Baco da Setola, Pino Pascali

L’opera nasce da un gioco di parole prontamente tradotto in scultura dall’artista, appartiene alla serie dei “bachi da setola”, realizzata per Il ciclo degli animali tra il 1967 il ‘68 in cui Pascali pone al centro della sua ricerca artistica la manipolazione dei materiali in funzione di una loro metamorfosi, anche di significato.

Visionando le altre opere di questo ciclo risulta chiara l’intenzione dell’artista: Pascali con i suoi toni surreali e il nuovo rapporto con lo spazio espositivo, le dimensioni fuori scala in contrasto con la leggerezza dei pezzi, vuole raccontare con ironia e sguardo infantile, una nuova Arca di Noé popolata da enormi animali immaginari.

Baco da setola foto © Valeria Corbetta, Gallerie d’Italia

Le “finte sculture” – come le definiva lo stesso artista – evidenziano influenze internazionali come la Pop Art, il minimalismo americano, l’Arte Povera e le performances.

La scelta dei materiali industriali (gli scovoli di acrilico) e l’allontanamento della ricerca di verosimiglianza con il reale che avevano caratterizzato le sue serie sulle armi, introducono inediti elementi espressivi che ribaltano i vecchi canoni del fare artistico, originando le sue famose sculture senza peso.

In queste opere è forte la componente scenografica, ma anche elementi surreali visibili nella capacità di mescolare abilmente il gigantismo di questi giocattoli, il monumentalismo del bianco romanico pugliese e le linee dei fumetti di B.C. che l’artista amava leggere.

Baco da setola foto © Valeria Corbetta, Gallerie d’Italia

Baco da Setola.
Pino Pascali
1967
Gallerie D’Italia
Piazza della Scala, 6

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