Michelangelo Pistoletto, La Mela Rigenerata

Una delle opere d’arte pubblica a Milano che di sicuro non è sfuggita al vostro sguardo – che apprezza o forse no – è La Mela Rigenerata colossale installazione di Michelangelo Pistoletto che grazie a un accordo tra l’artista stesso, Cittadellarte, FAI e i rappresentanti del Comune è stata donata alla città. Si tratta “di un’opera simbolica che si apre al mondo, così come la stazione ferroviaria, anche simbolicamente, apre la città al mondo.”

L’immagine della mela rigenerata ci accompagna da anni a Milano. Magari ad alcuni di voi torna alla memoria, in zona Tortona Woollen – La Mela Rigenerata installata dall’artista nel 2007 all’ingresso della Fondazione Zegna per accogliere ogni giorno dipendenti e visitatori che è ben visibile dalle vetrate.
Una nuova mela fu poi realizzata e installata al centro di piazza Duomo per l’apertura dell’EXPO, in questa versione costituita da una struttura metallica rivestita da un tappeto di erba naturale e con un “morso” sulla sommità, reintegrato grazie a una cucitura sempre di metallo. La Mela Reintegrata installata del 2016 è un’opera di grandi dimensioni – 11 tonnellate di peso, 8 metri di altezza e 7 di diametro – costituita anch’essa da una struttura di metallo interamente modellata da un intonaco argilloso mescolato a polvere di marmo.

Ingresso principale della Stazione Centrale di Milano, piazza Duca d'Aosta. Foto Alessia BallabioIngresso principale della Stazione Centrale di Milano, piazza Duca d’Aosta. Foto Alessia Ballabio

“Il simbolo della mela attraversa tutta la storia che abbiamo alle spalle, partendo dal morso, che rappresenta il distacco del genere umano dalla natura e l’origine del mondo artificiale. La Mela Reintegrata rappresenta l’entrata in una nuova era, nella quale mondo artificiale e mondo naturale si ricongiungono generando nella società un equilibrio esteso a dimensione planetaria. Il simbolo de La Mela Reintegrata rappresenta la ricomposizione degli elementi opposti: natura e artificio. […] Con essa l’artificio assume il compito di ricucire la parte asportata dal morso e ricongiungere l’umanità alla natura, anziché continuare ad allontanarla da essa”
Michelangelo Pistoletto

Secondo Pistoletto, infatti, la storia umana è al terzo stadio. “Il primo era il paradiso naturale, di quando eravamo dentro alla mela. Con il morso della mela siamo usciti dalla natura e passati al secondo stadio, il paradiso artificiale, che ormai divora la mela, cioè devasta l’intera natura. Adesso dobbiamo passare al terzo stadio, quello in cui si realizza la cucitura del mondo artificiale con il mondo naturale. Il Terzo Paradiso nel quale la scienza e la tecnica anziché allontanarci dalla natura ci aiutano a salvare la natura stessa e con essa l’intera umanità”.

Michelangelo Pistoletto, La Mela Rigenerata, 2016. Foto Alessia BallabioMichelangelo Pistoletto, La Mela Rigenerata, 2016. Foto Alessia Ballabio

Michelangelo Pistoletto nasce a Biella nel 1933. Inizia a esporre nel 1955 e nel biennio 1961-1962 approda alla realizzazione dei Quadri specchianti, che includono direttamente nell’opera la presenza dello spettatore, la dimensione reale del tempo e riaprono inoltre la prospettiva, rovesciando quella rinascimentale chiusa dalle avanguardie del XX secolo. Con questi lavori Pistoletto raggiunge in breve riconoscimento e successo internazionali. Tra il 1965 e il 1966 produce un insieme di lavori intitolati Oggetti in meno, considerati basilari per la nascita dell’Arte Povera, movimento artistico di cui Pistoletto è animatore e protagonista. A partire dal 1967 realizza, fuori dai tradizionali spazi espositivi, azioni che rappresentano le prime manifestazioni di quella “collaborazione creativa” che Pistoletto svilupperà nel corso dei decenni successivi, mettendo in relazione artisti provenienti da diverse discipline e settori sempre più ampi della società.
Nel corso degli anni Novanta, con Progetto Arte e con la creazione a Biella di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e dell’Università delle Idee, mette l’arte in relazione attiva con i diversi ambiti del tessuto sociale al fine di ispirare e produrre una trasformazione responsabile della società. Nel 2003 è insignito del Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia. Nel 2004 l’Università di Torino gli conferisce la laurea honoris causa in Scienze Politiche. In tale occasione l’artista annuncia quella che costituisce la fase più recente del suo lavoro, denominata Terzo Paradiso.
Nel 2012 si fa promotore del Rebirth-day, prima giornata universale della rinascita, festeggiata ogni anno il 21 dicembre con iniziative realizzate in diversi luoghi del mondo. Nel 2013 il Museo del Louvre di Parigi ospita la sua mostra personale Michelangelo Pistoletto, année un – le paradis sur terre. In questo stesso anno riceve a Tokyo il Praemium Imperiale per la pittura.
Nel 2017 viene pubblicato il suo testo Ominiteismo e Demopraxia. Manifesto per una rigenerazione della società. Tra il 2018 e il 2020 è ulteriormente intensificata l’attività del Terzo Paradiso, in particolare attraverso lo sviluppo di una rete internazionale di Ambasciate e di Forum. In questi stessi anni è inoltre particolarmente attivo in vari paesi dell’America Latina con mostre personali e diverse iniziative legate al Terzo Paradiso.

 

 

Michelangelo Pistoletto
La Mela Rigenerata
piazza Duca d’Aosta

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