Mostre a Milano: il meglio di ottobre

Abbiamo raccolto qui tutte le più belle mostre che potete vedere a Milano nel mese di ottobre.
Il post è in costante aggiornamento, quindi: stay tuned!

Chen Zhen, Short-circuits

Chen Zhen, Fu Dao / Fu Dao, Upside-down Buddha / Arrival at Good Fortune, 1997. Courtesy Hangar Bicocca

“Short-circuits” è concepita come un’esplorazione immersiva nella complessa ricerca artistica di Chen Zhen e riunisce per la prima volta oltre venti installazioni su larga scala realizzate tra il 1991 e il 2000. Il titolo della mostra in Pirelli HangarBicocca prende spunto dal metodo creativo sviluppato dall’artista, definito il “fenomeno del cortocircuito”: lo svelamento del significato  dell’opera d’arte nel momento in cui viene spostata dal contesto originale per cui era stata concepita in un luogo diverso. La concezione della sua personale riflette questa pratica, creando accostamenti inediti tra le opere esposte e mettendo in luce i numerosi rimandi e le connessioni presenti nel lavoro dell’artista in aperto dialogo con diversi temi: la globalizzazione e il consumismo, il superamento dell’egemonia dei valori occidentali e l’incontro tra differenti culture.

15 Ottobre – 21 Febbraio 2021
Hangar Bicocca


Claudia Andujar, la lotta Yanomami

Claudia Andujar, Collective house near the Catholic mission on the Catrimani River, Roraima – courtesy Fondazione La Triennale di Milano

La mostra Claudia Andujar, la lotta Yanomami inaugura la partnership della durata di otto anni tra Triennale Milano e Fondation Cartier pour l’art contemporain. L’esposizione è la più grande retrospettiva dedicata al lavoro e all’attivismo di Claudia Andujar, che ha trascorso oltre cinquant’anni a fotografare e proteggere gli Yanomami, uno dei più grandi gruppi indigeni del Brasile oggi minacciato dai cercatori d’oro illegali e dai rischi di contagio. Frutto di molti anni di ricerca negli archivi della fotografa, l’’esposizione, curata da Thyago Nogueira, Direttore del Dipartimento di fotografia contemporanea dell’Instituto Moreira Salles in Brasile, presenta l’opera di Claudia Andujar attraverso più di 300 fotografie in bianco e nero o a colori – tra cui numerosi inediti –, una installazione audiovisiva, documenti storici, nonché i disegni e un filmato realizzati dagli artisti yanomami. La mostra, oltre a riflettere i due aspetti indissolubili del percorso di Claudia Andujar – uno artistico, l’altro politico – rivela l’importante contributo che l’artista brasiliana ha dato alla fotografia e il ruolo essenziale che ha svolto, e continua a svolgere, in difesa degli Yanomami e della foresta in cui vivono.

17 Ottobre – 7 Febbraio 2021
La Triennale di Milano


Nei Albertí,  Directed tensions

Nei Albertì, Directed tension, courtesy Copernico Milano Centrale

Nei Albertì è noto per le grandi installazioni, che nascono da una riflessione sulla scultura contemporanea, sul movimento, sulle capacità comunicative della materia e della trama. Per gli spazi di Copernico Milano Centrale, l’artista catalano ha realizzato un intervento site specific basato sull’antinomia tra equilibrio e casualità, reinterpretando le linee di forza e aprendo ad una nuova percezione la struttura degli spazi del seminterrato, attraverso gli intrecci, i nodi, le diagonali e le torsioni dei fili e del tessuto. Ingresso su prenotazione: art@coperni.co

