un’immagine filmica che si trasforma, grazie alla pittura, in un’opera unica e originale.

Finelli è un artista che ama principalmente scavare nel buio. Per questo, nella sua pittura, esplora il nero cupo, ottenuto per velature e passaggi di colore ad olio, lucentezza e opacità, segrete tonalità cromatiche troppo oscure e sedimentate per rivelarsi. Quel nero che per lui, prima che una dimensione estetica: “è una disciplina interiorizzata del fare, la ricerca di una via di fuga verso il profondo, il viaggio di un cieco che parte dal lavoro delle mani”. Un’oscurità lasciata in primo piano che solamente sullo sfondo dona la luce. Quelle esposte alla Galleria Monopoli sono opere in cui bisogna accettare la sfida di perdersi nel nero iniziale per giungere solo in un secondo momento al folgore dei personaggi e delle scene ritratte.

Le immagini sono costruite per singoli fotogrammi, inquadrature che esplicitamente citano la figurazione elegante, asciutta e inquieta dei film noir degli anni ’40, da Finelli attentamente studiati: una scuola dello sguardo, per un artista in bianco e nero, sedotto dall’eleganza del delitto, dall’indizio e dall’elusione dell’azione, dal tradimento delle forme, dalle visioni che sfuggono al senso definitivo e costruiscono ipotesi di figure. Ma al di là dell’esplicito riferimento all’immaginario cinematografico, i suoi quadri portano anche i segni indiscutibili di una fascinazione barocca, attratti da fondali di tenebre in cui i corpi si fondono.

book“C’era insomma un momento delica, in ogni inchiesta, in cui la doppiezza, l’inganno delle apparenze, il silenzio o l’astuzia di chi sa, insinuavano in lui il sospetto che la soluzione del caso sarebbe stata laboriosa, se non impossibile” Renato Olivieri, Madame Strauss

 

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PIETRO FINELLI | BORDER PAINTING
Galleria Monopoli
Giovanni Ventura 6, Milano
Martedi’-Sabato | 14.00-19.00
Ingresso gratuito
http://www.galleriamonopoli.com

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