Milano Sud ritratti di fabbriche 35 anni dopo. Spazio Seicentro

Milano Sud ritratti di fabbriche 35 anni dopo. Spazio Seicentro

Fotografie di Giuseppe Corbetta in collaborazione con lo Studio Basilico

Il 17 maggio inaugura a Milano, presso lo Spazio Seicentro in via Savona 99 e nell’ambito di PHOTOFESTIVAL, la mostra “Milano sud ritratti di fabbriche 35 anni dopo”,  un progetto fotografico sugli ex-edifici industriali delle periferie milanesi 35 anni dopo l’indagine condotta da Gabriele Basilico alla fine degli anni ‘70. 

Via Quaranta, Foto Giuseppe Corbetta, mostra Milano Sud Ritratti di Fabbriche 35 anni dopo in collaborazione con studio Gabriele Basilico
Via Bernardo Quaranta, Foto Giuseppe Corbetta, mostra Milano Sud Ritratti di Fabbriche 35 anni dopo, in collaborazione con studio Gabriele Basilico

La mostra, organizzata dalla Commissione cultura del Consiglio di Zona 6 del Comune di Milano con la collaborazione dello Studio Gabriele Basilico, mette a confronto le immagini di Giuseppe Corbetta, realizzate tra il 2010 e il 2016, con quelle del grande fotografo di Milano, grazie alle scansioni dei negativi originali appositamente prodotte per questa mostra. Due immagini, realizzate da Gabriele Basilico in via Nervesa e in via Brunelleschi, vengono presentate in mostra per la prima volta dal 1981.

L’autore guida il visitatore attraverso i percorsi di Gabriele Basilico alla scoperta del patrimonio industriale milanese e delle trasformazioni della zona sud della città, mediante mappe storiche e brevi testi che descrivono le attività svolte un tempo in ogni struttura e le trasformazioni avvenute.

Il metodo di ricerca
In questi sei anni Giuseppe Corbetta ha percorso le periferie della zona sud di Milano per documentare lo stato degli ex-edifici industriali fotografati da Gabriele Basilico negli anni 1978-80 per Milano ritratti di fabbriche, confrontando il catalogo della mostra con la mappa della città e identificando le strutture fotografate.

L’autore si è posto, davanti agli edifici, con la stessa predisposizione di Basilico, cercando di replicare l’esatto punto di ripresa e utilizzando gli stessi obiettivi fotografici, allo scopo di ottenere la stessa inquadratura. Come per un ritratto, ha studiato le luci, le ombre e la posizione del sole, determinata dall’ora del giorno e dal mese dell’anno, e dalle condizioni metereologiche.

E’ stato quindi un lavoro lungo, paziente, ritornando sul posto diverse volte, in diverse ore del giorno e nei diversi mesi dell’anno fino a ottenere il risultato desiderato. In molti casi al posto della fabbrica c’è il nulla, oppure un edificio completamente nuovo. In questo caso è stata consultata la Carta Tecnica Comunale di Milano degli anni ’70 per identificare l’esatta posizione delle strutture demolite e scegliere il punto di ripresa più significativo per documentare al meglio la trasformazione del territorio.

Obiettivo del progetto è quello di estendere temporalmente la “rassegna sistematica, il più possibile completa di tutte le zone industriali della città”1, iniziata da Gabriele Basilico nella Milano “anche e ancora operaia”2 nel momento storico “del passaggio della sua economia alla fase post-industriale”3.

Roberta Valtorta, nell’introduzione al libro Gabriele Basilico, riconosce nel fotografo scomparso “il desiderio disciplinato e anche ossessivo, di comprendere la complessità, la totalità, di immergersi nelle stratificazioni del paesaggio, di convogliare lo sguardo fotografico verso una possibilità di controllo e di conoscenza”4. Ed è la stessa esperienza che Giuseppe Corbetta prova nel ripercorrere le strade di Milano, e ciò comporta la necessità di colmare un vuoto di conoscenza andando a raccogliere le informazioni disponibili sulle società che occupavano le fabbriche negli anni ’70, come erano nate, su chi aveva occupato successivamente gli edifici industriali, quando era cambiata la destinazione d’uso, quale il destino dell’area, evidenziando le trasformazioni avvenute, le opportunità colte e le occasioni mancate nella ridefinizione del profilo urbanistico della città. Un’analisi importante che permette di descrivere “le forme dei territori abitati e plasmati dall’economia industriale prima, dagli sviluppi post-industriali poi”5 e tanto più necessaria in un momento in cui è vitale valorizzare le periferie urbane per la sopravvivenza stessa della città. 

