Torbjørn Rødland, The Touch That Made You

Torbjørn Rødland: The Touch That Made You è un progetto concepito e presentato inizialmente da Serpentine Galleries a Londra, a cura di Hans Ulrich Obrist e Amira Gad e ora esposto presso la sede Osservatorio di Prada in galleria Vittorio Emanuele, fino al 20 agorsto. La mostra riunisce una selezione di più di 40 opere fotografiche e 3 video realizzati tra il 1999 e il 2016 dall’artista norvegese Torbjørn Rødland. Come spiega Torbjørn Rødland, il titolo The Touch That Made You rimanda:

“ai processi analogici: il tocco della macchina fotografica, il tocco della luce che colpisce la pellicola, il tocco dei liquidi che scorrono sulla pellicola durante lo sviluppo. Ed è una cosa che collego alla complessità e all’intimità di alcuni soggetti, gli incontri tra due individui o tra oggetti e corpi”.

L’artista lavora con la fotografia analogica creando delle messe in scena costruite pulite e delle inquadrature estremamente precise. Nel suo processo creativo convivono quindi una dimensione di controllo che esercita sulle persone e sugli oggetti all’interno del set e una componente di sorpresa e imprevedibilità, in quanto il risultato finale dei suoi sforzi è visibile solo quando l’immagine è sviluppata e stampata su carta fotografica.

Torbjørn Rødland: The Touch That Made You. Foto: Alessia Ballabio. Courtesy Fondazione Prada

Torbjørn Rødland: The Touch That Made You. Foto: Alessia Ballabio. Courtesy Fondazione Prada

Torbjørn Rødland: The Touch That Made You. Foto: Alessia Ballabio. Courtesy Fondazione Prada

Celebre per i suoi ritratti, le nature morte e i paesaggi, Rødland unisce alla chiarezza formale tipica dell’immagine commerciale uno sguardo personale e poetico, attraverso il quale trasforma parti anatomiche, oggetti quotidiani ed elementi naturali in feticci ambigui. I suoi lavori provocano nello spettatore una reazione ambivalente di repulsione e attrazione, intimità ed estraneità rispetto ai soggetti ritratti. Rødland sviluppa le sue immagini isolando o producendo dei conflitti visivi: contrasti tra materiali, come in Frost no. 4 (2001) o The Geller Effect (2014); tra condizioni fisiche come in Pump (2008-2010) o Candles and Cubes (2016); tra aspetti esteriori di due soggetti ritratti, come in Midlife Dilemma (2015) o Comb Over (2015-2016). L’intento non è di illustrare una particolare idea o sostenere una posizione teorica, ma di esplorare il potenziale simbolico del medium fotografico e le modalità con cui lo spettatore può essere stimolato, se costretto a confrontarsi con queste opposizioni.

Torbjørn Rødland: The Touch That Made You. Foto: Alessia Ballabio. Courtesy Fondazione Prada

Torbjørn Rødland: The Touch That Made You. Foto: Alessia Ballabio. Courtesy Fondazione Prada

Nei lavori di Torbjørn Rødland si può individuare una forte componente di autoriflessione. Le sue nature morte e i ritratti, in particolare, sfidano le convenzioni stilistiche di questi due generi attraverso invenzioni visive che integrano elementi magici, surreali e soggettivi.
Nei due livelli di Osservatorio i lavori fotografici sono esposti su strutture di legno caratterizzate da superfici monocrome e lisce, all’interno, e da pareti grezze e non finite, all’esterno. Nella piccola sala di proiezione che conclude il percorso espositivo sono presentati in successione tre video girati da Rødland nel decennio scorso: The Exorcism of Mother Teresa (2004), Heart All This & Dogg (2004) e I Am Linkola (2007). Per Rødland questi lavori rappresentano:

“uno strumento per esplorare il movimento, l’intervallo e la temporalità, qualità che non riesco ad approfondire in modo così esplicito con la fotografia. Quindi si tratta ancora di un’indagine del mezzo fotografico, ma con parametri diversi”.

Veduta della mostra Torbjørn Rødland: The Touch That Made You. Foto: Andrea Rossetti. Courtesy Fondazione Prada

 


Fino al 20 agosto
Torbjørn Rødland, The Touch That Made You
Osservatorio Prada

Galleria Vittorio Emanuele
www.fondazioneprada.org

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