Untitled, Dan Flavin

Untitled, Dan Flavin

S. Maria Annunciata in Chiesa Rossa

Dal 1962 – quando nascono i dipinti quadrati monocromi Icone, combinati con apparecchi per l’illuminazione e lampadine al neon – Flavin ha sempre lavorato con tubi a fluorescenza di produzione commerciale coi quali realizza singole opere e installazioni complesse, spesso poste in relazione con specifici contesti architettonici come Untitled del 1996-97 l’installazione site specific a luce al neon verde, blu, rosa, dorata e ultravioletta per Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa.

L’opera, un vero e proprio testamento artistico – come dichiarò lo stesso Flavin durante l’ideazione del lavoro – è la prima realizzazione d’arte contemporanea installata permanentemente in un edificio religioso. Fu inaugurata il 29 novembre dell’anno successivo, pochi giorni dalla morte dell’artista.

«Gli scrissi che a villa Panza avevo visto come aveva illuminato il dolore per la morte del fratello gemello in Vietnam e volevo che illuminasse con una luce di speranza anche il nostro quartiere», racconta Don Giulio Greco che commissionò il lavoro nel 1996 con il finanziamento di Miuccia Prada e della sua Fondazione.

Untitled 1996, Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, Milano (Foto di ©Stefano De Crescenzo)
Untitled 1996, Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, Milano (Foto di ©Stefano De Crescenzo)
Particolare dell’organo (Foto di ©Stefano De Crescenzo
Il metodo di Flavin

Flavin lavorò a distanza, dal suo studio di New York, tracciando una serie di schizzi su carta, sulla base dei quali nacque il progetto. L’artista analizzò la pianta della basilica e decise di sottolineare con i colori primari le forme pure della chiesa. Utilizzò i tubi al neon blu e verdi per la volta a botte della navata centrale, mentre i rossi dovevano illuminare il transetto e le luci color oro l’abside, con un chiaro richiamo simbolico alla spiritualità dei colori legata alla sacralità dei luoghi.

Tutto il lavoro di Flavin è basato su una ricerca sistematica sul tema della luce dai risvolti non di rado, mistico spirituali, e sulla capacità delle fonti luminose di ridisegnare e colorare lo spazio atmosferico. Il suo lavoro può considerarsi tra le sperimentazioni più pure del minimalismo che si pone come alternativa alle diverse declinazioni dell’espressionismo astratto.

Alla base delle sue scelte c’è una riduzione e semplificazione delle forme, con una riscoperta delle strutture primarie, delle geometriche elementari e dei colori puri. L’aspetto soggettivo ed espressivo viene sostituito da quello puramente strutturale e percettivo; non mancano nei suoi lavori, come in quelli di tutto il movimento minimalista, echi alla serialità e alla produzione industriale.

L’architettura

Nel quartiere chiamato la Baia del Re, edificato nel 1926 e oggi conosciuto come quartiere Stadera, nella zona sud di Milano, sorge Santa Maria Annunziata in Chiesa Rossa. La chiesa fu edificata nel 1932 dall’architetto e urbanista Giovanni Muzio, mentre il pronao (la parte anteriore della chiesa) venne completato nel 1960.

Nel progettare Muzio dovette confrontarsi con alcuni vincoli preesistenti, il progetto iniziale di Della Porta prevedeva un impianto basilicale a tre navate con altrettante absidi; Muzio decise invece di costruire un’unica grande abside per sottolineare l’aspetto monumentale e sacro dell’edificio, eliminando qualsiasi elemento superfluo: le pareti spoglie e severe sono infatti prive di decorazioni.

La chiesa, a croce latina, ha la navata centrale coperta da una volta a botte visibile anche dall’esterno, mentre il transetto presenta un soffitto in legno a vista.
Sul fianco sinistro è possibile osservare lo splendido fonte battesimale scolpito da Giacomo Manzù, inserito in una sorta di capanna ottagonale.

Dan Flavin (New York, 1933-1996)

E’ un artista americano tra i fautori della Minimal Art. Nel 1963 l’artista giunge a rifiutare qualsiasi forma di pittura a favore di semplici, disadorni tubi al neon di produzione industriale. La più lunga serie di lavori di Flavin si chiama Monuments to V. Tatlin, un gruppo di installazioni a luce bianca in omaggio allo scultore costruttivista Vladimir Tatlin.

Fra i collezionisti con cui Flavin strinse un rapporto stretto e continuo, ci fu Giuseppe Panza di Biumo che dalla sua villa di Varese, sostenne tutti i grandi esponenti del minimalismo.
 Nel 1966 Panza iniziò a investire sull’opera dell’artista newyorkese, acquistando la prima di una lunga serie di lavori e invitandolo a realizzarne alcune direttamente nella villa di Varese; come Untitled 1966, luce fredda fluorescente, o nel 1976, il Varese Corridor con duecentosette tubi neon di vari colori che creano un vero e proprio percorso dalle valenze tra il magico e il sacro.


Quest’ultimo punto fu motivo di un certo contrasto tra i due dato che Flavin dichiarava una profonda avversione nei confronti della religione; e nella lettura della sua opera dal punto di vista mistico e spirituale. «I miei tubi fluorescenti non si sono mai infiammati nella ricerca di un Dio!».


Anche da questo atteggiamento deriva infatti la scelta di usare tubi al neon dalle misure standard, reperibili sul mercato e condannati ad essere sostituiti in tempi brevi con gli ultimi modelli in produzione. I contrasti tra i due si acuivano durante gli allestimenti quando Flavin cercava di disporre anche più opere insieme e senza eliminare la luce naturale, con una ricercata perdita di enfasi e retorica.

Per approfondimenti:

– Cattedrali d’Arte. Dan Flavin per Santa Maria in Chiesa Rossa, a c. di G. Celant 
Edizione Fondazione Prada, Milano 1998
– G. Panza, La luce, realtà iniziale del mondo reale, Domus (n.802) Marzo 1998, pp. 74-77

Particolare dell’abside (Foto di ©Stefano De Crescenzo)
Particolare dell’abside (Foto di ©Stefano De Crescenzo)
Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa
cucchiaio3Via Neera, 24
 - 20141
dal Lunedì al Sabato 
9:15-11:45; 16:30-18:45

Fondazione Prada 
S. Maria Annunciata in Chiesa Rossa
Dan Flavin, Untitled

1997
via Neera 24
Milano