Via Cerano, Foto Giuseppe Corbetta, mostra Milano Sud Ritratti di Fabbriche 35 anni dopo in collaborazione con studio Gabriele Basilico
Via Cerano, Foto Giuseppe Corbetta, mostra Milano Sud Ritratti di Fabbriche 35 anni dopo in collaborazione con studio Gabriele Basilico

La collaborazione con lo studio Gabriele Basilico
Le fotografie in rigoroso bianco e nero presentano lo stato attuale di ogni struttura accanto alla scansione, gentilmente fornita dallo Studio Gabriele Basilico, dei negativi impressionati negli anni ’70. Tra le oltre 50 fotografie originali proposte, due (via Nervesa e via Filippo Brunelleschi) sono di particolare interesse in quanto furono presentate solo sull’edizione SugarCo di Milano ritratti di fabbriche6 (edizione ormai introvabile) e non più nell’edizione del 2009 per Federico Motta Editore.

Il layout della mostra
L’autore guida il visitatore attraverso i percorsi di Gabriele Basilico alla scoperta del patrimonio industriale milanese, dei cambiamenti e delle trasformazioni della città di Milano e del suo tessuto urbano, mediante mappe che accompagnano le scansioni dei negativi originali indicando con una freccia l’esatto punto di ripresa e con una cornice rossa la pianta degli edifici inquadrati, cornice che si fa tratteggiata quando la fabbrica è stata demolita, lasciando il posto a nuove costruzioni rappresentate da cornici azzurre. Brevi testi, realizzati anche grazie a Stefania Aleni dell’Associazione Culturale QUATTRO, che ha fornito documentazione e preziosi suggerimenti, descrivono le attività svolte un tempo in ogni struttura e le modalità della trasformazione.

La periferia sud di Milano è stata divisa in zone, forse le stesse zone che Gabriele Basilico aveva selezionato per programmare i suoi percorsi fotografici nella città, e ogni zona è introdotta da una mappa, nella quale è possibile osservare il cammino del fotografo in “una dimensione dinamica, quasi cinematografica, fondata su un principio di scatti a tema e in sequenza: selezione, postazione, scatto, scarto laterale…”7

Via Vincenzo Toffetti, Foto Giuseppe Corbetta, mostra Milano Sud Ritratti di Fabbriche 35 anni dopo in collaborazione con studio Gabriele Basilico
Via Vincenzo Toffetti, Foto Giuseppe Corbetta, mostra Milano Sud Ritratti di Fabbriche 35 anni dopo in collaborazione con studio Gabriele Basilico

Note
1] Marco Romano, L’immagine urbanistica, in Gabriele Basilico, Milano ritratti di fabbriche, SugarCo Edizioni S.r.L., Milano 1981, pp 10, 12
2] Roberta Valtorta, Trent’anni dopo, in Gabriele Basilico, Milano ritratti di fabbriche, Federico Motta Editore, pag.7;
3] Roberta Valtorta, ibidem;
4] Roberta Valtorta, La comprensione del paesaggio, in Gabriele Basilico, Edizioni Fotonote Contrasto;
5] Roberta Valtorta, La comprensione del paesaggio, op. cit.
6] Gabriele Basilico, Milano ritratti di fabbriche, SugarCo Edizioni S.r.L., Milano 1981, pp 99, 101
7] Stefano Boeri, Elegia di una dismissione, in Gabriele Basilico, Milano ritratti di fabbriche, Federico Motta Editore, pag.15.

Dal 17 al 31 maggio
Spazio Seicentro
via Savona 99, Milano
cucchiaioMostra fotografica di Giuseppe Corbetta sulle periferie di Milano 35 anni dopo Gabriele Basilico
Orari: LUN - VEN 10.00‐12.30 / 14.00-18.00   SAB 15.30‐19.30

Salva

Tags: