Milano Art Week: spazi no–profit

Anche quest’anno il Comune di Milano | Cultura e miart accompagnano la fiera con unintera settimana di inaugurazioni, mostre e performance che si estende all’intera città, coinvolgendo istituzioni, fondazioni, soggetti pubblici e privati nella costruzione di un ricco calendario di iniziative dedicate all’arte moderna e contemporanea. Un palinsesto attraversato quest’anno dalle tematiche più attuali e urgenti a livello globale: dalla creatività femminile alle emergenze climatiche, dalla riscoperta di posizioni artistiche non ancora pienamente esplorate all’espansione delle forme dell’identità individuale fino ai nuovi scenari della tecnologia.
La proposta accolta in spazi no–profit è reperibile, in maniera esaustiva, sul sito di miart. Di seguito abbiamo selezionato gli eventi più interessanti che questi luoghi offrono, mostre che hanno inaugurato in occasione di Milano Art Week ma che ci seguiranno a lungo.


ASSAB ONE

1+1+1/2019. Andrea Branzi, Chiaki Maki, Andrea Mastrovito
Curatori: Elena Quarestani, Marco Sammicheli
La terza edizione di 1+1+1, il format espositivo ideato da Elena Quarestani con Marco Sammicheli torna a indagare le relazioni tra arte, architettura e design nella pratica di tre autori. Un architetto, una textile designer e un artista sono stati invitati a realizzare installazioni e lavori site specific nei suggestivi spazi di Assab One.
1 aprile – 5 maggio 2019


CABINET

Giacinto Cerone – Ewa Juszkiewicz
Curatore: Maria Chiara Valacchi
Cabinet inaugura la doppia personale di Giacinto Cerone (Melfi, 1957 – Roma 2004) ed Ewa Juszkiewicz (Gdansk, Poland, 1984) a cura di Maria Chiara Valacchi. Per la prima volta da Cabinet un confronto che si spinge oltre i temi della contemporaneità propriamente detta, puntando ad una estrema discontinuità storica e culturale degli artisti, ma che trova il proprio denominatore in una comune “drammatizzazione” della forma. Un contrappunto generazionale tra la scultura candida e informale di Cerone e l’apparente serenità dei surreali ritratti della Juszkiewicz.
21 marzo – 7 giugno 2019


CAREOF C/O FABBRICA DEL VAPORE

Pilvi Takala. An enthusiastic Yes
Curatore: Martina Angelotti
An Enthusiastic Yes, la prima mostra personale di Pilvi Takala in Italia, si concentra sui più recenti progetti sviluppati dall’artista negli ultimi due anni. La mostra si compone di due grandi installazioni video: Admirer (2018) e The Stroker (2017) riconfigurate appositamente per Careof. Entrambe le opere affrontano il tema di cura, relazione, affettività, dipendenza, ma anche auto-preservazione e rappresentazione, nei loro diversi significati e modi di essere vissuti, sia nella sfera intima e privata che in quella lavorativa.
8 marzo – 6 aprile 2019


CURRENT

Heap of Rubble Bubble.
Hanna Kucera, Konrad Hanke, Robert Brandes, Josefine Schulz, Rasmus Roos Lindquist, Maximilian Stühlen

Curatore: Current / Schimmel Projects
Quali sono le rovine dell’era digitale – un’era in cui le informazioni possono teoricamente essere copiate all’infinito, senza perdite, e rimanere sempre disponibili e ripristinabili in qualsiasi momento? In questa era di prodotti indistruttibili e perfettamente riproducibili, esiste ancora qualcosa definibile come scarto, rifiuto? E che aspetto ha?
I detriti della nostra epoca spaziano da hard disk e circuiti stampati usati, i cui componenti filtrano lentamente nelle falde acquifere, a innumerevoli frammenti di informazioni: messaggi di spam o raccolta di user informations, che si irradiano sotto forma di dati inviati sopra e sotto la superficie terrestre con grande dispendio di energia. La mostra Heap of Rubble Bubble intende creare uno spazio fittizio che raccolga varie opere-detriti la cui origine non può essere ricondotta a un luogo o un tempo specifico.
1 aprile – 7 aprile 2019


