Mario Airò “Il mondo dei fanciulli ridenti” installation view at Vistamarestudio, Milan, 2019 Courtesy: the artist and Vistamarestudio Milano. Photo: Filippo Armellin

Mario Airò, Il mondo dei fanciulli ridenti

Fino al 23 marzo Vistamarestudio ospira Il mondo dei fanciulli ridenti, la prima personale di Mario Airò in galleria. L’intera mostra porta il titolo dell’installazione ambientale che pervade intermanete il piano superiore e che a sua volta prende spunto da una definizione felice utilizzata come titolo di un saggio, scritto da un archeologo inglese sull’epoca neolitica e sull’idea di serenità. Saggio questo che accende l’immaginazione e guida l’artista nell’ideazione dell’esibizione.
Brevemente, in questo scritto si spiega come l’epoca neolitica sembri aver contraddistinto quel lungo periodo altresì chiamato “età dell’oro”. Da ricostruzioni ipotetiche parrebbe che la rivoluzione tecnologica del Neolitico abbia generato un periodo di pace lunghissimo, uno dei momenti migliori per l’umanità sulla terra. L’ottimismo ridente che ne derivò si riscontra anche interpretando, in questa chiave, alcune delle testimonianze prodotte, come ad esempio opere monumentali che appaiono come le registrazioni del passaggio di una tromba d’aria. Nella mente neolitica il fenomeno non era una calamità imprevedibile e funesta ma ciò che permetteva la continuità della fecondità della terra.
Mario Airò con Il mondo dei fanciulli ridenti suggerisce una nuova fiducia nelle capacità dell’uomo contemporaneo mediante la riappropriazione dell’immaginazione come fonte per una ritrovata felicità.

Mario Airò “Il mondo dei fanciulli ridenti” installation view at Vistamarestudio, Milan, 2019 Courtesy: the artist and Vistamarestudio Milano. Photo: Filippo ArmellinMario Airò, Il mondo dei fanciulli ridenti, installation view, 2019. Courtesy dell’artista e della galleria Vistamarestudio Milano. Photo Filippo Armellin

Mario Airò “Il mondo dei fanciulli ridenti” installation view at Vistamarestudio, Milan, 2019 Courtesy: the artist and Vistamarestudio Milano. Photo: Filippo ArmellinMario Airò, Il mondo dei fanciulli ridenti, installation view, 2019. Courtesy dell’artista e della galleria Vistamarestudio Milano. Photo Filippo Armellin

L’opera che da il titolo alla mostra è in sintesi costituita da un pavimento di PVC verde, normalmente in uso nei campi sportivi. Al suo interno è ritagliata una forma: una rielaborazione del disegno in pianta del cursus di Stonehenge. Dall’angolo di questa forma parte un tubo di ottone che procede la sua traiettoria fino a diventare vaso per una calla bianca, completando così il suo tragitto; con la fioritura, segno della fecondità della terra. L’opera è costruita come un circuito le cui parti acquistano valore e potenza grazie alla loro stessa interazione.

Mario Airò “Il mondo dei fanciulli ridenti” installation view at Vistamarestudio, Milan, 2019 Courtesy: the artist and Vistamarestudio Milano. Photo: Filippo ArmellinMario Airò, Il mondo dei fanciulli ridenti, installation view, 2019. Courtesy dell’artista e della galleria Vistamarestudio Milano. Photo Filippo Armellin

Il piano sottostante della galleria è impegnato da un’altra opera site-specific Incubation place #3, una disseminazione nello spazio di elementi germinanti, costituiti da monticelli di sabbia di forma conica, simili all’ingresso dei formicai, da cui spuntano cucchiai per il miele, immersi in precedenza nel colore.
La relazione tra i due lavori non è lineare ma a legarli è una certa assonanza tematica che si riscontra anche nella medesima natura ‘geminale’.

