Un weekend (alternativo?) a: Berlino

Una delle ragioni che rendono Berlino così attraente è sicuramente la sua poliedricità: sebbene la torre della televisione, l’sola dei musei, la porta di Brandeburgo o il Reichstag siano tutti assolutamente meritevoli di essere visitati, cosa fare una volta depennate le attrazioni principali dalla lista? Ve lo assicuriamo, rimane così tanto da vedere! Consapevoli dell’impossibilità di fare un post esaustivo sulle realtà creative e identitarie di Berlino abbiamo scelto e raccontato qui sotto cinque luoghi, quelli che più ci hanno colpito per la loro natura fatta di contrasti – ma mai divergenze – con l’ambiente circostante e ovviamente per una costante attenzione all’arte, quella davvero contemporanea: l’area del Cassiopeia, il Klunkerkranich, l’Holzmarkt25, il Buchstabenmuseum e infine l’inaspettato vicolo Dead Chicken Alley.

Sulla scia forse della celebre storia della Kunsthaus Tacheles che è stata la sede del più noto centro sociale e polo d’arte contemporanea e controcultura di Berlino situata in centro, nel quartiere Mitte, sono nati molti luoghi dedicati alle più svariate manifestazioni artistiche.

Parlare di una Berlino alternativa pare in realtà oggi un po’ un nonsense: chi la ama lo fa perché riesce a miscelare tutti gli stili di vita senza alzare muri tra le persone.
Se non ci siete mai stati oppure non la conoscete troppo, oltre le solite mete turistiche, vi consigliamo di tornarci per visitare quei luoghi che permettono di coglierne l’originalità. Tra i molti… qui i nostri primi consigli per un weekend!

Nel Friedrichshain: Cassiopeia
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L’area con gli ex binari. Foto Alessia Ballabio

“I più saggi, sono quelli che leggono per liberarsi dei loro errori” – Federico II di Hohenzollern, re di Prussia dal 1740 al 1786, conosciuto come Federico il Grande

In onore di Federico il Grande, grande stratega ma allo stesso tempo amante della scienza e dotato di notevole sensibilità artistica, fu inaugurato nel 1840 un piccolo bosco (in tedesco Hain) situato all’estremità orientale di Berlino. Proprio attorno al bosco di Friedrich, si è sviluppato nel tempo uno dei quartieri più famosi e abitati della capitale, dal 1920 ufficialmente battezzato Friedrichshain.
La parte meridionale del quartiere, che ha come confine naturale il fiume Sprea, è contraddistinta dalla vasta presenza di bar e ristoranti e da famose attrazioni turistiche. Tra queste la principale è probabilmente l’East Side Gallery, tratto superstite del muro di confine che fiancheggiava il fiume: lungo 1.3 km, è dipinto da artisti internazionali e richiama ogni anno milioni di visitatori da tutto il mondo. Altra location caratteristica è l’Oberbaumbrücke, il caratteristico ponte color mattone in stile neogotico che collega Friedrichshain a Kreuzberg: risalente al 1724, fu distrutto durante la seconda guerra mondiale e in seguito completamente ricostruito.

Ingresso del club Cassiopeia. Foto Alessia Ballabio

Cortile interno e tanta street art. Foto Alessia Ballabio

Il Cassiopeia (più famoso tra gli innumerevoli della zona) è club del quartiere di Friedrichshain ha trasformato capannoni vuoti e decadenti dell’ex fabbrica nazionale di riparazione delle ferrovie in una zona attraente per pattinatori, ciclisti di BMX e appassionati di vita notturna, arte e ovviamente nello specifico street art. Il club in sé offre un ricco programma di feste e concerti di punk rock, reggae, hip-hop, electro e hardcore. Tutt’attorno street food, ristoranti, gallerie d’arte e tanta creatività!

Haubentaucher bar. Foto Alessia Ballabio
Area street food. Foto Alessia Ballabio

A Neukölln: Klunkerkranich
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Ingresso. Foto Alessia Ballabio

Al sesto e ultimo piano del grande centro commerciale, il Neukölln Arcaden, si nasconde uno dei locali più speciali di tutta la città: il Klunkerkranich!

Neukölln è il quartiere dove pare nascano le mode del futuro. Particolarmente frequentato dai giovani, si trova nella zona sud del centro berlinese. Un tempo noto con il nome di Rixdorf fu insediamento preferenziale di tanti profughi boemi e forse per questo ha mantenuto negli anni un fascino culturale un po’ alternativo.

Il Klunkerkranich è una vera utopia metropolitana che niente ha a che vedere con i lussuosi bar panoramici sparsi per il centro. In questo luogo, nel centro caotico di quella parte del quartiere più vero e popolare, batte il cuore di un progetto che è la dimostrazione concreta di come sia possibile proporre una cultura urbana sostenibile anche in contesti teoricamente improponibili.

Terrazza panoramica, sullo sfondo anche la torre della radio di Alexanderplatz. Foto Alessia Ballabio

Vista dell’esterno. Foto Alessia Ballabio

Il progetto di Klunkerkranich si estende lungo i 1000 metri quadrati di una terrazza inizialmente destinata alle auto. Nessuna indicazione, zero suggerimenti, per arrivarci bisogna entrare nel centro commerciale, prendere l’ascensore, salire sino all’ultimo piano possibile, quello del parcheggio e poi proseguire a piedi fino al “tetto”.
Un luogo da cui godersi il panorama favoloso su una delle panche di legno, aggirandosi fra le erbe, i fiori, gli odori di timo ed origano che arrivano dal bellissimo giardino pensile, le installazioni d’arte, le improvvisazioni teatrali e la musica dal vivo: bella musica dal vivo!

