1st Class Artery, Wunderkammer 01

1st Class Artery | Wunderkammer 01

La prima tappa del progetto espositivo itinerante 1st Class Artary – curato da Nellimya Arthouse – ha preso il via con la mostra Wunderkammer 01 che coinvolge gli artisti: Fabrizio Bonvicini, Gabriela Butti, Federica Gonnelli, Luca Serasini ed Elena Vijoli.

1st Class Artery è probabilmente la galleria d’arte itinerante più piccola del mondo e nasce da un’idea dell’artista Mya Lurgo. Il contenitore è di fatto un baule da viaggio di inizio ‘900 appartenuto a un capitano di sommergibili residente in Liguria (Italia). Il recente restauro realizzato l’ha reso ideale per progetti espositivi site-specific itineranti a letteralmente “misura di baule”.

Wunderkammer è il titolo prescelto per tutte le esposizioni allestite e ospitate, tappa dopo tappa, in prestigiosi hotel in giro per il mondo, in fiere d’arte e luoghi urbani ad alta visibilità. Ogni mostra staziona per circa 45 giorni prima di riprendere il proprio viaggio, con rinnovati artisti e opere. Nessuna sede fissa è prevista perché il movimento è vita.
Il termine Wunderkammer viene utilizzato per definire tutte quelle raccolte enciclopediche che mettevano insieme scienze, natura e arte. Naturalia, Mirabilia e Artificialia, ovvero rarità, preziosità e bizzarrie della natura, o artefatte dall’uomo, componevano le ricche collezioni di eruditi, scienziati e principi che a partire dal ‘500, in Italia ed in area germanica, iniziarono a raccogliere pezzi di varia origine e provenienza, da collocare in vere e proprie stanze delle meraviglie. 

1st Class Artery, l'artista Mya Lurgo siega il progetto
1st Class Artery, l’artista Mya Lurgo siega il progetto

Gli artisti Fabrizio Bonvicini, Gabriela Butti, Federica Gonnelli, Luca Serasini ed Elena Vijoli, selezionati, sono stati invitati a creare opere prêt-à-porter ideate per il viandante e ispirate allo spirito errante: quel fervore che sprona verso inesplorate mete interiori ed esteriori e conduce al senso di impermanenza e transitorietà dell’esistenza.

Fabrizio Bonvicini, Contemporary wood jewellery N. 187. Anello, legno di quercia, 2017
Fabrizio Bonvicini, Contemporary wood jewellery N. 187. Anello, legno di quercia, 2017
Fabrizio Bonvicini, Contemporary wood jewellery N. 182. Anello, legno di quercia, 2017
Fabrizio Bonvicini, Contemporary wood jewellery N. 182. Anello, legno di quercia, 2017

FABRIZIO BONVICINI nasce a Modena classe 1973 ha frequentato l’istituto A. Venturi in sezione ceramica. Tra le altre ecco alcune selezionate tappe espositive: Museo del gioiello di Vicenza, Galleria Pille 73 a Mantova, Galleria Creativity a Torino, Galleria Myday-byday a Roma, Galleria Annovi Sassuolo a Modena, Galleria Mies a Modena, Autor Bucarest in Bulgaria, Aboutvolumes Contemporary ART Jewellery a Venezia, Artery per Nellimya in Svizzera. 

Gabriela Butti, I dream in another language. Tecnica mista retroilluminata su tela, 40x45 cm, 2016
Gabriela Butti, I dream in another language. Tecnica mista retroilluminata su tela, 40×45 cm, 2016

GABRIELA BUTTI classe 1985, ha conseguito la laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Brera nel 2009. Studi liceali scientifici e linguistici associati all’estrema curiosità per tutto ciò che ancora non conosce la spingono a sostenere i tutto e per tutto l’ideale leon battistiano dell’artista studioso ed artigiano, che teoria e pratica lungo il suo cammino evolutivo. La tecnica utilizzata unisce antica tradizione artigianale alle più avanzate tecnologie: tempera all’uovo, preparazione e traforazione manuale della carta, produzione artigianale di pellicole plastiche frutto di reazioni fra agenti chimici ed assemblaggio di circuiti elettrici di ultima generazione. Numerose esperienze e viaggi all’estero, cominciate nel 2012 con la Vittoria del Premio Ghiggini ArteGiovani di Varese e proseguite con residenze d’artista, mostre personali e/o collettive presso la galleria Ghiggini in Italia, Nellimya in Svizzera, Grey Projects Gallery e Chan Hampe Gallery a Singapore, stringendo inoltre collaborazioni sia con enti privati che con istituzioni pubbliche.