DIMORA ARTICA

Placido.
Paolo Brambilla, Caterina Cubelo, Valentina Furian, Nicola Lorini, Diego Edoardo Manzoni, Miguel Mirabella, Tragedy Thompson

Curatori: Paolo Brambilla, Nicola Lorini
In occasione della Milano Art Week Dimora Artica presenta Placido, progetto collettivo che s’inserisce nello scenario rarefatto predisposto da Paolo Brambilla per la mostra Fiordiluna, ampliandone l’idea di spazio metanarrativo. Nel nuovo progetto le storie individuali si uniscono in un impegno collettivo, rivolto alla costruzione di un luogo e un tempo di attività e di riposo. Una condizione effimera, drammatica e allo stesso tempo intima in cui il pubblico può essere accolto. Un “ristoro” che, a cavallo tra una fonte cristallina e un disperato night club di periferia, si compone di elementi abitabili, consumabili e fisicamente tangibili tra cui lottare e innamorarsi, e in cui alla fine addormentarsi.
dal 6 aprile 2019


FUTURDOME

HYPERTIMES
Mostra collettiva. Tobias Madison, Martine Syms, Patrick Panetta, Maja Čule, Mikkel Carl, Maya Watanabe, Oliver Beer, Cinthia Marcelle and Tiago Mata Machado, Ivàn Argote, Clara Ianni

Curatore: Ginevra Bria
Hypertimes è una raccolta di video realizzati da dieci artisti diversi incentrata sul concetto di tempo e transitorietà. Il rapporto tra il passare del tempo e la caducità della vita è indagato attraverso delle situazioni in cui diversi momenti temporali si alternano e si susseguono, in un passaggio tra presente, passato e futuro che non conosce interruzione. Ogni volta che si parla di presente, le altre dimensioni temporali fanno la loro comparsa in un gioco di non detto e rimandi reso possibile dall’accostarsi di video in cui si sovrappongono momenti diversi. Il concetto di hypertime trova la sua ragion d’essere proprio in questo passaggio. É una dimensione ulteriore, un corridoio dimensionale la cui unica funzione è quella di fare da tramite ai cambiamenti temporali, simbolo di come il mondo si venga a formare man mano che il tempo passa e cambia.
1 aprile – 25 maggio 2019

THE UNCANNY VALLEY
Mostra collettiva. Linda Kuhn, Yael Frank, Silvia Hell, Carlo Benvenuto, Stefan Alber, Mrova, Vincent Grunwald, Max Rohr, Cornelia Herfurtner, John MacLean, Kent Jake, Atelier Van Lieshout, Asli Çavuşoğlu

Curatori: Sarah e Kathrin Oberrauch
The Uncanny Valley si sviluppa sulla falsariga di quello che è il fil rouge dell’istituzione. La ricerca di un’avanguardia estetica è un tratto comune con il lavoro di Eau&Gaz, residenza artistica dell’Alto Adige che lascia temporaneamente la propria patria per stabilirsi a Milano. Da questa congiuntura nasce un lavoro di riflessione sul tema di esclusione e spostamento, indagine influenzata dall’effettiva migrazione geografica vissuta dagli artisti “emigrati” in Lombardia. Alienazione ed estraniazione abbandonano la dimensione prettamente interiore e vengono trasposte sul piano esteriore ed elevate a un livello generale, vissuto in relazione al mondo circostante.
1 aprile – 25 maggio 2019

KURA
C/O FONDERIA ARTISTICA BATTAGLIA
Solo Show Than Hussein Clark.
L’isola dei baci (Disappearing Acts).
Open Studio #01 Yves Scherer

Curatori: Ilaria Marotta,Andrea Baccin (CURA.)
L’Isola dei Baci è il titolo di un breve romanzo erotico sociale scritto da Filippo Tommaso Marinetti nel 1918 e ambientato nell’isola di Capri attorno a una comitiva di benestanti avventurieri, di colti omosessuali, con sedicenti ideali di bellezza e misoginia, che a uno spirito di apparente leggerezza combinava un senso di inquietudine premonitoria, alle origini di quella cultura reazionaria che porterà l’Italia a una deriva radicalmente vessatoria nei confronti dei cosiddetti ‘pervertiti’, durante il periodo fascista. Than Hussein Clark (classe 1981, vive e lavora a Londra), artista curioso e appassionato, amateur di libri antichi, profondo conoscitore di teatro e di storia del costume, parte da qui, da questo incipit letterario che mette in scena in una ben più ampia orchestrazione di riferimenti, di angolazioni e scene che hanno luogo simultaneamente, senza alcuna censura filologica, spazio-temporale o storica.
3 – 6 aprile


