Simon Garfield, Sei proprio il mio typo

di Alessandra Pozzati

Un computer sopra una scrivania. L’icona di word sul desktop e l’imbarazzo della scelta dei caratteri con cui poter comporre il proprio testo. Ma quanto ne sappiamo davvero delle font che popolano il menù a tendina del programma di videoscrittura più usato?

Ci rendiamo davvero conto che, nel momento in cui effettuiamo la scelta di un carattere tipografico piuttosto che un altro, stiamo già comunicando qualcosa a chi leggerà il nostro testo? Probabilmente no. Per questo il divertente saggio di Simon Garfield “Sei proprio il mio typo” corre in nostro soccorso raccontandoci con leggerezza e ironia la storia della nascita di alcune delle font più utilizzate e in cui quotidianamente ci imbattiamo.

A Budapest i medici hanno operato l’apprendista tipografo Gyoergyi Szabo, 17 anni, che, rimuginando tristemente sulla perdita della fidanzata, ne aveva composto il nome con i caratteri mobili e li aveva ingoiati
Time, 28 dicembre 1936

Volete essere rassicuranti? Scegliete il Cooper black. Siete alla ricerca di una font per un fumetto? Allora forse il Comic Sans è ciò che state cercando. Lo sapevate che il celeberrimo Times New Roman fu ideato da Stanley Morison negli anni Trenta per rinnovare le pagine di “The Times”? E che a decretare il fallimento commerciale del pacchetto software Microsoft Bob fu la scelta del carattere sbagliato e poco accattivante utilizzato per le istruzioni? Questo e molto altro è ciò che si trova nelle pagine di questo piacevolissimo libro, caratterizzato da una scrittura scorrevole e punteggiato da una serie di spassosi aneddoti.

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In principio fu la stampa a caratteri mobili inventata da Johannes Guttenberg, fino ad arrivare alla rivoluzione in ambito tipografico compiuta ai tempi moderni da Steve Jobs: il fondatore di Apple ebbe l’intuizione – dopo aver frequentato un corso di calligrafia all’università – di progettare un computer (il Macintosh) la cui peculiarità consisteva nella possibilità di impiegare una ricca gamma di caratteri per comporre un testo.
In ventidue capitoli e alcune digressioni costituite dagli “intermezzi tipografici”, Garfield ci racconta la genesi delle font più celebri e le storie dei loro creatori (chi pensa che la vita di un designer di caratteri sia monotona, si sbaglia di grosso!) facendoci riflettere su come la scelta di un carattere per veicolare un messaggio non sia mai casuale e dandoci le nozioni basilari per un primo approccio più consapevole al mondo della tipografia e dei suoi elementi.
Un libro tutt’altro che noioso a partire proprio dalla sua composizione grafica; un volume che parla delle diverse font che popolano il mondo della tipografia, non può utilizzarne una sola: ed ecco che oltre al carattere Simoncini Garamond – con cui è stampata la maggior parte dei capitoli – nel corso della lettura si incontrano oltre duecento caratteri, ad illustrare tutte le font che vengono citate. Forse aver letto questo libro non basterà per riconoscere al primo sguardo una font, ma sicuramente quando dovrete scegliere in quella moltitudine di caratteri che offre Word, vi chiederete con una maggiore consapevolezza se quello scelto sia davvero il typo che fa al caso vostro, insomma se sia proprio il vostro typo.

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Simon Garfield
SEI PROPRIO IL MIO TYPO. LA VITA SEGRETA DELLE FONT

Ponte delle grazie, 2012
pag. 364
cartaceo € 22

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