Mario Airò “Il mondo dei fanciulli ridenti” installation view at Vistamarestudio, Milan, 2019 Courtesy: the artist and Vistamarestudio Milano. Photo: Filippo ArmellinMario Airò, Incubation place #3, installation view, 2019. Courtesy dell’artista e della galleria Vistamarestudio Milano. Photo Filippo Armellin

Mario Airò “Il mondo dei fanciulli ridenti” installation view at Vistamarestudio, Milan, 2019 Courtesy: the artist and Vistamarestudio Milano. Photo: Filippo ArmellinMario Airò, Incubation place #3, dettaglio, 2019. Courtesy dell’artista e della galleria Vistamarestudio Milano. Photo Filippo Armellin

A fungere da collegamento tra le installazioni principali altre due opere: un quadro e un libro coperti di lumache, il cui corpo ‘molle’ evoca le concrezioni sabbiose di certi scogli e ambienti marini.
La ricerca artistica di Mario Airò si caratterizza per l’assenza completa di censure di natura intellettuale. Il suo “vagabondare”, definizione data dall’artista stesso, tra sistemi di pensiero e mezzi espressivi diversi dà vita a opere la cui potenza immaginifica si affianca a una visione sempre intimistica e poetica della realtà immanente. I lavori di Airò testimoniano come i differenti riferimenti culturali, letterari, cinematografici, musicali, possano confluire tutti, assieme a oggetti della quotidianità, in soluzioni di ampio respiro, in grado di coinvolgere l’osservatore facendo leva sulla curiosità.

Mario Airò “Il mondo dei fanciulli ridenti” installation view at Vistamarestudio, Milan, 2019 Courtesy: the artist and Vistamarestudio Milano. Photo: Filippo ArmellinMario Airò, dettagli, 2019. Courtesy dell’artista e della galleria Vistamarestudio Milano. Photo Filippo Armellin

Mario Airò “Il mondo dei fanciulli ridenti” installation view at Vistamarestudio, Milan, 2019 Courtesy: the artist and Vistamarestudio Milano. Photo: Filippo ArmellinMario Airò, dettagli, 2019. Courtesy dell’artista e della galleria Vistamarestudio Milano. Photo Filippo Armellin

Mario Airò nasce a Pavia nel 1961. Studia a Milano con Luciano Fabro e nella prima metà degli anni ’90, con altri artisti da vita allo spazio autogestito di Via Lazzaro Palazzi a cui è legata la rivista “Tiracorrendo”. Fin dagli esordi, investe nella sua ricerca una complessità di riferimenti che spaziano con grande libertà fra letteratura, filosofia, storia dell’arte, architettura e cinema, guidato da quello che definisce un “girovagare”. Seguendo logiche emotive, immaginative o oniriche, l’artista dà forma a materiali differenti – immagini e oggetti, luce e suono – sotto il segno di una leggerezza che sconfina a volte nell’immaterialità e lavorando su dimensioni minime come su misure ambientali. Grazie a questa ricerca Airò è capace di coniugare la sfera del quotidiano con le altezze della cosmologia, toccando lo spettatore in maniera lieve.
Nel 1997 ha partecipato alla 47a Biennale di Venezia, alla Moscow Biennale of Contemporary Art, Mosca e alla Biennale di Kwangju nel 2005. Ha avuto mostre personali e collettive in Italia e all’estero in istituzioni quali: GAM, Torino; Kunsthalle, Lophem; Palazzo della Triennale, Milano; Galleria Nazionale di Parma-Palazzo della Pilotta; Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova. Le sue opere sono state presentate, tra gli altri, al Castello di Rivoli, al Museum of Contemporary Art di Tokyo e allo S.M.A.K. di Ghent. I suoi lavori sono presenti nelle collezioni del MAXXI, Castello di Rivoli, GNAM di Roma, MAMbo, Museion di Bolzano e altri. Attualmente vive e lavora a Milano.

 


Fino al 23 marzo
Vistamarestudio
viale Vittorio Veneto, 30
martedì – sabato: 10.00 – 19.00
ingresso gratuito
www.vistamarestudio.com

 

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