Ritmi cibernetici

La personale Ritmi cibernetici di Peter Vogel, accolta alla MAAB Gallery di Milano, ripercorre la ricerca acustica e cinevisuale dell’artista nato a Friburgo nel 1937 e noto a livello internazionale per le connessioni tra arte e tecnologia sviluppate a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta.

La mostra si apre con una selezione di opere storiche – come a esempio Hochbein e Tiefer doppelton del 1978 – e prosegue tra lavori più recenti, datati all’ultimo trentennio di attività. Particolarmente significativo è Rhythmic sound n. 2 del 1999, un muro sonoro di cinque metri con cui lo spettatore può interagire producendo una sinfonia tecnologica. Appositamente per la galleria MAAB, Vogel ha realizzato la scultura Fire and Water che sollecitata dai rumori ambientali, produce “ascensioni di luci rosse (simili a lamelle infuocate) e uno stillicidio di luci blu (ispirate alle cascate d’acqua); l’opera dimostra l’interesse dell’artista per i fenomeni naturali e per gli schemi psicologici a essi associati, come l’assuefazione e i riflessi condizionati”.
In altri casi l’artista costruisce forme acustiche e strutture temporali che si ispirano a immagini o concetti più astratti. Rimane di primaria importanza il coinvolgimento dello spettatore che conserva il compito di attivare e influenzare le opere, ottenendo così un’esperienza sensoriale sempre eterogenea e molto complessa. Le strutture sensibili di Vogel sono infatti dotate di un sistema che può influenzare se stesso, creando un effetto mutevole in base all’incidenza del suono, del movimento, della luce e delle ombre.

La forma dei suoi Interaktive Objekte segue la funzione dell’oggetto: gli oggetti sonori, i rilievi di luce e le sculture cinetiche mettono in evidenza le loro componenti elettroniche, visualizzando così i sensori, gli amplificatori, gli altoparlanti e i LED che consentono una fruizione attiva. Dal dialogo-gioco tra il soggetto e l’oggetto nasce uno scambio di informazioni, un’alternanza di azioni e reazioni che modificano la percezione e la ricezione dei dati sensoriali, variando di intensità o durata a seconda delle diverse tipologie d’oggetti. 

Peter Vogel, Tiefer doppelton, 1978. Courtesy Maab Gallery e Peter Vogel
Peter Vogel, Tiefer doppelton, 1978. Courtesy Maab Gallery e Peter Vogel
Peter Vogel, Tonkreisel, 2009. Courtesy Maab Gallery e Peter Vogel
Peter Vogel, Tonkreisel, 2009. Courtesy Maab Gallery e Peter Vogel
Peter Vogel, Tonkreisel (particolare), 2009. Courtesy Maab Gallery e Peter Vogel
Peter Vogel, Tonkreisel (particolare), 2009. Courtesy Maab Gallery e Peter Vogel

Peter Vogel è nato a Friburgo nel 1937. Dopo gli studi universitari in fisica, svolge un lavoro di ricerca. Parallelamente comincia la sua attività artistica quando inizia a interessarsi di pittura, ballo, coreografia, composizione di musica elettronica e video. I suoi primi lavori, realizzati a partire dal 1955 sono vicini al linguaggio informale.
Nel 1967 resta colpito da un esperimento scientifico del neurofisiologo Grey Walter, il quale impiega una “machinae speculatrix” che reagisce agli impulsi del mondo esterno con luci, colori, suoni e sensori. È proprio questa interattività ad affascinarlo particolarmente e a fornirgli l’ispirazione necessaria per cambiare radicalmente il suo linguaggio formale. Nel 1969 l’artista realizza il primo esperimento di natura plastico-cibernetica e nel 1971 ha luogo a Friburgo la sua prima mostra. Da questo momento Peter Vogel espone in numerose mostre internazionali, una tra tutte Les Machines Sentimentales al Centre Pompidou di Parigi nel 1986.
Tra il 1979 e il 1984 risiede per lunghi periodi a New York. A questo periodo risalgono le Pareti musicali, sintesi delle sperimentazioni in ambito musicale e cibernetico, come in Minimal Music Klangwand (1988) e Techno-Klangwand (1996). Nel 1996 ottiene l’incarico di insegnante presso l’università HBK di Saarbrücken. Nel 2004 gli viene conferito il premio Reinhold-Schneider dalla città di Friburgo e nel 2008 il museum für Neue Kunst di Friburgo gli dedica un’importante retrospettiva.

Peter Vogel, Tempo variationen, 2006. Courtesy Maab Gallery e Peter Vogel
Peter Vogel, Tempo variationen, 2006. Courtesy Maab Gallery e Peter Vogel
SCADE IL 20 NOV 15 
Peter Vogel | Ritmi cibernetici
MAAB Gallery
via Nerino 3, Milano
lunedì – venerdì: 10.00 – 18.00
sabato su appuntamento
ingresso gratuito
www.artemaab.com

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