Beast

Se l’identità di Beast resta ancora sconosciuta, certamente non si può dire altrettanto per le sue opere. Come firma ha scelto l’immagine di un gorilla bianco all’interno di un quadrato rosso e la tecnica usata è sempre la stessa: immagini estrapolate da film, pubblicità o fotografie famose, vengono fotoritoccate con l’effige del politico di turno e affisse in giro per la città. La risata è garantita. E qualche volta pure bella grossa.

I Watched You Change In You, 2013 – photo © Beastmaster.tv
I Watched You Change In You, 2013 – photo © Beastmaster.tv

Il suo lavoro potrebbe essere racchiuso e spiegato con una sola parola: ironia. Da un po’ di anni Beast si appropria degli spazi che la città di Milano offre per fare della strada il miglior canale di dibattito e divulgazione che si possa avere. Come? Attraverso trappole visive: immagini che in un primo momento sembrano l’ennesimo cartellone pubblicitario, poi si rivelano essere tutt’altro.
Attraverso il suo lavoro Beast da risalto a ciò che spesso passa inosservato (come appunto può essere una pubblicità) anche grazie al fatto che, molte volte, le sue opere sono racchiuse in cornici dorate che le rendono in tutto e per tutto simili a quadri.
Giocando con la conformazione urbana della città, lo street artist milanese riesce a camuffare una sola via in una sala museale, come più volte è successo in Corso Garibaldi. La finizione è ottenuta usando le catene spartitraffico come fossero i veri e propri cordoli usati nei musei per delimitare lo spazio oltre il quale lo spettatore non può spingersi. La cosa bella qui, però, è che avvicinandosi non c’è il rischio di far suonare nessun allarme, anzi: se volete approfittarne siete liberi di portare a casa una sua opera (cosa tra l’altro più volte successa).

“Non c’è niente che mi renda più felice che passare per strada e vedere qualcuno ridere davanti un mio quadro. E’ il motivo per cui li appendo, sono dei regali alla città e così vanno intesi. E se a qualcuno piace così tanto un’immagine da mettersi a staccarla, significa che ho fatto un buon lavoro.”

Ready To Go, 2013 – photo © Beastmaster.tv
Ready To Go, 2013 – photo © Beastmaster.tv

Pur essendo incentrarti sulla politica, i suoi intreventi non veicolano giuduzi strettamente politici. Ciò che a Beast interessa indagare è l’effetto che la persona in quanto tale ha su di noi, ciò che si nasconde dietro il leader. Attraverso l’incisività delle foto scelte per essere ritoccate il messaggio giunge in modo diretto e, spesso, inequivocabile all’attento passante di turno:

“Voglio strapparvi una risata. Per aiutare le persone a riflettere, l’arte necessita di uno spettatore volonteroso. Perché è impossibile notare ciò che non siamo predisposti a vedere”.