Milano Art Week: musei, archivi e fondazioni

Anche quest’anno il Comune di Milano | Cultura e miart accompagnano la fiera con un’intera settimana di inaugurazioni, mostre e performance che si estende all’intera città, coinvolgendo istituzioni, fondazioni, soggetti pubblici e privati nella costruzione di un ricco calendario di iniziative dedicate all’arte moderna e contemporanea. Un palinsesto attraversato quest’anno dalle tematiche più attuali e urgenti a livello globale: dalla creatività femminile alle emergenze climatiche, dalla riscoperta di posizioni artistiche non ancora pienamente esplorate all’espansione delle forme dell’identità individuale fino ai nuovi scenari della tecnologia.
La proposta all’interno delle istituzioni museali, fondazioni e archivi in città è vastissima ed è reperibile, in maniera esaustiva, sul sito di miart. Di seguito abbiamo selezionato gli eventi più interessanti che questi luoghi offrono, mostre che hanno inaugurato in occasione di Milano Art Week ma che ci seguiranno a lungo.

 


ARCHIVIO VINCENZO AGNETTI
Vincenzo Agnetti, Memoria e Dimenticanza
Curatore: Guido Barbato (Archivio Agnetti)
Per la settimana dell’arte 2019 l’Archivio Vincenzo Agnetti presenta il nuovo allestimento Memoria e Dimenticanza, una polarità alla radice di molte opere di Agnetti ed elemento essenziale nella tessitura del suo discorso artistico e critico. Dimenticare a memoria è un paradosso che per Agnetti significa assimilazione e trasformazione più o meno consapevole dell’esperienza e della conoscenza in qualcosa d’altro, non è cancellazione bensì si riferisce a quegli aspetti del negativo che sono la parte vitale, l’energia del nostro operare. Al centro dell’allestimento l’iconico Libro dimenticato a memoria attorno ad esso, al piano terra, ruotano opere che declinano questo concetto attraverso media diversi – il feltro, la bachelite, la carta – quasi a sottolineare come il mezzo sia in grado di creare suggestioni differenti. Al piano superiore il concetto si dilata, memoria, dimenticanza, assenza, diventano prospettive sulla nostra esistenza e sulla storia.
1 aprile – 31 dicembre 2019


FM CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA

Il Soggetto Imprevisto. 1978 Arte e Femminismo in Italia
Curatori: Marco Scotini, Raffaella Perna
FM Centro per l’Arte Contemporanea presenta la mostra Il Soggetto Imprevisto. 1978 Arte e Femminismo in Italia, la prima esaustiva indagine dedicata ai rapporti tra arti visive emovimento femminista in Italia. Curata da Marco Scotini e Raffaella Perna, la mostra ricostruisce in modo puntuale un panorama artistico rimasto spesso in ombra nella recente storia dell’arte e quasi assente nel mercato, individuando nel 1978 l’anno catalizzatore di tutte le energie in campo, con opere di oltre 100 artiste italiane e internazionali attive in quegli anni in Italia.
4 aprile – 26 maggio 2019


FONDAZIONE ADOLFO PINI

Carlos Amorales. L’ORA DANNATA
Curatore: Gabi Scardi
Carlos Amorales si interessa al linguaggio, alle immagini e alle loro varianti e, più in generale, ai sistemi della comunicazione, al loro costante rinnovamento, alle loro potenzialità e alle loro insidie; ai meccanismi che consentono ad alcune narrazioni di emergere, a scapito di altre; e, per estensione, alla questione delle rappresentazioni dominanti, della manipolazione della comunicazione e del pensiero stesso. Nella sua pratica confluiscono arte visiva, musica, animazione e poesia, tutte coniugate, con grande rigore formale, nel nome di una consapevolezza rispetto al presente e alle sue tensioni.
1 aprile – 12 luglio 2019

FONDAZIONE ARNALDO POMODORO
PROJECT ROOM #10
Sophia Al-Maria. Mirror Cookie

Curatore: Cloé Perrone
Sophia Al-Maria (1983, Tacoma – USA) è un’artista, scrittrice e regista qataro-americana. Fan del blog dell’attrice Bai Ling sin dai primi anni 2000, Al-Maria era incuriosita da un tema ricorrente nei post di Bai: cookie (biscotto). Sophia ha pensato per lungo tempo che cookie fosse una persona, forse un amante segreto. In realtà, Bai stava scrivendo affermazioni di amore e positività rivolte a se stessa.
L’installazione Mirror Cookie (2018) raccoglie una serie dei cookies di Bai, riorganizzati in un monologo sconnesso che richiama la “tecnica dello specchio”, una pratica di rafforzamento dell’autostima. Un’improvvisazione appassionata consegnata alla macchina da presa, come se la “quarta parete” da abbattere fosse il proprio riflesso.
14 marzo – 31 maggio 2019