Si apre alle 10 di mattina, si chiude alle due. Il programma è pieno di concerti, visioni cinematografiche, iniziative artistiche, ma è la location a fare la differenza. Uno spazio di libertà nel cuore del rumore, una sorta di illusione fantastica, di quelle che si sperimentano ogni tanto a Berlino. Vi consigliamo assolutamente un giro fin qui!

Dettagli. Foto Alessia Ballabio

Sculture e dettagli dell’esterno. Foto Alessia Ballabio

Una delle installazioni sul tetto che ricorda Jeff Koons. Foto Alessia Ballabio

Nel Mitte: Holzmarkt25
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Spazio condiviso. Foto Alessia Ballabio

Chi avrebbe mai pensato, a metà degli anni 2000, che una minuscola baracca di legno di scarto su un terreno abbandonato sul fiume Sprea sarebbe diventata la strana oasi urbana che è oggi l’Holzmarkt?

Dove un tempo sorgeva il leggendario Bar25 di Berlino, uno dei più celebri locali del periodo post Muro, oggi si trova l’Holzmarkt25, una sorta di villaggio residenziale e culturale con un club, un ristorante, un asilo e uno spazio espositivo. La costruzione dell’Holzmarkt è iniziata nel 2013 e già nel 2014 sono stati inaugurati il club Kater Blau e il ristorante Fame. Nel 2016 ha aperto la scuola materna. A quattro anni di distanza dall’annuncio dell’edificazione dell’area, l’Holzmarkt25 viene inaugurato ufficialmente con una grande festa nel 2017.
Un’oasi di aggregazione culturale e non, vi consigliamo di farci un giro anche semplicemente in orario aperitivo, troverete delle buonissime birre artigianali da bere in tutta tranquillità su un’altalena che affaccia sulla Sprea. Questo locale è a due passi dall’East Side Gallery ma anche da tutta la frenesia di un’urbanizzazione in costante crescita che da qui, sembra così lontana!

Le abitazioni. Foto Alessia Ballabio

Sedute lungo la Sprea. Foto Alessia Ballabio

Angoli di tranquillità. Foto Alessia Ballabio

Un’opera di el bocho. Qui il suo profilo instagram. Foto Alessia Ballabio

Dettaglio della facciata d’ingresso. Foto Alessia Ballabio

Vicino a Tiergarten: Buchstabenmuseum
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Il Buchstabenmuseum è un progetto davvero particolare, si tratta del il primo museo al mondo a raccogliere moduli di lettere da spazi pubblici e mostrarli come parte della storia urbana. Centinaia di lettere sono state salvate dall’essere maltrattate dagli elementi o dal finire su un mucchio di scarti.

Dettagli del museo. In questa foto le luci delle lettere sono spente poiché lo spazio era ancora chiuso al pubblico e in restauro ma la gentilissima proprietaria ci ha concesso una visita e qualche scatto. Foto Alessia Ballabio

Un altro angolo, ancora a luci spente. Foto Alessia Ballabio

La collezione comprende più di 1000 lettere, scritte, loghi e simboli. La maggior parte proviene dal paesaggio urbano di Berlino, come le lettere “HAUP” dell’antica stazione centrale, ora Ostbahnhof, o una “E” dalle scene di Bastardi senza gloria di Tarantino, unica sopravvissuta all’esplosione del cinema Le Gamaar nella scena finale. Ci sono, inoltre, tesori provenienti da tutta la Germania, dall’Austria e da Sofia. A grandezza naturale, raccontano la storia delle città, del cambiamento anche attraverso i nomi dei vecchi marchi: un esempio, posto propio all’ingresso, l’enorme marchio luminoso Coca Cola scritto in cirillico.

Nel Mitte: Dead Chicken Alley
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Ingresso. Foto Alessia Ballabio

Chiudiamo questo mini tour di Berlino con un vicolo nascosto, a due passi dal centro, da Alexanderplatz e al centro della zona shopping tra le più borghesi di Berlino, che riassume fedelmente la cultura alternativa, sempre latente, della città capitale internazionale della musica elettronica e dell’arte di strada.
Superato l’angusto ingresso ci si trova in un mondo parallelo, a Dead Chicken Alley troverai cinema, bar, workshop, molti graffiti e alcuni musei: l’Haus Schwarzenberg dedicata alla storia locale, l’Anne Frank Zentrum e il Museum Blindenwerkstatt Otto Weidt. Berlino allo stato puro!

Dettagli. Foto Alessia Ballabio

Giardino sul retro. Foto Alessia Ballabio

Graffiti. Foto Alessia Ballabio

Veduta del vicolo. Foto Alessia Ballabio

Nightlife
— back to the future

Nella città che non dorme mai, capitale indiscussa della musica techno non possiamo infine che consigliarvi per questo weekend berlinese anche una serata in “disco” – magari in versione YOG in un mix tra passato e avanguardia – e più precisamente nella più piccola discoteca al mondo, la Teledisko. Ha le dimensioni di una vecchia cabina telefonica, funziona a gettoni e una volta all’interno vi da modo di selezionare una traccia musicale su cui ballare, la playlist spazia dai Kraftwerk al grunge, dal punk alla dance. All’uscita la cabina vi stamperà anche qualche foto ricordo!
Al momento sono solo tre le mini discoteche presenti in città, due fisse (una di queste si trova proprio all’Holzmarkt25) e una itinerante, ma è sufficiente consultare il sito ufficiale di Teledisko per avere tutte le informazioni.

Dettaglio, teledisko @Holzmarkt25. Foto Alessia Ballabio

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