9 Settembre – 20 Novembre
Copernico Milano Centrale


Out of the Blue. Viaggio nella Calligrafia attraverso Alcantara

Out of the Blue, veduta d’insieme, courtesy Palazzo Reale di Milano

In Out of the Blue sei affermati artisti cinesi  combinando la millenaria tradizione del loro passato con le tecnologie più moderne. Lasciandosi ispirare dalla specificità di un unico medium e hanno approfondito Alcantara in ogni sua declinazione e potenzialità, attraverso opere che offrono una trasversalità di letture spaziando dalla classicità al contemporaneo. La calligrafia è una delle più elevate forme artistiche della cultura cinese. Dopo la riproducibilità tecnica e l’avvento dell’era digitale, quest’antica disciplina si presenta ancora come veicolo di conoscenza, portavoce di questioni della scena attuale, e connette un antico passato a una ricerca filosofica contemporanea. Più di ogni altro tipo di scrittura e alfabeto, è da sempre apprezzata per la sua valenza estetica e artistica: ogni segno appare come dettato da un agile e tenue volo, contenendo in sé il fluire della vita conferito proprio dall’istintualità del gesto e dalla sua natura pittografica, poiché ogni carattere è una rappresentazione diretta di qualcosa e di ciò che vuole significare.

9 settembre – 11 Ottobre
Palazzo Reale di Milano


Prima donna. Margaret Bourke-White

Montana, 1936. © Images by Margaret Bourke-White. 1936 The Picture Collection Inc. All rights reserved

La mostra raccoglie, in una selezione del tutto inedita, le più straordinarie immagini realizzate da Margaret Bourke-White nel corso della sua lunga carriera.
Pioniera dell’informazione e dell’immagine, Margaret Bourke-White ha esplorato ogni aspetto della fotografia: dalle prime immagini dedicate al mondo dell’industria e ai progetti corporate fino ai grandi reportage per le testate più importanti come Fortune Life; dalle cronache visive del secondo conflitto mondiale ai celebri ritratti di Stalin e Gandhi, dal Sud Africa dell’apartheid all’America dei conflitti razziali fino al brivido delle visioni aeree del continente americano.

25 Settembre – 14 Febbraio 2021
Palazzo Reale di Milano


Enzo Mari curated by Hans Ulrich Obrist with Francesca Giacomelli

Un impegno corale che, attorno alla figura sicuramente più emblematica, amata e discussa della storia del design, raccoglie un team di spessore, umano e professionale. Triennale Milano inaugura Enzo Mari un’autografia curata dal direttore artistico di Serpentine Galleries di Londra, con Francesca Giacomelli per la sezione storica, la direzione artistica di Lorenza Baroncelli e il progetto di allestimento firmato da Paolo Ulian. Circa 300 gli oggetti in mostra a coprire oltre 60 anni del Mari-pensiero. “Ampia la visione di Obrist, come la sensibilità di Mari che si è sempre mosso tra arte, architettura e grafica”. Quello dei ‘perché’ è un dispositivo, un ingranaggio del suo processo creativo attraverso il quale sempre si interroga sul senso profondo di ciò che progetta.”la domanda con la quale tenta l’oggetto. Toglie l’inutile, il superficiale. Il suo è un lavoro concettuale molto forte che lo porta a dare forma all’essenziale”.

17 Ottobre – 21 aprile 2021
La Triennale di Milano


Franco Guerzoni. L’immagine sottratta

Franco Guerzoni, Archeologie senza restauro, 2017, scagliola, gesso, pigmenti e polvere di quarzo su tavola, cm 150×200, courtesy Franco Guerzoni e Il Museo del Novecento