FONDAZIONE CARRIERO

Lygia Pape
Curatore: Francesco Stocchi
Dal 28 marzo al 21 luglio 2019 la Fondazione Carriero presenta Lygia Pape, prima mostra personale mai dedicata da un’istituzione italiana a una delle maggiori esponenti del Neoconcretismo in Brasile, organizzata in stretta collaborazione con l’Estate Projeto Lygia Pape. A quindici anni dalla scomparsa di Lygia Pape (Rio de Janeiro, 1927-2004), la Fondazione Carriero intende raccontare e approfondire il percorso dell’artista brasiliana sottolineandone in particolare l’eclettismo e la poliedricità. Nell’arco dei quarantacinque anni della sua carriera, Pape si è confrontata con una molteplicità di linguaggi facendo propria la lezione del modernismo europeo per poi fonderlo con le istanze della cultura del suo Paese, fino ad arrivare a una personalissima sintesi tra le pratiche artistiche.
28 marzo – 21 luglio 2019


FONDAZIONE ICA MILANO

Hans Josephsohn
Curatore: Alberto Salvadori
ICA Milano ospita la prima mostra personale in Italia di Hans Josephsohn, uno dei grandi scultori della seconda metà del ‘900. La mostra è realizzata in collaborazione con il Kesselhaus Josephsohn di San Gallo (CH) ed è curata da Alberto Salvadori, direttore di ICA Milano. La mostra rappresenta il primo episodio di un programma di monografie dedicate alla riscoperta di grandi autori del secondo Novecento. Si tratta della prima personale di Hans Josephsohn (Königsberg, 1920 – Zurigo, 2012) realizzata in Italia: benché la vita e la poetica dello scultore siano strettamente legate a questo paese, la sua opera è stata presentata in passato solo in occasione della 55. Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia del 2013.

Galleria dell’Ariete. Una storia documentaria
Curatrice: Caterina Toschi
Gallery Focus è un programma dedicato alla conoscenza della storia delle gallerie italiane che dagli anni ’50 a oggi hanno rappresentato un punto di riferimento per gusto, collezionismo e identità dell’arte contemporanea in Italia.
Il primo appuntamento, a marzo 2019, è dedicato alla Galleria dell’Ariete, che introdusse gli artisti americani di Leo Castelli in Italia e che lavorò con alcuni dei più importanti artisti italiani dell’epoca come Manzoni e Castellani. Il primo evento del programma è curato da Caterina Toschi, ricercatrice e storica dell’arte contemporanea presso l’Università per Stranieri di Siena. La storia della Galleria dell’Ariete viene ricostruita attraverso una vasta scelta di documenti d’archivio, tra cui cataloghi e manifesti delle mostre, le schede delle opere, la corrispondenza, riviste e fotografie. Tra le immagini fotografiche incluse nel percorso espositivo, scatti di Ugo Mulas e François Halard, quest’ultime in particolare ritraggono i corridoi di The Santa Maddalena Foundation in cui campeggiano i disegni utilizzati come manifesti e realizzati dagli artisti stessi per le proprie esposizioni presso la Galleria dell’Ariete.
24 marzo – 2 giugno 2019


FONDAZIONE NICOLA TRUSSARDI

Presso Caselli di Porta Venezia
Ibrahim Mahama, A Friend

Curatore: Massimiliano Gioni
Dopo i suoi grandi interventi all’interno di importanti rassegne internazionali di arte contemporanea – dalla 56. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (2015) a Documenta 14 (2017) a Kassel e Atene – la Fondazione Nicola Trussardi ha invitato Mahama a realizzare a Milano un’installazione su scala urbanistica che coinvolgerà interamente un luogo simbolo della città: il crocevia di Porta Venezia, una delle sei porte principali della cinta urbana, che sorge sullo stesso asse viario su cui erano sorte in precedenza le omonime porte di epoca romana, medievale e spagnola. Per secoli Porta Venezia è stata per Milano la porta d’Oriente, segnando il confine che delimitava il territorio urbano rispetto alla campagna, luogo che storicamente ha contribuito a definire la topografia di Milano e la relazione tra la città e il mondo esterno, ricorrente tanto nella vita quanto nelle cronache: dall’ingresso della peste che devastò la città con l’epidemia del XVII secolo, passando per le descrizioni nelle pagine de I Promessi Sposi, fino ad arrivare ai quartieri multietnici che oggi si articolano intorno a questo snodo fondamentale. A Friend vuole innescare una riflessione sul concetto stesso di soglia, quel luogo di passaggio che definisce l’interno e l’esterno, il sé e l’altro, l’amico e il nemico.
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2 – 14 aprile 2019


