Novembre: color my life with the chaos of truble

Abbiamo deciso di racchiudere in un unico post mensile – “Color my life with the chaos of trouble” direbbero i Belle & Sebastian – e in costante aggiornamento, tutte le mostre che più ci piacciono in città. Stay tuned!

Ricardo Carioba – Non Linear Spatial Normalizations

Ricardo Carioba, Non Linear Spatial Normalizations, Futurdome, Milan. Curated by Atto Belloli Ardessi and Ginevra Bria. Photo, Cosimo Filippini 2019

FutureDome ospita una mostra dedicata ad un artista brasiliano, che rappresenta un unicum nel panorama artistico sudamericano. Ricardo Carioba trasforma gli spazi con installazioni cromatiche, luci e suoni. La novità consiste nell’indagine della percezione da un punto di vista sia artistico, che scientifico e medico, alcune delle tecniche utilizzate da Carioba, infatti, provengono dalle ricerche di Imaging condotte dai medici per comprendere quali aree del cervello umano si attivano, in soggetti diversi, di fronte allo stesso stimolo. Mentre dal punto di vista estetico le installazioni coinvolgono lo spettatore in mondo pervasivo, fino a renderlo esso stesso parte dell’installazione: andando a modificare lo spazio e interagendo con la luce e i suoni i visitatori modificano l’opera e ne determinano l’unicità in ogni istante.

in corso – 23 novembre 2019
http://www.futuredome.com


Joseph Kosuth − Existential Time

Joseph Kosuth − Existential Time, 2019, Lia Rumma

La galleria Lia Rumma dedica una personale al maestro dell’arte concettuale: Joseph Kosuth (1945, USA). L’artista presenta una serie di nuovi lavori disposti sui diversi spazi della galleria, incluso il terrazzo. La mostra prende spunto da un lavoro teatrale di Samuel Beckett sul concetto e sull’uso del tempo esistenziale. Kosuth tenta di enfatizzare la sovrabbondanza di significato che circonda l’esperienza del tempo e della vita nell’era contemporanea. Al secondo piano il progetto Quoted Use, realizzato da Kosuth in collaborazione con Schellmann Art di Monaco. L’artista si interroga sui processi di appropriazione degli oggetti della quotidianità, attraverso una raccolta di oggetti personali appartenuti a grandi nomi del mondo della cultura: Jane Austen, Samuel Beckett, Simone de Beauvoir, Charles Darwin, Marcel Duchamp e Albert Einstein.

Joseph Kosuth è uno dei padri dell’arte concettuale, le sue opere, che spesso sconfinano nel territorio della ricerca filosofica, esplorano la costruzione e la produzione di significato all’interno dell’arte.

24 ottobre – 15 novembre 2019
http://www.liarumma.it


Cerith Wyn Evans – “….the illuminating Gas”

Cerith Wyn Evans, 2019, Pirelli HangarBicocca

Pirelli HangarBicocca ospita la personale dell’artista londinese Cerith Wyn Evans. Gli spazi di HangarBicocca offrono lo scenario adatto ad apprezzare le sculture di grandi dimensioni e le installazioni monumentali. L’artista le realizza sfruttando materiali effimeri come la luce e il suono, rendendo centrale la dimensione temporale per la fruizione delle opere. In un periodo in cui è diventato sempre più forte il senso di realtà prodotto dai mezzi di comunicazione, a volte in grado di diventare “più veri del vero”, l’artista focalizza la sua attenzione sulla potenza del linguaggio e della comunicazione, tanto forti da mettere in discussione la nozione di realtà. I lavori di Cerith Wyn Evans attingono a una complessità di riferimenti e citazioni che spaziano  dalla letteratura, alla musica, alla filosofia e all’astronomia, declinati in forme nuove. Il montaggio, che rimanda agli esordi da filmmaker, si conferma lo strumento chiave nel processo creativo dell’artista.

