Nino Migliori, La materia dei sogni

TESTO E FOTO DI STEFANO DE CRESCENZO

Riuscire a descrivere l’attività di Nino Migliori in un solo testo è un’operazione estremamente complessa, data l’estrema eterogeneità della sua opera; le sue sperimentazioni lo hanno infatti portato ad adottare un elevato numero di linguaggi che spesso e volentieri si ibridano con quelli dell’arte e non solo.

Autoritratto, dal catalogo della mostra, Nino Migliori. La materia dei sogni, Contrasto, Milano, 2012
Nino Migliori. La materia dei sogni, Contrasto, Milano, 2012
Nino Migliori. La materia dei sogni, Contrasto, Milano, 2012
Da “Gente del Sud”, Le mani parlano, 1956, Nino Migliori. La materia dei sogni, Contrasto, Milano, 2012

L’accesso al mondo della fotografia è avvenuto verso la fine degli anni Quaranta, a guerra finita, quando, in una Bologna massacrata dalle operazioni belliche, Migliori ha iniziato a riscoprire la vita e la libertà da tanto orrore e sofferenza. In una vera e propria riappropriazione degli spazi della città, l’autore documenta la vita quotidiana delle persone cercando però il contatto diretto al fine di descriverne in primo luogo l’umanità, ora tanto preziosa dopo il conflitto. Tale attenzione non si limita a ritrarre solo le persone nei loro luoghi di vita ma si spinge fino alla ripresa dei sentimenti espressi in altri modi, come ad esempio con i segni lasciati sui muri, che spesso rivelano emozioni che in nessun altro modo potrebbero essere espresse. Questo linguaggio, definito da molti, realista e basato sulle tecniche ormai canoniche della fotografia diviene presto stretto per la forte esuberanza artistica di Migliori che inizia da subito a sperimentare altri modi per valorizzare l’attività della fotografia. Nella sua opera essa diviene infatti protagonista, egli la esplora in tutti gli aspetti della tecnica, dallo scatto allo sviluppo e al pari di un antico alchimista, ne ottiene nuovi linguaggi, carichi di significato. In primo luogo Migliori intende liberare il gesto fotografico dalla routine che molti fotografi praticavano in maniera meccanica e quasi impersonale riscoprendone l’enorme potenziale espressivo.

“Avevo comprato da un fotografo della carta scaduta, pensando di poterla utilizzare per la stampa normale, ma dato che, provando, ho verificato che era velata, ho cominciato a fare dei disegni con un pennello o un batuffolo di cotone o con le dita intinte nel bagno di sviluppo, notando che usciva un segno nero, mentre col fissaggio era bianco. Da qui ho ricavato tutti i passaggi intermedi. Credo di aver scelto questa via perché tutte queste ricerche, i muri, le ossidazioni ecc. erano per me un modo di manifestare l’avversione al tipo di fotografia contemporanea, al pittorialismo, al salonismo fotografico, ed anche alla foto detta realistica ma basata su ricerca estetizzante e non sull’analisi del reale”. [1]

È così che, come per Man Ray, la camera di sviluppo diviene un luogo a metà fra un laboratorio artigianale e uno studio di pittore, per Migliori ogni espediente tecnico della fotografia può divenire fonte di ispirazione e mezzo per l’illimitata creatività e voglia di esprimere che possiede tutt’oggi. La sua attenzione non si limita soltanto ai mezzi della fotografia classica, ma segue fedelmente il progresso tecnico, divenendo uno dei maggiori sperimentatori della Polaroid e oggi a continuare le sue ricerche anche con il digitale.

Alcuni esempi di tecniche da lui inventate:
Le Cancellazioni sono ad esempio operazioni che compie sin dagli anni cinquanta in cui l’artista incide sulla pellicola o sulle lastre fotografiche cancellando appunto elementi del fotogramma al fine di negarne alcune parti.
I Pirogrammi ottenuti infiammando alcune parti di pellicola gli permettono invece di esplorare nuove forme, non stereotipate e nuove.
I Cellogrammi invece sono realizzati collocando sulla pellicola piccolissimi ritagli di cellophane a formare forme geometriche sovrapposte.
I Polarigrammi costituiscono una rivisitazione dell’autore della tecnica precedente mediante l’uso del colore. Essi danno origine a intense immagini multicolore dalle geometrie articolate.
Le Ossidazioni ottenute mediante l’uso del materiale di sviluppo ricombinato in modo che gli agenti chimici imprimano figure o impronte di oggetti sula carta fotografica o che essi agiscano su di essa liberamente.

Cliché-Verre e Cancellazioni, da Nino Migliori. La materia dei sogni, Contrasto, Milano, 2012
Pirogrammi 1948, Nino Migliori. La materia dei sogni, Contrasto, Milano, 2012
Polarigrammi 1977, Nino Migliori. La materia dei sogni, Contrasto, Milano, 2012
Ossidazioni, da Nino Migliori. La materia dei sogni, Contrasto, Milano, 2012

Dagli anni Ottanta Nino nelle sue sperimentazioni utilizza anche la Polaroid su cui interviene alterando gli elementi fotografati negli immediati istanti successivi allo scatto imprimendo la propria impronta e interpretando l’immagine come in uno schizzo pittorico di appunti di viaggio.

Migliori non si limita alla produzione di fotografie ma crea anche vere e proprie installazioni e performance in cui la fotografia è sempre protagonista, come nel caso della mostra organizzata nello spazio Forma dove l’autore ha letteralmente riempito una stanza di immagini scattate da altri, immagini portate a sviluppare e mai ritirate, abbandonate, in qualche modo rifiutate ma che raccontano istanti di vita di chi le ha impresse. Il fotografo focalizza la sua attenzione su quali possano essere le ragioni del rifiuto di oggetti così importanti per la memoria che, una volta abbandonati ne diventano il rovesciamento.

In conclusione l’opera di Migliori sembra essere concentrata nel riportare il fotografo al centro dell’azione compositiva, dichiarandone gli intenti e le operazioni al fine di raccontare una realtà fatta di sentimenti profondi e umani. Tutte le sperimentazioni sono volte a questo, rendere l’autore dello scatto artefice di un gesto artistico e interpretativo della realtà, senza nascondersi dietro all’oggettività della fotografia di documentazione che anche involontariamente è sempre un’opera soggettiva.

 

[1] cit. da A. C. Quintavalle, Antonio Migliori, catalogo della Mostra, CSAC, Dipartimento fotografia, 1977, p. 256

“New York” 1986, da Nino Migliori. La materia dei sogni, Contrasto, Milano, 2012
Installazione mostra Forma dal catalogo della mostra, Nino Migliori. La materia dei sogni, Contrasto, Milano, 2012

 


Nino Migliori
La materia dei sogni
Contrasto, 2012
pag. 300
€ 39.00

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