FONDAZIONE PRADA, MILANO
Lizzie Fitch. Ryan Trecartin: Whether Line
Commissionata da Fondazione Prada per la sua sede di Milano, Whether Line, l’installazione multimediale di grandi dimensioni realizzata da Lizzie Fitch (USA, 1981) e Ryan Trecartin (USA, 1981) rappresenta il primo risultato di un processo creativo, intrapreso dalla fine del 2016, attraverso il quale i due artisti indagano il concetto di “nuova” terra promessa e l’instabilità intrinseca all’appropriazione territoriale.Partendo dall’idealizzazione della condizione rurale, mutuata dalle ideologie del “ritorno alla terra”, il progetto racconta sia un ritorno che una fuga. Dopo aver trasferito per questo lavoro le attività del proprio studio nella campagna dell’Ohio, Fitch e Trecartin hanno concepito la struttura di un nuovo film come una mappa “stregata”: un luogo dotato di una propria volontà e una costellazione di costruzioni permanenti che includono un vasto edificio rurale, un fiume artificiale definito “lazy river” e una torre di guardia in mezzo a un bosco, occupati da un cast di personaggi che sono allo stesso tempo soggetti attivi e passivi della mappa. Gli artisti modificano questi spazi attraverso dislocazioni di tempo e memoria per esplorare le nozioni di frontiera e limite esistenziale, psico-sociologico e fisico.
6 aprile – 5 agosto 2019

FONDAZIONE STELLINE
L’Ultima Cena dopo Leonardo
Curatore: Demetrio Paparoni
In occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, la Fondazione Stelline ha ideato e realizzato una grande mostra internazionale intitolata L’Ultima Cena dopo Leonardo, che si terrà dal 2 aprile al 30 giugno 2019. Il percorso espositivo prevede la presenza di sei figure chiave della scena artistica contemporanea: Anish Kapoor, Robert Longo, Masbedo, Nicola Samorì, Wang Guangyi, Yue Minjun. La mostra, prodotta dalla stessa Fondazione e a cura di Demetrio Paparoni, uno dei più riconosciuti critici e curatori italiani, è inserita nel palinsesto istituzionale Milano e Leonardo 500, il programma di iniziative e progetti che celebra l’opera e il pensiero di Leonardo in occasione del quinto centenario dalla sua morte, e sarà l’evento di apertura della Milano Art Week 2019 (1-7 aprile). Sei grandi artisti internazionali, di diversa tradizione culturale, hanno riletto il tema dell’Ultima Cena a partire dalla raffigurazione che ne ha dato Leonardo, facendone una delle espressioni più alte della nostra cultura, in un originale dialogo tra oriente e occidente.
2 aprile – 30 giugno 2019


GALLERIE D’ITALIA

Prospettiva Arte Contemporanea.
La Collezione di Fondazione Fiera Milano

Progetto espositivo a cura di Fondazione Fiera Milano in collaborazione con Intesa Sanpaolo
Fondazione Fiera Milano presenta per la prima volta al pubblico, con la collaborazione di Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, una selezione di opere provenienti dalla propria collezione che, a partire dal 2012, è stata costituita attraverso acquisizioni realizzate nel contesto di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano. Ogni anno, infatti, una diversa giuria composta da direttori e curatori di musei internazionali è invitata a selezionare opere d’arte presenti in fiera con l’obiettivo di incrementare la collezione di Fondazione Fiera Milano.
Portavoce di linguaggi artistici differenti, le 43 opere appartengono alla pittura così come alla scultura, al film, alla fotografia, al disegno e all’installazione, e insieme costruiscono un percorso attraversato da temi quali il rapporto tra l’immaginario naturale e quello culturale, i meccanismi della visione e della rappresentazione, la tensione tra astrazione e figurazione, tra parole e gesti, tra spazio e architettura.
14 marzo – 7 maggio 2019

