Giuliano Mauri, Voliera per umani (2012)

Nel cuore del Parco di Monza, nelle immediate vicinanze della Cascina Cernuschi, sede dei Carabinieri a cavallo e della Valle dei Sospiri, Giuliano Mauri crea nel 2006 un’opera nata dalla stessa materia prima della vegetazione del parco: dall’intreccio dei rami delle piante caduti al suolo nasce la Voliera per umani, un gigantesca istallazione che ricalca le forme di una voliera per uccelli.
L’intento dell’artista è quello di concepire una costruzione temporanea, pensata cioè, per esistere in quel luogo sino alla sua naturale decomposizione e quindi estinzione, per tornare ad essere in differente maniera parte integrante del ciclo di vita nel parco. Originariamente costituita da uno spazio a pianta circolare, componeva una sorta gabbia aperta, interamente realizzata con rami intrecciati e tronchi d’albero e quel che ne rimane oggi è solo il nucleo centrale.

La Voliera per umani di Giuliano Mauri, 2005. Situata nel parco accanto la Cascina CernuschiLa Voliera per umani di Giuliano Mauri, 2006. Situata nel parco accanto la Cascina Cernuschi

Le architetture naturali di Giuliano Mauri si basano sull’interazione tra lo scorrere del tempo e il mutare della natura, trasformazioni organiche che diventano la base della sua ricerca artistica espressa al meglio nella celebre Cattedrale Vegetale, un progetto realizzato nel 2001 per la Biennale internazionale di arte contemporanea di Borgo Valsugana e ospitato ad Arte Sella. In questo esempio il “carpentiere” – come ama definirsi Mauri – esprime in pieno il suo progetto estetico e concettuale: collaborare con la natura attraverso la realizzazione di opere rese possibili grazie a interazioni artificiali seppur sempre realizzate con materiali organici come legno o rami che avvolgono e proteggono gli alberi per poi scomparire lasciando libero corso alla vita della pianta.

 
 
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◦ L’ARCHITETTURA La struttura si genera da un nucleo centrale di rami piantati in circolo, una sorta di gerla chiamata il “cuore delle cerimonie”. I rami sono legati fra loro e si piegano alle estremità verso l’esterno, in forma di fontana, per ricongiungersi con le estremità dei rami piantati lungo un anello esterno. I rami intrecciati fra loro costituiscono una maglia che fa da “parete” perimetrale. Lo sdoppiamento della “parete” perimetrale contiene al suo interno una passerella ascendente a forma di elica.

◦ I MATERIALI DEL LUOGO Gli unici materiali impiegati per la costruzione sono legno e il ferro dei fili che tengono unita la struttura. L’opera nasce dal prodotto del luogo in cui è collocata, difatti, i rami e i piccoli tronchi utilizzati provengono interamente dal Parco di Monza preziosamente raccolti dagli addetti della forestale che si occupano stagionalmente della pulitura e dello sfoltimento del parco. Quest’operazione viene di solito fatta in periodi al di fuori della stagione riproduttiva e quindi verso ottobre ed entro la primavera, perfettamente in sincronia con l’edificazione della voliera. Le essenze e le fogge adatte sono state individuate in seguito ai sopralluoghi compiuti insieme all’artista, che ha scelto legni quali il castagno, l’olmo e la robinia poiché resistenti e durevoli oltre al faggio, che presenta media durezza e il nocciolo particolarmente elastico e adatto a essere piegato. Oltre al legno, l’unico altro materiale utilizzato è il fil di ferro da carpenteria, rigorosamente non zincato, per confondersi, una volta coperto di ruggine, con il colore bruno dei tronchi.

◦ LA COSTRUZIONE DELLA VOLIERA L’artista si è avvalso della collaborazione di un’impresa di carpentieri del legno specializzati in coperture che già aveva realizzato Zenobia, una sorta di nido fuori scala, costruito nel 2003 davanti alla Triennale di Milano in occasione della mostra Le città invisibili di Italo Calvino.
La costruzione è incominciata, sotto l’attenta guida di Mauri., dalla colonna centrale che ancora si conserva e che costituisce il nucleo portante dell’intera opera e per la quale i tronchi di robinia sono stati piantati a una profondità di circa un metro.

◦ PROBLEMI DI MANUTENZIONE Si sa che il legno si muove, soprattutto se è stato appena tagliato ed è ancora bagnato. Così, la voliera costruita durante il periodo invernale subisce movimenti e necessiterà di una di frequente registrazione. I fastoni perdendo l’umidità si restringono (il loro diametro può passare da 8 a 6 cm) e le “smorse”, i sistemi di legaggio di fil di ferro necessitano quindi di essere ristretti. Con la bella stagione, inoltre, alcuni dei tronchi scelti, si rivelano essere fragili e quindi debbono essere sostituiti: su un totale di 8.000 bastoni utilizzati si può arrivare a sostituirne sino a un centinaio.

◦ Luogo: Parco di Monza, nel prato tra la Cascina Cernuschi e la Valle dei Sospiri
◦ Committenza: Comune di Monza
◦ Progettista: Giuliano Mauri
◦ Progetto strutture: Giuliano Mauri
◦ Impresa di costruzione: Strutture In Legno Di Plebani Vittorio con la partecipazione dei volontari della protezione civile
◦ Tempi di realizzazione: metà ottobre – fine novembre 2006
◦ Diametro voliera: circa 20 metri
◦ Altezza volta: circa 10 metri
◦ Quantità di legno: 8.000 bastoni

“Le immagini della memoria, una volta fissate con le parole, si cancellano…” (Le città invisibili, Italo Calvino)


Giuliano Mauri, Voliera per umani
Parco di Monza
inverno: 7.00 -18.00
estate: 7.00 – 20.00
ingresso gratuito

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