Gabriela Butti, THIS IS A TRUE STORY

Alla galleria Nellimya: light art exhibition di Lugano domenica 6 luglio inaugura la personale THIS IS A TRUE STORY dell’artista Gabriela Butti, in occasione dell’Open Gallery #7. L’esposizione è il risultato della seconda Residenza d’Artista, un’iniziativa avviata lo scorso anno con LIGHTING_DAYS (dal 21 febbraio al 5 aprile 2013) che coinvolge un artista per un periodo di due mesi (in questa edizione dal 1 maggio al 1 luglio 2014), invitandolo a riconsiderare la galleria come un proprio studio di ricerca e creazione producendo in loco tutti i lavori destinati all’esposizione.

“Incido nella carta immagini, corpi, impronte di luce, impressioni di forme. Corpi percepibili solo grazie ai raggi luminosi. Produco pelli cartacee solcate da pori, pelli respiranti di luce vive di rughe e solchi. Punti che descrivono corpi e sostanze di energia pura sottratta al tempo, al frenetico mutare della realtà.”

Gabriela Butti, dietro le quinte della Residenza d’Artista

Gabriela Butti, dietro le quinte della Residenza d’Artista

Il processo di creazione di un’opera d’arte fotografato da Gabriela Butti durante la preparazione dei lavori

Gabriela Butti, dietro le quinte della Residenza d’Artista

Gabriela Butti, dietro le quinte della Residenza d’Artista

Gabriela Butti, dietro le quinte della Residenza d’Artista

L’operare di Gabriela Butti, artista comasca classe 1985, ha radici nel mondo cinematografico, dalle fiction al web, dai social network alle dirette televisive. Specchi di vita reale, ma non vissuta empiricamente dallo spettatore. THIS IS A TRUE STORY è l’incipit di una fiction ispirata a un film dei fratelli Coen, Fargo, sempre diretta dal famoso duo, in cui tutto viene presentato come storia reale, senza esserlo. Uno studio che ruota attorno al rapporto tra l’essere e l’apparire, per focalizzarsi sull’osservazione di ciò che riempie quel vuoto intermedio, lacuna in realtà immensamente ricca e piena di significato.
L’artista si esprime combinando e compenetrando diversi mezzi di espressione: antiche tecniche e tecnologia che insieme indirizzando la ricerca verso la sperimentazione video sia analogica che digitale. Un equilibrio tra modernità e tradizione che svela un ulteriore tema di ricerca basato sui precetti Taoisti, in particolar modo sul quarto.
“Considero molto importante il quarto precetto – spiega l’artista – perché casualmente (ma forse no) descrive l’unico sogno che faccio da quando ero bambina. Un sogno che mi appare nei momenti più cupi . Penso che i miei reticoli di punti diano vita proprio a ciò che sento, a quell’inesauribile ‘potere che appare nascosto e debole, così buio da essere Luce suprema’. Ogni cosa ha i suoi fondamenti prima di ogni precetto e pensiero e noi possiamo descriverne solo una minuscola parte, ma io sento tutto quel vuoto, quel buio che avvolge come morbida lava fredda, quell’odore di terriccio umido che è nel cuore di ogni cosa, motore di campi magnetici e legami molecolari…”
Gabriela Butti possiede un innato senso di rigore estetico nella modulare ripetizione di migliaia di piccoli fori, ora estroflessi, ora introflessi che definiscono delicate superfici e forti linee di confine, generando forme e profondità sempre variabili.

“Penso alla relazione tra macro e microcosmo, due ‘mondi’ complementari entrambi coinvolti in una reciproca e isometrica relazione che determina le proporzionali trasformazioni di uno in rapporto all’altro, in un moto perpetuo e armonico.” (Estratto dalla pubblicazione di Gabriela Butti su BOLO Paper)

Gabriela Butti, Take a breath in 60% water I, carta preparata, traforata e retroilluminata, 35×40 cm, 2014

Gabriela Butti, Viscosity, carta preparata, traforata e retroilluminata, 50×75 cm, 2014

Gabriela Butti, What reality is, carta preparata, traforata e retroilluminata, 66×85 cm, 2014

Gabriela Butti nata a Como nel 1985, si è laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Attiva dal 2011, quando vince il Premio Artevarese Giovani espone poi in alcune collettive come ad esempio in China Made in Italy una mostra itinerante ideata dal collettivo torinese Tomato catch up! O in Come se nulla fosse – Pretendin indifference anch’essa ospitata a Milano. La prima personale La Membrana del Tempo tenutasi alla galleria Ghiggini di Varese è datata 2012, seguono poi le prime esperienze internazionali a Singapore con la personale Facing emptiness, dove tutt’ora rimangono alcune sue importati opere e ora a Lugano, con la nuova THIS IS A TRUE STORY.

THIS IS A TRUE STORY. Gabriela Butti
Nellimya: light art exhibition
Piazza Riforma 9 2° piano, vis-à-vis Municipio CH 6900 Lugano
info@nellimya-exhibition.ch
http://nellimya-exhibition.ch/it

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