GAM GALLERIA D’ARTE MODERNA
Morbelli (1853-1919)
Curatore: Paola Zatti
In occasione del centenario della morte di Angelo Morbelli, artista piemontese di nascita ma milanese di adozione, la Galleria d’Arte Moderna rende omaggio a uno dei protagonisti della grande stagione divisionista in Lombardia tra Otto e Novecento. La rassegna, che vanta prestigiosi prestiti, nazionali e internazionali, provenienti tra gli altri dal Musée d’Orsay di Parigi e dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, intende documentare alcuni degli aspetti salienti della produzione di Morbelli, quali la sperimentazione tecnica e l’elaborazione di alcune tematiche specifiche a cui sono dedicate le sezioni del percorso.
Si tratta di un’occasione di approfondimento per la conoscenza dell’artista a partire, come di prassi, da alcuni capolavori conservati nelle collezioni del museo: prosegue infatti una programmazione temporanea (inaugurata nel 2014 con la monografica su Giacometti e proseguita con le mostre su Medardo Rosso, Wildt, Boldini e Hayez) volta a valorizzare gli artisti, e con essi i movimenti, che si sono rivelati snodi essenziali nell’evoluzione figurativa italiana otto e novecentesca e di cui la Galleria d’Arte Moderna conserva alcuni tra i pezzi più rilevanti.
15 marzo – 16 giugno 2019


LA TRIENNALE DI MILANO – XXII ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DELLA TRIENNALE DI MILANO

Broken nature: design takes on human survival
Curatore: Paola Antonelli
La XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano è intitolata Broken Nature: Design Takes on Human Survival ed è a cura di Paola Antonelli, Senior Curator del Dipartimento di Architettura e Design e direttrice del reparto Ricerca e Sviluppo al MoMA.
La Triennale riafferma la propria decisione di dare una nuova continuità all’Esposizione Internazionale, la cui XXI edizione è stata organizzata nel 2016, dopo vent’anni di pausa.
L’esposizione è composta da una mostra tematica e da 22 Partecipazioni Internazionali che coprono tutti i continenti offrendo una proposta diversificata in termini di temi, prospettive, contesti e provenienze.
1 marzo – 1 settembre 2019


MUDEC MUSEO DELLE CULTURE

Milano Città Mondo #04 Perù.
Storie in movimento. Italiani a Lima, peruviani a Milano

Milano Città Mondo è un progetto di ricerca pluriennale ideato dal Museo delle Culture in collaborazione con l’Ufficio Reti e Cooperazione Culturale del Comune di Milano. Ogni anno vengono realizzati approfondimenti su uno dei numerosi gruppi internazionali che vivono nella nostra città. Queste ricerche si trasformano in eventi espositivi, conferenze e manifestazioni, in un complesso palinsesto di durata semestrale. Tra febbraio e luglio 2019 il tema di indagine sarà il Perù e i peruviani a Milano, cioè la quarta comunità di migranti per numero di presenze in città, ma la prima tra le comunità provenienti dal continente americano.
15 marzo – 14 luglio 2019

A visual protest. The art of Banksy
Curatore: Gianni Mercurio
Banksy, artista e writer inglese la cui identità rimane tuttora nascosta, è considerato uno dei maggiori esponenti della street art contemporanea. Le sue opere sono spesso connotate da uno sfondo satirico e trattano argomenti universali come la politica, la cultura e l’etica. L’alone di mistero che, per scelta e per necessità, si autoalimenta quando si parla della figura di Banksy lo fa diventare un vero e proprio mito dei nostri tempi. La sua protesta visiva coinvolge un vastissimo ed eterogeneo pubblico e ne fa uno degli artisti più amati dalle giovani generazioni. Sono già state organizzate diverse mostre su Banksy presso gallerie d’arte e spazi espositivi, ma mai un museo pubblico italiano ha ospitato finora una sua monografica. Il MUDEC-Museo delle Culture di Milano per la prima volta ospita all’interno delle sue sale una retrospettiva sull’artista inglese. Sarà una mostra non autorizzata dall’artista, come tutte quelle a lui dedicate prima d’ora, in quanto Banksy continua a difendere il proprio anonimato e la propria indipendenza dal sistema.
21 novembre 2018 – 14 aprile 2019