LE DICTATEUR

La bava sul cuscino. Sculture funzionali e fantastiche di Thomas Braida
Curatore: Caroline Corbetta
A cavallo tra miart e design week, la galleria Le Dictateur ospita una nuova serie di lavori dell’artista friulano, creature fantastiche realizzate in ceramica che traggono ispirazione dalla natura morta ma si muovono nei territori del sogno. Abbiamo intervistato la curatrice.
Thomas Braida (Gorizia, 1982), curato da Caroline Corbetta, presenta una serie inedita di sculture funzionali per una mostra che nasce anche dall’incontro con Federico Pepe di Le Dictateur, spazio indipendente che da sempre si muove sui confini tra le varie discipline, dissolvendoli.
6 aprile – 14 aprile 2019

MARS
BelVedere 2 (Miguel Arzabe, Jonathas De Andrade, Karim Forlin, Zhenchen Liu, Shana Moulton, Nicolas Provost,
Ursula Palla, Beatrice Scaccia, Andrew Norman Wilson)

Curatore: Fabio Carnaghi
Nell’ambito di Milano Art Week per miart e di Milano Design Week, MARS presenta BelVedere alla sua seconda edizione, uno screening sulla video arte internazionale con un’installazione site-specific che esplora il confine tra arte contemporanea e design.
BelVedere è un format innovativo nel presentare uno screening di video arte presso MARS, un piccolo spazio di ricerca situato in un quartiere multietnico, un luogo che trasfigura se stesso in un topos immaginario.
Dal 6 aprile su appuntamento

PELAGICA
Pelagica Takeover and Benefit. Stand by Me
Curatore: Laura Lecce
Stand by Me è l’idea di una mostra collettiva pop-up, a sostegno degli artisti emergenti e dell’Associazione Culturale Pelagica, in cui gli spazi della galleria no-profit Pelagica si trasformano temporaneamente, in un immaginario stand fieristico, autogestito dagli stessi artisti e curatori. A partire dall’idea paradossale della partecipazione di uno spazio indipendente ad una fiera d’arte contemporanea, Stand by Me ironizza sulla presenza marginale degli spazi indipendenti nei grandi eventi del sistema dell’arte, e sull’abbondanza di eventi e mostre presenti in questi momenti nelle città. Gli artisti e i curatori, sono invitati a partecipare e inviare la loro candidatura per l’esposizione di una o più opere, negli spazi di Pelagica, avendo a disposizione uno spazio ridotto e uguale per tutti i partecipanti, senza un tema specifico che legherà tra loro le opere, e per la durata limitata della Art Week. La presenza delle opere nello spazio, sarà poi autogestita dagli artisti stessi, nei giorni dell’esposizione, in linea con l’idea della call, di mettere a disposizione dell’artista uno spazio, seppure ridotto, nella città di Milano, durante la fiera miart.
4 aprile – 9 aprile 2019


T-SPACE

Jacopo Miliani. When will you start your revolution?
t-space presenta When will you start your revolution?, un progetto di rimessa in scena del video TEOREMA TEOREMA TEOREMA, di Jacopo Miliani realizzato in collaborazione con GAMeC, Bergamo, per il quale lo studio di t-space ha realizzato fotografia, riprese e editing. In mostra il materiale di backstage clip non utilizzati nel video finale. La performance di Matyouz, commentatore di Vogue Contests e protagonista del video, trova nel materiale “scartato” nuove sfumature:  i vari tentativi di risposta alle domande sottoposte dall’artista, indicazioni durante le riprese, gli scambi e i confronti di tipo tecnico, la ripetizione ogni volta differente.
1 aprile – 5 maggio 2019

 


Milano Art Week
1 – 7 aprile 2019
milanoartweek.it

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