Ottobre: color my life with the chaos of truble

Abbiamo deciso di racchiudere in un unico post mensile – “Color my life with the chaos of trouble” direbbero i Belle & Sebastian – e in costante aggiornamento, tutte le mostre che più ci piacciono in città. Una mini guida per voi con tanto di colonna sonora fatta unicamente di canzoni ispirate al mondo dell’arte. Stay tuned!

Daniel Steegmann Mangranè. A leaf-shaped Animal Darws the hand

Nella sua prima esposizione in Italia, Daniel Steegmann Mangrané  porta in Hangar Bicocca più di venti opere realizzate a partire dal 1998 a oggi, che spaziano tra film, ambientazioni in realtà virtuale, ologrammi 2D, sculture e installazioni.
L’interesse dell’artista per la biologia lo ha portato a indagare complessi sistemi ecologici e a introdurre il mondo naturale all’interno delle sue opere. Nella sua pratica numerosi sono i riferimenti alla foresta pluviale in Brasile – come rami, foglie e insetti – che, uniti a forme geometriche e motivi astratti, aprono a riflessioni sulle complesse dinamiche tra gli elementi che ci circondano.

12 settembre – 19 gennaio 2020
www.pirellihangarbicocca.org


T-Yong Chung: The subject as space

Quello che l’artista sud coreano T-Yong Chung compie nella sua prima personale alla Renata Fabbri è un’azione rivolta al futuro e alla ricostruzione. I suoi busti, realizzati in gesso, ceramica, resina, cera e bronzo, sono caratterizzati da un taglio netto, su un lato del volto: un vuoto che lascia spazio al nuovo. Nella cultura orientale, infatti, la rimozione e la cancellazione non hanno un’accezione negativa, ma rappresentano al contrario un’opportunità di rinascita. Lo stesso Chung afferma: “Cancello le immagini per bilanciarle con il vuoto. Rispettando le origini per ritrovare un altro spazio”.

16 settembre – 02 novembre 
www.renatafabbri.it


Marina Abramovic: Estasi

La Cripta di San Sepolcro, da poco riportata a pieno splendore grazie ai grandi lavori di restauro che la hanno interessata, continua a svelarsi nel connubio con la video arte e i grandi artisti contemporanei, iniziato nel 2017 con Bill Viola e proseguita poi con Michelangelo Antonioni e Andy Warhol.
The Kitchen. Homage to Saint Therese è un’opera molto significativa nella quale Marina Abramovic si relaziona con una delle più importanti figure del cattolicesimo, Santa Teresa d’Avila. L’opera si compone di tre video, che documentano altrettante performance tenute nel 2009 dall’artista nell’ex convento di La Laboral a Gijón, in Spagna
Curata da Casa Testori e prodotta da Vanitas Club (già Gruppo MilanoCard), gestore della Cripta di San Sepolcro, in collaborazione con la Veneranda Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana, la mostra interesserà l’area sotterranea della Pinacoteca Ambrosiana dove sorgeva il Foro Romano (oggi Sala dell’area del Foro) e sarà parte del percorso di visita che porterà a rivedere la Cripta di San Sepolcro.

18 ottobre – 31 dicembre 
vanitasclub.org/abramovic


Endre Tot: Very Special Gladnesses

Endre Tot è uno dei più significativi esponenti degli Artisti del Dissenso di Budapest, sin dal 1975. In quel periodo era uno degli artisti più controllati dai servizi segreti e il suo modo di tenersi in contatto con il mondo fu la mail art; forse l’unico modo possibile per combattere il silenzio a cui era ridotta la cultura e l’assoluto divieto di movimento e spesso anche di parola con gli estranei in quel momento in Ungheria.  Nella sua prima personale alla Loom Gallery sono esposte una serie di opere che vennero pubblicate nel Luglio del 76 su Flash Art.

25 settembre – 3 novembre 
loomgallery.com


Rodolfo Aricò / Anna Castelli Ferrieri: L’amore per il progetto

Questa mostra – a cura di Paola Nicolin – intende tessere una trama di rimandi e corrispondenze tra i lavori di due protagonisti del secondo Novecento italiano, accomunati da un’attenzione puntuale alla fase di progettazione delle proprie opere, tra i primi a Milano a sfidare con innovazione i limiti l’uno della pittura, l’altra dell’architettura e del pensiero sull’oggetto d’uso: Rodolfo Aricò (1930-2002) e Anna Castelli Ferrieri (1918-2006).

17 settembre – 23 novembre
tommasocalabro.com


Flavio Favelli: Afgacolor

Se la mostra Afgacolor prende il nome da un’insegna trovata della marca di pellicole fotografiche Agfacolor, essa intende presentare gli ultimi interessi di Favelli che continuano a oscillare fra visioni private domestiche, oggetti tipicamente borghesi e sirene afgane.
Favelli è da sempre ammaliato dall’Afganistan; un paese diviso tra nuovi ideali e costumi arcaici. La mostra allestita presso Francesca Minini vuole essere un viaggio psicologico, un modo proprio dell’artista di cercare e ricreare luoghi e cose inesistenti.

25 settembre – 02 novembre
francescaminini


Eva e Franco Mattes: My little big data

Negli spazi di Caerof, potrete vedere l’installazione opera di Eva e Franco Mattes anche noti come 0100101110101101: una riflessione sul legame insolubile tra vita pubblica e privata, sul concetto di privacy, sulle tracce invisibili che inconsapevolmente disseminiamo nella rete ogni volta che ci colleghiamo.
Un modo per rendere in qualche modo visibili i nostri Little Big Data che, quotidianamente, vengono esaminati, estratti, organizzati e venduti da social media, agenzie governative, istituti bancari e applicazioni per smartphone, con l’obiettivo di influenzare il nostro comportamento, generando profitto e consenso politico.

17 settembre – 10 novembre
careof.com


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