MUSEO DEL NOVECENTO

Renata Boero. Kromo-Kronos
Curatori: Anna Daneri, Iolanda Ratti
Il Museo apre la Milano Art Week 2019 con Kromo-Kronos, la mostra personale di Renata Boero. L’esposizione, a cura di Anna Daneri e Iolanda Ratti, propone una rilettura critica del lavoro dell’artista genovese attiva sulla scena internazionale dagli anni Sessanta, mettendo in relazione la sua produzione storica con quella più recente.
Kromo-Kronos si apre con una selezione pressoché inedita di Cromoprogrammi, opere su tela realizzate sperimentando l’interazione di pigmenti naturali ed elementi organici prodotte a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. Da questi lavori, che trovano nella monumentalità e nella processualità su grande scala la propria compiutezza, emergono i due aspetti fondamentali della ricerca di Renata Boero: la manualità e la materia. Sono il tempo e la memoria a guidare l’interazione della materia e del colore, una volta che la tela viene immersa nell’infuso ottenuto dall’ebollizione di erbe, radici e pigmenti: ripiegata, come le pagine di un libro, la materia assorbe il colore, generando un disegno e un ritmo all’interno del racconto cromatico.
2 aprile – 23 giugno 2019

Luce Movimento. Il Cinema Sperimentale di Marinella Pirelli
Curatori: Lucia Aspesi, Iolanda Ratti
Il Museo presenta una mostra monografica dedicata a Marinella Pirelli (1925-2009), che mira a introdurre un’acuta sperimentatrice del linguaggio visivo italiano e a rileggerne il lavoro in relazione al contesto nazionale e internazionale. Allo stesso tempo si propone di restituire l’idea di un Novecento interdisciplinare e intermediale.
Attiva sulla scena artistica italiana a partire dal secondo dopoguerra, Marinella Pirelli si distingue per un lavoro di indagine costante, che ha portato a risultati pionieristici nel campo del cinema sperimentale. Nonostante si dedichi alla pittura per tutta la vita con esiti spesso felici, è nelle immagini in movimento che si concentra la portata innovativa del lavoro dell’artista. La tecnica della ripresa in pellicola e del montaggio è appresa all’inizio degli anni Cinquanta grazie all’impiego come disegnatrice di animazioni “a passo uno” e attraverso lo studio costante della storia e della tecnica cinematografica. È tuttavia alla metà degli anni Sessanta che si colloca l’elezione, lucida e consapevole, della pellicola come proprio medium artistico, raccontata da Marinella Pirelli nelle proprie memorie: “io allora avevo sempre la cinepresa con me, proprio come un pittore ha l’album e la matita. In quegli anni prendevo appunti con la cinepresa e realizzai così il mio lavoro”.
22 marzo – 25 agosto 2019

Olivetti, una storia di innovazione

Curatore: Francesca Limana, Fondazione Adriano Olivetti
Inaugura presso il Museo la mostra Olivetti, una storia di innovazione, promossa da Olivetti in collaborazione con Associazione Archivio Storico Olivetti e Fondazione Adriano Olivetti. L’iniziativa fa parte di un ricco programma di eventi dedicati all’innovazione tecnologica, realizzati dall’azienda in occasione della Milano Digital Week, di cui è partner. L’esposizione, che sarà aperta fino al 14 Aprile, rappresenta il racconto di oltre un secolo d’impresa e propone un percorso espositivo ricco di elementi che hanno scandito negli anni la storia di Olivetti: manifesti, locandine pubblicitarie di Giovanni Pintori e altri importanti artisti, fotografie uniche accanto a prodotti iconici – come le celebri macchine da scrivere Lettera 22 e Valentina – ed evoluzioni digitali come il registratore di cassa Form 200, primo prodotto realizzato grazie all’Olivetti Design Contest promosso dall’azienda. Dare un’anima ai prodotti è sempre stato l’elemento caratterizzante della produzione olivettiana, che ha pensato la fabbrica e l’intera catena di produzione coiniando un nuovo rapporto tra uomo e macchina: l’architettura, il design, la grafica, la pubblicità hanno contribuito a formare un modello aperto di impresa, unico nella storia dell’industria del dopoguerra, e a dare un importante contributo alla cultura visiva del Paese. Nel guardare a un passato che è il racconto storicizzato di un grande progetto visionario, la mostra si prolunga nel presente di un’azienda che con i suoi prodotti e servizi digitali continua a innovare.
13 marzo – 14 aprile 2019


CHIOSTRI DI SANT’EUSTORGIO

Museo Diocesano Carlo Maria Martini

STEFANO ARIENTI. FIORI
Intervento ai Chiostri di Sant’Eustorgio e dialogo con il Compianto di Altobello Melone

Curatore: Angela Vettese
La rassegna, nuovo capitolo del programma di esposizioni di autori contemporanei all’interno di uno dei complessi più ricchi di storia della città, presenta una serie di opere in grado di dialogare con il luogo che le ospita, ovvero con le vestigia e le presenze del passato, dagli arredi antichi alle pietre dell’epoca di Sant’Ambrogio, alle opere d’arte antica.
Per l’occasione, Arienti ha creato un lavoro inedito che si confronta con la grande tavola del Compianto sul Cristo morto di Altobello da Melone (Cremona 1490/91-ante 1543), recentemente restaurata, proveniente dal palazzo dell’Arcivescovado di Milano, ed eccezionalmente esposta al Museo Diocesano.
26 marzo – 5 maggio 2019

MUSEO POLDI PEZZOLI
Anj Smith. The Mountain of the Muse
Il contemporaneo al Poldi Pezzoli
Il Museo ospita la mostra Anj Smith. the Mountain of the Muse. L’esposizione si snoda tra la Sala del Collezionista e in alcune sale storiche del Poldi Pezzoli, con la messa ib mostra di tre opere realizzate specificatamente per l’occasione, oltre a tre incisioni e la personale reinterpretazione dell’artista Anj Smith di tre piatti, due vasi e un trumeau, realizzati grazie all’esclusiva collaborazione con Fornasetti, storico atelier milanese di design e decorazione.
3 aprile – 12 maggio 2019


OSSERVATORIO FONDAZIONE PRADA

Surrogati. Un amore ideale
Curatore: Melissa Harris
Fondazione Prada presenta la mostra Surrogati. Un amore ideale all’Osservatorio in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano.
Attraverso una selezione di 42 opere fotografiche di Jamie Diamond (Brooklyn, USA, 1983) ed Elena Dorfman (Boston, USA, 1965), il progetto esplora i concetti di amore familiare, romantico ed erotico. Entrambe le artiste scelgono un aspetto specifico e insolito di questo tema universale: il legame emozionale tra un uomo o una donna e una rappresentazione artificiale dell’essere umano. Come spiega Melissa Harris, “i lavori di Diamond e Dorfman documentano in modo vivido e senza pregiudizi le interazioni tra gli uomini e i loro compagni inanimati ma realistici”.
21 febbraio – 22 luglio 2019


PAC PADIGLIONE D’ARTE CONTEMPORANEA

Anna Maria Maiolino. O AMOR SE FAZ REVOLUCIONÁRIO
Curatore: Diego Sileo
Il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta la più ampia retrospettiva dell’artista italo-brasiliana Anna Maria Maiolino, la prima in un’istituzione pubblica italiana.
Traendo ispirazione dall’immaginario quotidiano femminile e dall’esperienza di una dittatura oppressiva e censoria – quella del Brasile negli anni Settanta e Ottanta – Maiolino realizza opere ricche di energia vitale, che fondono in uno stile inimitabile la creatività italiana e la sperimentazione delle avanguardie brasiliane. Attraversata dal tema dell’amore per le sue origini, la sua famiglia, la sua terra d’adozione e il suo lavoro, l’opera di Maiolino indaga i rapporti umani, le difficoltà comunicative e di espressione, e percorre il labile confine tra fisicità e sfera intima e spirituale. Con una selezione di oltre 300 opere dell’artista che spaziano dai primissimi disegni fino alle ultime creazioni, la mostra include anche le grandi pitture degli anni Novanta, mai esposte prima, e opere provenienti dai più importanti musei Brasiliani come il MAM di Rio de Janeiro, il MASP e la Pinacoteca di Stato di San Paolo. Disegni, dipinti, sculture, fotografie, video e installazioni – di cui una site specific realizzata interamente in argilla – raccontano per decadi una storia artistica iniziata nei primi anni Sessanta e ancora oggi vitale e fertile, in grado di influenzare molti artisti delle nuove generazioni.
29 marzo – 9 giugno 2019


