Tiziano/Gerhard Richter. Il cielo sulla terra

Il grande pittore tedesco Gerhard Richter ha deciso di offrire una rielaborazione del suo rapporto con la pittura di Tiziano e con il tema dell’Annunciazione in una mostra concisa e preziosa: Tiziano/Gerhard Richter. Il cielo sulla Terra a cura di Helmut Friedel, Marsel Grosso e Giovanni Iovane e allestita a Palazzo Te (Mantova) e visitabile fino al 6 gennaio 2019.
La storia che questa mostra vuole raccontare inizia nel 1972, anno in cui Richter partecipa alla Biennale di Venezia e durante una visita alla Scuola Grande di San Rocco, riconosce in Tiziano la qualità “che rende arte un’opera d’arte” e in quel momento decide di copiare il quadro dell’Annunciazione. Da allora il dialogo con l’antico maestro cadorino resta una costante ispirazione e un’intonazione di fondo nei lavori di Richter.
La Fondazione Palazzo Te, grazie al lavoro dei curatori, ha proposto al grande artista tedesco di raccontare questo dialogo intimo e di lungo corso, proprio a partire da due capolavori di Tiziano: l’Annunciazionedi San Rocco e quella conservata al Museo Nazionale di Capodimonte. Gerhard Richter risponde con generosità elaborando un percorso di 17 opere, direttamente uscite dal suo studio, nelle quali, con delicatezza e per allusioni racconta una storia, tutta giocata sul segreto della visione.

Tiziano Vecellio, Annunciazione, 1539 ca. Olio su tela, cm 166 x 266, Venezia, Scuola Grande Arciconfraternita di San Rocco. Foto Alessia Ballabio

Gerhard Richter, Annunciazione da Tiziano (343-1), 2015. Foto Alessia Ballabio

Facendo un’ulteriore passo indietro, Bernard Berenson nel libro I pittori italiani del Rinascimento spiega come sia possibile distinguere le varie scuole di pittura italiana notandone i tratti caratteristici. Ad esempio nota che la suola toscana basa la costruzione di ogni opera sul disegno, la scuola veneta invece compone attraverso il colore e la luce. Tiziano è decisamente maestro in questo stile e Gerhard Richter omaggiandolo, fa un’operazione che segue questa linea di pensiero, riproducendo con la sua Annunciazione le medesime tonalità e sensazione ma annullando, tramite sfocatura, ogni tracciato.
Vi è poi un altro importante punto di contatto tra i due autori: il gesto. Possiamo ricordare che Tiziano alla fine della sua carriera dipingeva con tale impeto da utilizzare talvolta anche le proprie dita. Questa espressività, seppur differente nel risultato estetico, la possiamo ritrovare anche nei lavori astratti di Richter, dove la potenza è la medesima.

Dettaglio: Tiziano Vecellio, Annunciazione, 1558-1559. Olio su tela, cm 274 x 190. In sottoconsegna dalla chiesa di San Domenico Maggiore di Napoli. Foto Alessia Ballabio

Tiziano/Gerhard Richter. Il cielo sulla terra, exhibition view. Foto Alessia Ballabio

Tiziano/Gerhard Richter. Il cielo sulla terra, exhibition view. Foto Alessia Ballabio

“Ho scelto le opere che ci rendano consapevoli dell’immensa cultura pittorica di Tiziano, e del fatto che per noi sia impossibile eguagliarla. Si tratta di una cultura inequivocabilmente perduta, ma a cui attribuiamo ancora oggi un immenso valore. Questa consapevolezza è sì dolorosa, ma d’altro canto stimola la nostra ambizione di creare ‘arte’ con i mezzi a disposizione ai nostri giorni.” (Gerhard Richter)

Questa mostra è una storia che racconta il pensiero e la pratica del colore, la reciproca trascendenza, le connessioni tra i colori nella loro diversità e forse anche la trasparenza della visione nel rapporto con un “oltre” misterioso; una riflessione sul senso della pittura che accomuna Tiziano e Richter. A questa istanza è dedicata l’ultima sala, nella quale Richter ha voluto presentare un suo specchio rosso, del colore della veste della vergine di Tiziano, a testimonianza di un riverbero che attraversa il tempo e custodisce segreti.

Dettaglio: Gerhard Richter, Abstraktes Bild, 2016. Olio su tela, cm 70 x 60. Foto Alessia Ballabio

Dettaglio: Gerhard Richter, Abstraktes Bild, 2017. Foto Alessia Ballabio

Dettaglio: Gerhard Richter, Abstraktes Bild, 2017. Foto Alessia Ballabio

L’evento di Palazzo Te ha ispirato anche altre istituzioni della città di Mantova: il Museo Diocesano Francesco Gonzaga ha deciso di presentare una raccolta delle Annunciazioni in prestito dalle collezioni private e non della città, mentre la Diocesi di Mantova propone un percorso cittadino per ammirare le Annunciazioni delle principali chiese. Al Museo Diocesano la rassegna curata da Auguro Morari raccoglie 30 opere eterogenee custodite nel museo e accostante a preziosi pezzi da collezioni che abbracciano mille anni di storia – dal nono al diciannovesimo secolo – e raccontano l’Annunciazione attraverso miniature, sculture, dipinti, incisioni. Spicca il prezioso Messale Romano detto di Barbara di Brandeburgo che la Marchesa Malatesta Gonzaga ha commissionato nel 1442.
Importanti intellettuali hanno poi risposto a questa occasione: Giulio Busi, Annarosa Buttarelli, Claudia Cieri Via hanno accettato di scrivere per il catalogo edito da Corraini.

Dettaglio: Gerhard Richter, Abstraktes Bild, 2016. Foto Alessia Ballabio

Tiziano/Gerhard Richter. Il cielo sulla terra, exhibition view. Foto Alessia Ballabio

Gerhard Richter, Spiegel, blutrot, 1991. Foto Alessia Ballabio


Fino al 6 gennaio 2019
Tiziano/Gerhard Richter. Il cielo sulla terra
Palazzo Te, Mantova
Programma degli eventi pubblici
Info: www.centropalazzote.it

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