Il Museo del Novecento presenta l’opera dell’artista modenese nella città dove hanno avuto luogo alcune delle sue principali esposizioni. Prosegue così l’indagine condotta sui protagonisti e i movimenti che hanno contrassegnato il panorama artistico italiano nella seconda metà del Novecento, una rassegna caratterizzata dal gusto della ricerca e dal rigore nella curatela, nel nostro museo cittadino dedicato all’arte del Novecento.
Pareti vecchie e scrostate, ricche di intonaci e rigonfiamenti, crepe, graffi sono protagoniste prima di scatti fotografici, poi riprodotte attraverso il mezzo pittorico sulla tela sono poste in dialogo con lavori dei primissimi anni Settanta, nati dalla collaborazione con gli amici fotografi Luigi Ghirri e Franco Vaccari. La mostra continua con l’ultima ricerca di Franco Guerzoni: piccole stanze di materiale gessoso la cui immagine nascosta è “sottratta” allo sguardo dell’osservatore.
Accompagnano questi lavori i libri-opera che dagli anni Settanta entrano a far parte della produzione dell’artista, contengono riflessioni di poeti, critici e letterati.

09 Settembre – 14 febbraio 2021
Museo del Novecento


Enzo Mari. Falce e martello. Tre dei modi con cui un artista può contribuire alla lotta di classe

La mostra, dal titolo Falce e martello. Tre dei modi con cui un artista può contribuire alla lotta di classe, ripropone in modo fedele e didascalico la mostra del 1973 con cui inaugurava l’apertura la nuova sede della Galleria Milano. suscitò grande scalpore e successo di pubblico. La riproduzione fedele della stessa mostra, è stata possibile grazie ad un’operazione di ricerca che ha coinvolto l’Archivio della Galleria Milano e l’Archivio Enzo Mari.
Nell’abisso che separa la percezione del simbolo della falce e del martello dagli anni Settanta ai giorni d’oggi, attraverso la visione di un autore illuminato come Mari, è possibile leggere il cambiamento epocale che ha riguardato non solo la società, ma anche il tessuto culturale e lo spirito più profondo della città di Milano.
Sarà visibile in mostra il film Comitati politici – Testimonianze sulle lotte operaie in Italia nella primavera del ’71, realizzato da Mari con il Gruppo di Lavoro, composto da alcuni studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

30 Settembre – 16 gennaio 2021
Galleria Milano


Mostra collettiva. L’Artificio dell’Estinzione


Artisti in mostra: Marga Biazzi (BlackBanshee), Paola Cocchetto, Nicolò Dante, Cecilia Grandi (TuttoTonno), Giulia Montanari, Simone Occhiato, Giulia Pex, Silvia Pezzotti (Octofly Art), Giulia Pintus, Alessandra Santelli, Silvia Vanni.
LEKORU, emergente duo curatoriale, presenta L’Artificio dell’Estinzione, mostra collettiva di illustrazione, ospitata dal 17 al 30 ottobre 2020 presso gli spazi del Tempio del Futuro Perduto.
L’idea dell’esposizione è di affidare ad artisti eterogenei e provenienti da mondi differenti una selezione di specie a rischio di estinzione, spesso lontane dalle attenzioni dei media, ma la cui importanza è ugualmente fondamentale per tutelare la biodiversità, creando uno  spazio di riflessione e confronto sulla problematica dell’intervento dell’uomo, che si fa attore di un fenomeno “artificiale”, deviandolo dal naturale corso dell’evoluzione della specie.
Questa mostra, ospitata negli spazi del Tempio del Futuro Perduto, vuole porre in particolar modo l’accento sull’importanza della tutela dell’ambiente e dell’arte, in tutte le sue manifestazioni ed espressioni. Sulla necessità di agire con un pensiero critico, sia nell’azione in difesa dell’ambiente e degli ecosistemi, sia nell’azione in difesa della cultura e del pensiero artistico, contro ogni tipo di pregiudizio in favore del confronto. Per questo motivo, il collettivo in mostra è formato da artisti provenienti da subculture diverse: street artists, tatuatori, grafici e illustratori scelgono di condividere un unico spazio, popolandolo con opere realizzate con tecniche e stili differenti tra loro, che si fanno linguaggio (ed artificio) di punti di vista unici e eterogenei.

17 ottobre – 30 ottobre 2020
Tempio del Futuro Perduto

 

 

 

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