Anselmo | Laib | Spalletti

La galleria Lia Rumma di Milano ospita tre grandi installazioni di Giovanni Anselmo, Wolfgang Laib e Ettore Spalletti, artisti invitati a realizzare i progetti site specific che attualmente occupano tutti i piani dello spazio espositivo milanese fino al 18 luglio.

© Wolfgang Laib, Lia Rumma gallery, Photo Roberto Marossi
© Wolfgang Laib, Lia Rumma gallery, Photo Roberto Marossi

È dalla metà degli anni settanta che l’artista tedesco Wolfgang Laib crea installazioni di solenne semplicità ricomponendo in chiave estetica materiali organici che hanno in sé il seme della vita e la forza del nutrimento: latte, polline, cera d’api e riso. The Rice Meals for Another Body, presentata al piano terra dello spazio di via Stilicone, condensa uno dei nodi principali della sua pratica artistica intensamente spirituale, l’idea che l’arte abbia una funzione salvifica che considera il corpo come un tutto inscindibile, tale da colmare ciò di cui la medicina tradizionale non si occupa più.

© Ettore Spalletti, Lia Rumma gallery, Photo Roberto Marossi
© Ettore Spalletti, Lia Rumma gallery, Photo Roberto Marossi

“Parole di colore. Ho dipinto le tavole una dopo l’altra. Il colore si muove dall’azzurro al grigio, tocca il blu, si accende nel rosso porpora e si ammorbidisce nel rosa, che riverbera sulla pelle gli umori. Ho immaginato il colore muoversi su un’unica parete che corre lontano”

Una sorta di armonia “religiosa” pervade anche le opere di Ettore Spalletti, presente al primo piano della galleria, il gruppo di tavole di grande formato prende il titolo di Parole di colore. In esse il colore assume un’importanza decisiva e una sua dolce e inglobante spazialità.

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© Giovanni Anselmo, Lia Rumma gallery, Photo Roberto Marossi

Al secondo piano della galleria Giovanni Anselmo presenta invece un progetto che mette in dialogo due lavori storici: La luce mentre focalizza, un’energia luminosa in continuo pulsare su di un corpo che l’artista fa notare in maniera impalpabile e Oltremare mentre appare verso nord est:

“Ho utilizzato questo colore come se fosse una materia, come un lembo o un punto di terra, come una bussola, più che come un colore in senso stretto. Il colore oltremare nell’antichità fu portato in Europa da lontano, da oltremare appunto ed è per questa ragione che ha assunto questo nome. È un’indicazione di un altrove che, intorno a noi, si trova in tutte le direzioni. Sulla Terra, infatti, qualunque direzione si scelga di percorrere, prima o poi comparirà sempre un oltremare. Collocare questo colore su una parete significa per me scegliere e indicare quella direzione, verso l’oltremare sulla parete e verso l’oltremare nello spazio esterno.”

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Anselmo | Laib | Spalletti 
Galleria Lia Rumma
via Stilicone 19, Milano
www.liarumma.it

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