Sven Marquardt, Soulmates – Il romanticismo oscuro della Berlino est

Il Tempio del Futuro Perduto, centro culturale indipendente situato negli spazi abbandonati e rigenerati della Fabbrica del Vapore, ad appena 6 mesi dalla sua nascita, cura e ospita la sorprendente mostra fotografica di Sven Marquardt intitolata Soulmates – Il Romanticismo Oscuro della Berlino Est. Un’occasione unica a Milano per conoscere da vicino uno dei personaggi più influenti e conosciuti dello scenario artistico contemporaneo tedesco ed europeo, una maschera impassibile sul volto di un uomo che scruta la gente, davanti all’entrata di uno dei più famosi club al mondo, il Berghain. Si perché Sven Marquardt non è solo un buttafuori, ma soprattutto un fotografo che impersonifica Berlino, i suoi modi rudi, il suo fascino notturno, il suo passato ancora vivo e tangibile.

Sven Marquardt, Soulmates – Il romanticismo oscuro della Berlino est. Foto Valeria Corbetta

Sven Marquardt, Soulmates – Il romanticismo oscuro della Berlino est. Foto Alessia Ballabio
a
Sven Marquardt, Soulmates – Il romanticismo oscuro della Berlino est. Foto Alessia Ballabio

Sven Marquardt in mostra ci concede di condividere il suo sguardo sulla realtà dell’essere umano attraverso un’ampia selezione di suoi scatti provenienti dalle diverse fasi del suo percorso artistico: testimonianze concrete, insomma, degli ambienti della Berlino pre e post-caduta del Muro.
La sua poetica si muove tra bianco e nero, scale di grigi e contrasti decisi, mentre le sue immagini raccontano di un amore viscerale per la fotografia tra soggetti e spazi che riconducono a visioni mistiche e paesaggi oscuri.

Sven Marquardt, Soulmates – Il romanticismo oscuro della Berlino est.

Sven Marquardt, Soulmates – Il romanticismo oscuro della Berlino est. Foto Valeria Corbetta

L’obiettivo della macchina fotografica coglie momenti solenni che vengono percepiti come sacrali: personalità e sguardi provenienti dal reale vengono infatti utilizzati per raccontare l’astratto, un po’ proprio come faceva Caravaggio. Le foto di Sven Marquardt appaiono come moderne icone di santi, martiri o madonne che scrutando nell’anima, restituiscono allo spettatore un forte impatto emotivo.

Sven Marquardt, Soulmates – Il romanticismo oscuro della Berlino est. Foto Valeria Corbetta

Sven Marquardt, Soulmates – Il romanticismo oscuro della Berlino est. Foto Valeria Corbetta

Sven Marquardt, Soulmates – Il romanticismo oscuro della Berlino est. Foto Valeria Corbetta

Sven Marquardt nasce a Berlino Est, nel 1962. Da piccolo, passa quasi tutto il suo tempo libero nella panetteria dei genitori, a Prenzlauer Berg. Qui comincia a lavorare, ancora adolescente. Poi, dopo aver conosciuto Robert Paris, figlio della celebre fotografa Helga, Sven entra nella comunità punk della città.
Nel 1990, pochi mesi dopo la caduta del Muro, Sven inizia a lavorare per suo fratello Olivier come buttafuori all’Ostgut, l’antenato del Berghain.

“Dell’ex centrale elettrica di Friedrichshain, con i suoi tratti architettonici stalinisti, la sala delle turbine, le luci, Sven diventa uno dei punti cardinali: ‘È simile al set di un film, qualcosa di irreale’, ha spiegato al New York Times qualche mese fa. Tanto che, alla chiusura dell’Ostgut, nel 2003, aveva meditato di lasciare il lavoro: ma la passione ed il fascino di quella struttura lo hanno convinto a restare.
È proprio grazie a lui ed alle sue scelte che il Berghain riesce a mantenere negli anni la sua fama leggendaria. Spesso anche gli habitué devono affrontare delusioni inaspettate. Così sarà anche in futuro, almeno per un po’: ‘Continuerò a fotografare e a lavorare al Berghain – racconta – certo, non potrò fare questo lavoro per sempre. Un giorno smetterò’.” (Valerio Bassan, “Il Mitte – Berlino”)

Sven Marquardt, Soulmates – Il romanticismo oscuro della Berlino est. Foto Alessia Ballabio

 


Fino al 21 luglio
Sven Marquardt
Soulmates – Il romanticismo oscuro della Berlino est
Tempio del Futuro perduto
via Luigi Nono 9, Milano
www.facebook.com/tempiodelfuturoperduto

Tags: