Street art in Berlin 6.0

Di libri che parlano di street art ultimamente ce ne sono anche troppi: dalle monografie, ai saggi piò o meno storicizzati che tentano di dare ai più scettici una valida spiegazione artistica del fenomeno, alla raccolta degli sketchbook degli stessi street artist, fino alle raccolte di interviste rilasciate da writers più o meno noti.
In tutto questo marasma di informazioni, però, sono ancora pochi i volumi che indagano la street art da un punto di vista museale (se così possiamo definirlo), ossia considerando i vari interventi artistici disseminati nelle strade delle nostre città, come vere e proprie opere inserite all’interno di un percorso espositivo a cielo aperto nel quale doversi districare.

Certo realizzare libri che disegnano un itinerario all’interno della città è impresa ardua: i pezzi non sempre hanno vita duratura nè, vista la vastità del movimento, è possibile avere un quadro esaustivo e completo di tutti gli interventi presenti in una città. Ciò non vieta però di provarci, ed è proprio quello che ha fatto il fotografo Kai Jakob nel volume Street art in Berlin. Version 6.0.

“La street art si reinventa continuamente e, logicamente, un libro su questo argomento deve essere continuamente rivisto”.

Dopo aver osservato per molto tempo la scena artistica underground berlinese, dal 2010 con scadenza più o meno annuale, pubblica un volume che presenta la situazione attuale (e, ovviamente, non esaustiva) del movimento street art nella capitale tedesca. “La street art si rinnova continuamente – afferma – e, logicamente, un libro su questo argomento deve essere continuamente rivisto e aggiornato”. Proprio a Berlino, più che altrove in Europa, questa corrente artistica è parte vivente della scena culturale. All’inizio degli anni Novanta, dopo la caduta del muro, alcune zone all’est erano mezze deserte; poco alla volta artisti, intellettuali e musicisti iniziarono ad insediarsi in queste aree vuote, occupandone gli spazi abbandonati e riportandoli in vita. Ancora oggi i quartieri culturalmente e artisticamente più attivi sono quelli di Mitte, Friedrichshain, Kreuzberg, Wedding e Prenzlauer Berg dove, infatti, si trovano la maggior parte delle opere di street art presenti nel volume.

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Ditricandosi tra questi punti caldi, Jakob ha mappato la città di Berlino dividendo gli interventi artistici trovati per generi, a secondo delle tecniche utilizzate. Il volume risulta così diviso in sei capitoli, ai quali se ne aggiunge un settimo, di cui ciascuna sezione è dedicata all’approfondimento dell’attività dei maggiori street artists berlinesi o all’approfondimento di un particolare progetto come, ad esempio, quello realizzato da JR “Face2Face”. Tanti i nomi che compaiono: dall’ormai celeberrimo Banksy, allo strorico Blu, passando per Roa, a i The London Police, ad Ash, ai brasiliani Os Gemeos, solo per citarne alcuni tra i più conosciuti.
Ogni capitolo si apre con una breve spiegazione delle tecnica indagata, alla quale segue una ricchissima selezione di immagini, splendidamente realizzate. Siano giganteschi wall o piccolissimi stancil, JaKob fotografa e cataloga tutto ciò che passa dal suo obbiettivo, restituendo su carta il fermento artistico e culturale che accompagna la crescita e lo sviluppo della città di Berlino.

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Kai Jakob
STREET ART IN BERLIN 6.0
Jaron Verlag, 2013
pag. 191
cartaceo € 19.00

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