31 ottobre – 23 febbraio 2020
http://www.pirellihangarbicocca.org


Masbedo – Perché le frontiere cambiano

MASBEDO, Videomobile, 2018-2019, courtesy In Between Art Film, ICA Milano

ICA Milano, propone la personale di un duo artistico formato da Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni: Masbedo, curata dal direttore di ICA Istituto Contemporaneo per le Arti, Alberto Salvadori. Il cuore del progetto è una riflessione sulla storia della Sicilia, da sempre terra di tutti e di nessuno, luogo mitologico per eccellenza. Le opere, realizzate interamente in territorio siciliano e legate alla sua complessità culturale e sociale, permettono di approfondire il concetto di frontiera, ripensare ai suoi nuovi significati e a cosa sta cambiando. Il mezzo espressivo scelto dagli artisti, il linguaggio cinematografico, permette di percorrere un viaggio nella memoria immaginaria di quei luoghi, grazie a celebri riferimenti alla cinematografia di Vittorio De Sica, Ugo Gregoretti, Francesco Rosi e Luchino Visconti.

in corso – 10 novembre 2019
http://www.icamilano.it


Giuseppe Uncini. La conquista dell’Ombra

Giuseppe Uncini, Grande parete Studio Marconi MT 6 (Foto courtesy Fondazione Marconi)

Dopo 43 anni l’opera Grande parete Studio Marconi MT 6, espressamente progettata da Giuseppe Uncini per la Fondazione Marconi torna a casa in occasione della personale La conquista dell’ombra. Attraverso una selezione di opere, che l’artista marchigiano realizza tra il 1968 e il 1977, indaga il tema dell’ombra, intesa come la trasposizione di un oggetto reale, alla sua forma virtuale. In questa nuova ottica Uncini trasforma ciò che è da sempre percepito come ambiguo e labile in un elemento fisico e tangibile.

18 ottobre – 21 dicembre
Fondazione Marconi


Cesare Viel. Più nessuno da nessuna parte

Cesare Viel, Più nessuno da nessuna parte (foto Nico Covre Vulcano)

La mostra presenta lavori inediti e nuove versioni di installazioni e performance storiche, appositamente riviste da Cesare Viel per poter dialogare con gli spazi espositivi del PAC. Performance, travestimento, trasformazioni, trucco, recite o canzoni: addentrandosi in altri corpi e altre storie, Viel immagina forme di soggettività altre che interpretano l’arte come momento di scambio emozionale e di relazione con la collettività.

12 ottobre – 01 dicembre
PAC


Alex Prager – Silver Lake Drive

Foto courtesy Alex Prager Studio and Lehman Maupin.

Per la prima volta in Italia, la Fondazione Sozzani ospita la personale di Alex Pragerin, di cui si ripercorrono dieci anni di carriera. Le fotografie di Prager sono fortemente cinematografiche e hanno chiari riferimenti a elementi stilistici tipici dei film noir, thriller, melodrammi e polizieschi. Fonte di ispirazione è il vissuto quotidiano  che il fotografo ripropone in un ottica seducente ed inquietante grazie all’uso di colori saturi e di un immaginario vagamente familiare.

15 settembre – 06 gennaio 2020
Fondazione Sozzani


Inge Mahn – Snake, swings, caravan

In occasione della sua prima visita da converso, Inge Mahn, realizza una una nuova installazione site-specific: The Snake. Questo lavoro nasce dall’osservazione dell’enorme condotto dell’aria condizionata posto nell’aula monacale della chiesa e percepito dall’artista come corpo estraneo. Prolungandone la forma e accompagnandola fino al pavimento, Mahn lascia che la scultura si esprima, trasformando un “difetto” della chiesa di San Paolo Converso nella reincarnazione di un animale biblico.

10 ottobre – 16 novembre
Converso


Leonardo Ulian – Perpetual Nexus

In Perpetual Nexus, seconda personale presso la galleria The Flat – Massimo Carasi, Leonardo Ulian esplora la relazione fra l’oggetto tecnologico e l’immateriale, presentando una nuova serie di lavori scultorei e una grande installazione site-specific.
Deprivando gli elementi elettronici della loro funzione originale, essi diventano oggetti effimeri. L’artista intende porre domande sulla nostra relazione con la contemporaneità e sulla costante crescita di nuove speranze tecnologiche, quasi comparabili ad una nuova spiritualità tecnologica.

8 novembre – 20 dicembre
The Flat


 

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