PALAZZO REALE

Antonello da Messina
Curatore: Giovanni Carlo Federico Villa
La mostra nasce con l’intento di indagare l’arte di Antonello da Messina con uno sguardo analitico, preciso, capace di mettere a fuoco ogni singolo tratto della sua tecnica senza eguali. Per questo motivo, accanto alle opere di Antonello, saranno esposti i taccuini di Giovan Battista Cavalcaselle, critico che per primo ricostruì il catalogo dell’artista siciliano.
21 febbraio – 2 giugno 2019

Jean Auguste Dominique Ingres. La vita artistica al tempo di Napoleone
Curatore: Florence Viguier-Dutheil
La mostra mette in luce per la prima volta la modernità della produzione artistica di Ingres, nel contesto culturale europeo tra il 1780 e il 1820, con una particolare attenzione al ruolo fondamentale che rivestì Milano, uno dei centri più importanti dell’Europa Napoleonica. Emerge così la portata rivoluzionaria del pittore delle odalische, realista e manierista al tempo stesso, affascinante tanto per le sue esagerazioni espressive che per il suo gusto del vero.
9 marzo – 23 giugno 2019

Il meraviglioso mondo della natura. Una favola tra arte, mito e scienza
Curatori:Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa
Organizzata in occasione dei 500 anni della morte di Leonardo da Vinci, l’esposizione affronta, per casi esemplari, come la rappresentazione della natura in Lombardia sia cambiata anche grazie ai soggiorni milanesi dell’artista. La mostra comprende opere d’arte che, in uno spettacolare allestimento, dialogheranno con reperti naturalistici provenienti dal Museo di Storia Naturale di Milano.
13 marzo – 7 luglio 2019


PIRELLI HANGARBICOCCA

Sheela Gowda. Remains
Curatori: Nuria Enguita, Lucia Aspesi
Sheela Gowda (Bhadravati, Karnataka, India, 1957; vive e lavora a Bangalore) è considerata una delle maggiori esponenti dell’arte contemporanea in India. Dopo gli studi alla Ken School of Art e alla Visva-Bharati University (India), Gowda approfondisce la sua ricerca sulla pittura al Royal College of Art di Londra.
La sua pratica spazia dal disegno, alla scultura, a installazioni su larga scala e vede l’utilizzo di materiali che spesso veicolano valori culturali legati al contesto da cui provengono. Le sue opere, caratterizzate da una forte valenza plastica, assumono come punto di partenza elementi del modernismo, rielaborati dall’artista attraverso processi di produzione con forti associazioni ritualistiche.
L’enfasi sul processo è anche legata alle tradizioni artigianali locali e alla dimensione del lavoro implicita nella creazione artistica. La mostra è la prima personale di Sheela Gowda in Italia e, oltre a una nuova produzione, proporrà opere realizzate dal 1992 a oggi, tra cui acquarelli, stampe e installazioni site-specific. Queste ultime sono contraddistinte da un’ampia varietà di materiali – come capelli, sostanze organiche, escrementi di mucca, incenso e pigmenti naturali – e saranno presentate in stretto dialogo con l’iconica architettura delle Navate di Pirelli HangarBicocca.
4 aprile – 15 settembre 2019

Giorgio Andreotta Calò. CITTÀDIMILANO
Curatore: Roberta Tenconi
Giorgio Andreotta Calò (Venezia, 1979; vive e lavora tra Italia e Olanda) è uno degli artisti italiani più interessanti degli ultimi anni e ha rappresentato l’Italia alla 57ma Biennale di Venezia (2017). Le sue opere comprendono sculture, installazioni ambientali di larga scala e interventi spaziali che trasformano architetture o interi paesaggi e sono spesso concepite per essere incluse in un ricco sistema di rimandi e collegamenti tra di loro, anche attraverso l’uso di elementi naturali densi di significati simbolici – come l’acqua, la luce e il fuoco. Il suo lavoro affonda le radici in alcune pratiche concettuali e processuali tipiche degli artisti degli anni Sessanta e Settanta per poi aprirsi a nuove evoluzioni ed è il risultato di un lungo processo di ricerca sui materiali – da quelli classici, come bronzo e legno, ad altri più inusuali come ad esempio il caranto, lo strato argilloso sottomarino su cui sorge la città di Venezia –, sulle tecniche di lavorazione e sulla loro origine. Il suo interesse per i materiali organici avvicina le sue opere agli attuali dibattiti internazionali sull’utilizzo e dispersione delle materie prime e ai temi sui cambiamenti socio-ecologici.
14 febbraio – 21 luglio 2019

 


Milano Art Week
1 – 7 aprile 2019
milanoartweek.it

 

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