Toscana: borghi d’arte contemporanea

Negli ultimi anni la Toscana è diventata una delle nostre tappe preferite, inutile negarlo. Un po’ perchè ovunque ti giri riesci a trovare qualcosa che scatena l’effetto wow, sia questo un borgo, un’opera d’arte, un paesaggio o un bicchiere di Chianti; un po’ perchè ci siamo rese conto che, contro ogni aspettativa, la Toscana è piena di arte contemporanea e, nella maggior parte dei casi, dove meno te lo aspetti!

Non stiamo parlando solo degli ormai noti parchi d’arte come Il giardino dei Tarocchi, il Giardino di Daniel Spoerri e il Chianti sculpture park, ma di veri e propri musei a cielo aperto, gratuiti, che si sviluppano tra i vicoli di borghi che spesso esulano dai classici giri turistici (e qui ci andiamo a nozze).
Questo post quindi è tutto dedicato a loro: ai borghi di arte contemporanea.

Saline di Volterra e Poggio S. Martino

Staccioli, Grande Cerchio (foto di Miriam Sironi)

La prima tappa non è in un borgo vero e proprio, ma lungo una starda: la volterrana (SR 68), e in particolare in località Saline di Volterra e Poggio San Martino. Qui, disseminate fra le colline, troverete alcune delle opere site specific realizzate da Staccioli in occasione della personale Luoghi d’esperienza, ospitata nel 2009 nella città di Volterra e nei suoi dintorni.
Originario di Volterra, dopo un breve periodo in cui sperimenta la pittura e l’incisione, a partire dagli anni Settanta Staccioli si dedica alla scultura elaborando delle sculture-intervento che si pongono in profonda relazione con gli spazi nei quali vengono collocate.



Peccioli

Sara Maioli, La felicità è una via (foto di Miriam Sironi)

Peccioli è una delle tante Bandiare Arancioni disseminate in Toscana che, negli ultimi decenni, si è aperto all’arte contemporanea. L’inziativa, nota come Cantiere Peccioli, è un progetto condiviso tra comune e abitanti volto a promuovere una serie di iniziative che hanno portato il borgo a diventare un vero e proprio museo diffuso. Di volta in volta artisti di fama internazionale, anche in collaborazione con i giovani dell’Accademia di Brera, creano opere ad hoc pensate per la cittadina e il territorio destinate a restare nel tempo. Ovunque vi giriate tra vicoli, piazze e chiese torverete qualcosa da ammirare. Tra le tante installazioni vi segnialiamo il progetto Chiassi a Fil di luce (che vede diversi artisti coinvolti nel reinterpretare le opere del passato presenti nel borgo e nel territorio attraverso l’ultilizzo della light art) e, ai piedi dell’anfiteatro (subito fuori dal borgo), le gigantesche Presenze del gruppo Naturaliter.

Se riuscite, vi consigliamo anche di prenotare una visita all’Impianto di Smaltimento e Trattamento Rifiuti, dove potrete vedere altre opere di Tremlett e Naturaliter. Il vanto di aver trasformato un sito di smaltimento in un ulteriore spazio aperto alla cittadinanza si deve alla società Belvedere che ha ripensato quest’area, chiamata Triangolo Verde, così da renderla parte integrante della vita culturale locale.

Elisabetta Cardella, Dialogo muto – dettaglio (foto di Miriam Sironi)

 

Naturaliter, Presenze (foto di Miriam Sironi)



Ghizzano

David Tremlett, Via di mezzo (foto di Miriam Sironi)

Ghizzano è una frazione di Peccioli, composta da 350 abitanti. Grazie ad un’iniziativa voluta dal sindaco Renzo Macelloni, dal 2019 il borgo ospita opera realizzate da Alicja Kwade, David Tremlett e Patrick Tuttofuoco, nate da un processo durato un anno e mezzo e che ha convolto l’intera cittadinanza.
L’opera più eclatante è l’intervento pittorico di Tremlett, realizzato sulla facciate delle case della via principale del borgo. La scelta dei colori utilizzati (verdi, marroni e vinaccia) nasce dall’osservazione delle morbide colline che circondano Ghizzano e punta a fondere la dimensione urbana con quella naturale.

Patrick Tuttofuoco, Elevatio Corpus (foto di Miriam Sironi)

Alicja Kwade, SolidSky (foto di Miriam Sironi)



Casole d’Elsa

Giampietro Muzzi, Gridare…contro (foto di Miriam Sironi)

Casole d’Elsa (foto di Miriam Sironi)

Casole d’Elsa sorge sul dorso di un colle a metà strada tra la Valdelsa e la montagnola Senese. Il centro storico è formato sostanzialmente da due vie, ma la ricchezza di sculture e installazioni pareggia la scarsità di viabilità. Tipico borgo toscano, Casole d’Elsa ha dalla sua il fatto di essere diventato un museo a cielo aperto di arte contemporanea: ovunque vi girate, troverete qualcosa per cui sorridere. Vi segnialiamo in particolare le sculture nella pizza e lungo via S. Donato (create da Giuseppe Ciani) e i deliziosi quadretti paretali in via San Niccolò.



Lajatico

Lajatico, Teatro del Silenzio (foto di Miriam Sironi)

Prima tappa d’obbligo per chi si reca Lajatico è al Teatro del Silenzio: un teatro a cielo aperto costruito sfruttando la morfologia del luogo, senza interventi intensivi o l’utilizzo di cemento. Fondato nel 2006 grazie al sostegno dell’omonima fondazione (di cui il presidente è Andrea Bocelli), ogni anno il Teatro ospita concerti e manifestazioni culturali; nei mesi in cui non c’è in programma nessuna manifetsazione, la platea viene smontata e il palco diventa un lago artificiale. Per ogni stagione viene chiamato un artista che ha il compito di progettare la scenografia che (solitamente) rimane installata per tutto l’anno.
Da luglio a settembre le vie del borgo si animano di installazioni, sculture, fotografie e video proiezioni grazie alla rassegna d’arte contemporanea ArtInsolite, mentre per il resto dell’anno troverete comuque qualche opera di streetart a farvi compagnia.

ArtInsolite, wall (foto di Miriam Sironi)

ArtInsolite, wall (foto di Miriam Sironi)



Pietrasanta

Museo Bozzetti (foto di Miriam Sironi)

Pietrasanta brullica letteralmente di gallerie, sculture a cielo aperto, musei, chiese sconsacrate adibite a spazi espositivi e opere di Mitoraj che per anni visse nel borgo. Il nostro consiglio è di visitarlo in bassa stagione, quando i suoi vicoli non brulicano di turisti, così da godervi appieno la tranquillità che questo borgo sa offrire. Tra le cose assolutamente da non perdere c’è il il museo dei bozzetti, all’interno dell’ex convento di S. Agostino che oggi ospita oltre 700 opere in gesso realizzate da oltre 350 artisti italiani e stranieri che si sono affidati a laboratori artigianali locali per la trasposizione in marmo delle loro opere, e la Chiesa della Misericordia con i due affreschi realizzati da Fernando Botero nel 1993: la Porta dell’Inferno e la Porta del Paradiso.

Per approfondire vi rimandiamo al post dedicato che trovate qui.

Igor Mitoraj, Centauro (foto di Miriam Sironi)

Ferdinando Botero, Inferno – dettaglio (foto di Miriam Sironi)

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