Ana Mendieta + Martha Rosler

Scade il 04 AGO 13

La galleria Raffaella Cortese affianca due esposizioni parallele, la prima dedicata ad Ana Mendieta e la seconda a Martha Rosler. Due artiste contemporanee e complici nelle tematiche esplorate che oggi vengono considerate tra i principali punti di riferimento nella storia dell’arte poiché, con diverso approccio, scardinano il femminismo, riflettono sull’appartenenza sociale e culturale a differenti etnie e ne analizzano le relative contraddizioni, tutto attraverso mezzi propri di espressione visiva fatti di fotografie, video e performance.

Ana Mendieta, Anima, Silueta de Cohetes (Soul, Silhoutte of fireworks), 1976. © Ana Mendieta

Procedendo in ordine alfabetico ecco la personale di Ana Mendieta di cui è attualmente in corso unʼimportante retrospettiva al Castello di Rivoli di Torino –  che propone la figura dell’artista come modello e icona per la performance e il video, la Body art e la fotografia, la Land art, l’autoritratto e la scultura. Nel lavoro di Mendieta confluiscono, infatti, tutte queste componenti, linguaggi coniugati in un personalissimo alfabeto che aspirano a raccontare l’identità femminile partendo dalle radici culturali dell’artista sino ad arrivare alla donna contemporanea. Ana Mendieta, di origine cubana, si trasferisce negli Stati Uniti all’età di 12 anni, con la sorella Raquelin. Dopo essersi dedicata alla pittura, dal 1972 nell’ambito dei corsi universitari frequentati alla State University dell’Iowa, inizia a realizzare performance rituali, fotografie e sculture, in cui immerge il suo corpo nella natura, partendo da un legame spirituale e fisico con la terra. Mendieta fonde in maniera del tutto personale due movimenti all’apparenza agli antipodi: la Body art e la Land art sovvertendo i gesti monumentali degli artisti land attraverso l’inserimento nel paesaggio delcorpo umano. La sua arte attinge a simboli e aspetti di pratiche rituali di antiche culture indigene delle Americhe, dell’Africa ed Europa e vi incorpora elementi della natura e riti sacrificali primitivi associati alla cultura cubana. Segno inconfondibile delle sue opere rimane una caratteristica silhouette femminile, un autoritratto essenziale realizzato con i più differenti materiali, quali ad esempio: terra, fango, piume, fiori, foglie, cenere, polvere da sparo, rami, alberi, conchiglie, erba, ghiaccio, roccia, cera, corteccia, muschio, sabbia, sangue, acqua o fuoco. In mostra i suoi primi lavori fotografici, quelli degli anni ’70, dove si confronta con la discriminazione, la violenza carnale e la morte. Un avvenimento allora scatenò la sua attività, ovvero lo stupro e l’assassino di una studentessa avvenuto nel suo stesso campus universitario. L’artista reagisce mettendo in scena il brutale episodio usando se stessa: “Sto lavorando con il mio sangue e il mio corpo”, afferma. Nascono così i famosi lavori Untitled (Rape Performance) e Sweating Blood.

Contemporaneamente Martha Rosler presenta fotografie inedite nella personale intitolata Cuba, January 1981. In quell’anno Martha e un gruppo di altre artiste ed intellettuali, parteciparono a un viaggio culturale – organizzato da Ana Mendieta e Lucy Lippard – attraversando l’isola di Cuba. Rosler immortala persone, negozi, edifici e i manifesti che costellavano le strade e gli spazi pubblici. Le immagini esposte rappresentano un’esperienza visiva degli spazi comuni della società, luoghi dove il mondo esteriore ed interiore si incontrano: caffé, scuole, saloni di bellezza, teatri e chiese. Poiché Cuba, all’epoca era quasi inavvicinabile per i cittadini americani queste fotografie si inseriscono in una nebulosa di congetture ampiamente contrastanti sulla cultura e sul ruolo del comunismo cubano.  Così l’artista ha ricordato quel periodo: “Il mese di gennaio del 1981 segnò la fine degli anni Settanta, non solo per ovvie ragioni, ma segnò anche il momento successivo all’elezione di Reagan e ai discorsi riguardanti il disgelo, i diritti umani e l’uguaglianza, e precedente all’insediamento delpresidente, alla carica di neoliberalismo, anti-terrorismo e avventurismo militarista, e all’affermarsi della retorica economica dell’offerta con effetto a cascata, mascherando l’enorme ridistribuzione della ricchezza verso l’alto. Il fenomeno migratorio da Cuba verso la Florida, noto come The Mariel ‘boatlift’, era terminato in ottobre, appena in tempo per l’elezione di Reagan nel mese di novembre. Ma ciò che hanno significato gli anni Ottanta, per noi e per i cubani che incontravamo, non si era ancora concretizzato, e rimaneva relegato nei nostri incubi e nelle nostre paure”.

Ana Mendieta + Martha Rosler 
Galleria Raffaella Cortese
via Stradella 7, Milano
Tel. +39 02 2043555
Mail: info@galleriaraffaellacortese.com
Orario: martedì – venerdì, ore 10.00/13.00 – 15.00/19.30
Sabato: 15.00/19.30 e su appuntamento
www.galleriaraffaellacortese.com

[googlemaps https://maps.google.it/maps?client=safari&q=via+stradella+7+milano&oe=UTF-8&ie=UTF8&hq=&hnear=Via+Alessandro+Stradella,+7,+Milano,+Lombardia&t=m&z=14&ll=45.478411,9.215718&output=embed&w=470&h=350]

Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.