Federica Gonnelli, La Terza Sponda – Viaggio. Assemblaggio di immagine digitale stampata su organza e carta e filo di cotone 21x29.7 cm e microscultura di ferro zincato saldato 3x18x5 cm, 2017
Federica Gonnelli, La Terza Sponda – Viaggio. Assemblaggio di immagine digitale stampata su organza e carta e filo di cotone 21×29.7 cm e microscultura di ferro zincato saldato 3x18x5 cm, 2017

FEDERICA GONNELLI è nata a Firenze, dove frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti. Vive e lavora tra Firenze e Prato, dove dal giugno 2011 ha aperto il suo studio InCUBOAzione. Situazione di confine che ha caratterizzato il suo percorso nei materiali e nei temi, attuando una ricerca al limite tra le discipline delle arti visive. Il confine è un protagonista costante mediante l’utilizzo del velo d’organza, non un mero supporto, ma un determinante mezzo espressivo che concorre nel significato dell’opera. Il velo d’organza è una membrana osmotica che mette in comunicazione le varie parti; donando al tempo stesso un’identità sempre diversa, attraverso le immagini che su di esso sono realizzate. Un velo che impone uno slancio agli osservatori che vogliono scoprire cosa vi si cela dietro. Dal 2001 partecipa a mostre personali, collettive e concorsi. Nel 2006 consegue la laureanel 2013 la specializzazione in Arti Visive e Nuovi Linguaggi Espressivi.

Luca Serasini, Costellazioni–Pegaso. Acquarello e stampa su carta su plexiglass, 24x18 cm, 2017
Luca Serasini, Costellazioni–Pegaso. Acquarello e stampa su carta su plexiglass, 24×18 cm, 2017
Luca Serasini, Gli invisibili-touch. Stampa su carta su plexiglass, 24x18 cm, 2017
Luca Serasini, Gli invisibili-touch. Stampa su carta su plexiglass, 24×18 cm, 2017

LUCA SERASINI nasce nel 1971 a Pisa, in Italia. Inizia il suo percorso artistico negli anni ‘90: le sue pratiche interdisciplinari includono disegni, pitture, corto e mediometraggi, collage fotografici seriali e installazioni di videoarte. Nel suo lavoro, il mito classico ricopre un consistente ruolo, così come la sua formazione in elettronica. Dopo la personale Prevalentemente rosso al Castello di Querceto nel 2009, nello stesso anno presenta la mostra In dettaglio presso la galleria Irena Kos Arte Contemporanea di Pietrasanta, e nel 2011 partecipa alla collettiva Contaminazioni a Pontedera. Nel marzo 2012 realizza le personali La dinamica dietro l’idea a Pisa, presso lo Spazio Espositivo Sopra Le Logge, e nel 2013 Mi-no-Tauro? alla sede IED di Firenze. Nell’estate 2016 inaugura la stagione di Querceto Contemporanea, presso l’Accademia Libera Natura e Cultura, con la personale E se il vicolo fosse cieco? Per la rassegna ArtInsolite 2017, collegata al Teatro del Silenzio a Lajatico, presenta il progetto multidisciplinare e site-specific Alfa-Tauri.

Elena Vijoli, Neuroni innamorati. Tecnica mista su seta (con cornice argentata in legno inclusa), 6x6 cm, 2016
Elena Vijoli, Neuroni innamorati. Tecnica mista su seta (con cornice argentata in legno inclusa), 6×6 cm, 2016
Elena Vijoli, Genesis 1:2. Tecnica mista su seta (messa su tela di pittura con telaio), 4x6 cm, 2016
Elena Vijoli, Genesis 1:2. Tecnica mista su seta (messa su tela di pittura con telaio), 4×6 cm, 2016

ELENA VIJOLI nata a Fagaras (Romania) nel 1979, vive e lavora a Milano. Ha studiato pittura e disegno a Brasov e Iasi, città dove si è anche laureata in Pittura, presso l’Accademia delle Belle Arti George Enescu nel 2003. Dal 2011 diventa conosciuta a livello internazionale grazie al progetto Dipinti portabili: dipinti su tela incastonati nelle borse-cornici. Uno di questi si trova al Tassenmuseum Hendrikje di Amsterdam. Le sue opere sono presenti in collezioni private in Austria, Svizzera, Belgio, Francia, Germania, Italia, Repubblica Ceca, Nuova Zelanda e Stati Uniti d’America.


 1st Class Artery
#WUNDERKAMMER01
22.09 – 29.10.2017

nellimya-exhibition.ch

KURHAUS CADEMARIO HOTEL & SPA
Via Kurhaus 12, CH-6936 Cademario (Svizzera)

kurhauscademario.com