Olaf Otto Becker, Above Zero

La mostra Above Zero, ospitata fino al 27 gennaio alla MARCOROSSI artecontemporanea, racchiude una panoramica di immagini sulla meraviglia dei ghiacci groenlandesi in una serie di foto scattate dal tedesco Olaf Otto Becker. Becker è prima di tutto, un accanito viaggiatore che negli anni ha acquisito l’abilità di narrare storie legate agli angoli più remoti e selvaggi del globo, racconti che in modo particolare documentano le tracce visibili e le conseguenze delle influenze umane nel paesaggio.
Dopo le premiate fotografie della costa della Groenlandia, del ciclo Broken Line (2003-2004) Olaf Otto Becker rivolge la propria attenzione all’interno della medesima isola, nella sua serie Above Zero, realizzata tra il 2007 e il 2008. Questo secondo progetto si trasforma in un trekking avventuroso tra gli sconosciuti ghiacci al fine di documentare i percorsi dei fiumi glaciali appena nati.

Olaf Otto Becker, Above Zero, installation view Olaf Otto Becker, Above Zero, installation view Olaf Otto Becker, Above Zero, installation view Olaf Otto Becker, Above Zero, installation view  RIVER 1-072007-POSITION-7-69°41’47’’N-49°49’34’’W-ALTITUDE-773M. Copyright Olaf Otto Becker RIVER 1-072007-POSITION-7-69°41’47’’N-49°49’34’’W-ALTITUDE-773M. Copyright Olaf Otto BeckerRIVER-1-072007-POSITION-1-69°42’54’’N-49°46’39’’W-ALTITUDE-804M. Copyright Olaf Otto BeckerRIVER-1-072007-POSITION-1-69°42’54’’N-49°46’39’’W-ALTITUDE-804M. Copyright Olaf Otto Becker

Seconda solo all’Antartide, la Groenlandia ha lo strato di ghiaccio continentale più spesso del mondo. Gli spettacolari ritratti di Becker in questa regione sono catturati con una macchina fotografica di grosso formato portata con sé durante percorsi fisicamente faticosi, a volte pericolosi per la vita tra le crepe glaciali e i flussi innevati. I suoi studi fotografici rivelano la straordinaria bellezza di questo paesaggio e documentano contemporaneamente la sua minaccia esistenziale, perché anche in questa regione completamente disabitata, le influenze umane hanno conseguenze fatali. La polvere e la fuliggine nell’aria sono neri depositi crostosi che insieme al riscaldamento globale, accelerano la fusione degli strati di ghiaccio, creando risultati catastrofici inevitabili.

Un totale di 27 opere a colori, archival pigment prints su carta Hahnemuhle, suddivise tra le due gallerie documentano il progressivo scioglimento dei ghiacci e la nascita di nuovi flussi di acqua purissima. Ogni immagine, come in un set sperimentale e scientifico, è accompagnata da dati di geolocalizzazione GPS che mappano il percorso di quattro lunghi fiumi glaciali e restituiscono, allo stesso tempo, la natura estrema dell’impresa.

La fotografia di Becker è un ritorno ai fotografi intrepidi del paesaggio del XIX secolo. Come Muybridge, Watkins e O’Sullivan prima di lui, da quasi trent’anni, Becker prende la sua ingombrante camera 8×10 pollici e la colloca nella natura più selvaggia, inesplorata e spesso pericolosa, per catturare le sue vere glorie. Le immagini prodotte spesso tendono ad avere un impatto formale e nello stesso tempo profondamente contemplativo e lirico.

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Olaf Otto Becker (nato nel 1959, a Travemünde, Germania) ha studiato Communication Design presso l’Università di Augusta e filosofia al Ludwig-Maximilians-Universität, a Monaco. Influenzato inizialmente da Josef Koudelka, Henri-Cartier Bresson e dalla fotografia russa, per poi tra gli altri avvicinarsi ai fotografi Americani come: Meyerowitz, Misrach, Paul Graham, Stephen Shore, Lewis Baltz, Robert Adams. L’opera di Olaf Otto Becker è stata esposta ampiamente in Europa e negli Stati Uniti. Nel 2018 il National Museum of Modern and Contemporary Art di Seoul, presenterà una personale a cura di Wiliam Ewing. Alla fine del 2017 espone con una mostra personale al National Museum for Photography Reykjavik, Islanda, e in una collettiva alla David Winton Bell Gallery a Providence, USA. Tra le sue mostre recenti: International Noorderlicht Photofestival 2016, Jb Groningen, Paesi Bassi (2016); Glenbow Museum, Calgary, Alberta, Canada (2014); El Paso Museum of Art, Texas, USA (2014); Tufts University Art Gallery, Boston, USA (2014); Whatcom Museum, Bellingham, USA (2013); Nevada Museum of Art, Reno, USA (2012); Wilhelm-Hack-Museum, Ludwigshafen, Germania (2011); Biennale internationale de l’image de Nancy, Francia (2010); The National Museum of Photography, Copenhagen, Danimarca (2009); Zeppelin Museum, Friedrichshafen, Germania (2009); New York Photo Festival, USA (2008); Solo Project, Gallery f5,6, Art Basel, Basilea, Svizzera (2008).

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SCADE IL 27 GEN 18
Olaf Otto Becker, Above Zero
MARCOROSSI artecontemporanea
corso Venezia 29
martedì – sabato: 11.00 – 19.00
www.marcorossiartecontemporanea.net

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