Margherita Sarfatti. Segni, colori e luci a Milano

Il Museo del Novecento di Milano e il Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto hanno inaugurato un importante progetto espositivo dedicato a Margherita Sarfatti. Scrittrice, giornalista, critica d’arte e promotrice della cultura italiana, una delle maggiori figure di spicco della storia del XX secolo.

Foto di Valeria Corbetta

Meriggio, Felice Casorati, 1923, Margherita Sarfatti. Segni, colori e luci a Milano

Le due esposizioni, autonome a complementari, permettono di analizzare la complessa personalità della Sarfatti: al Museo di Novecento con un affondo sull’arte degli anni Venti a Milano, al Mart con una prospettiva sul ruolo di Margherita ambasciatrice dell’arte italiana nel mondo.

“Margherita Sarfatti. Segni, colori e luci a Milano” al Museo del Novecento

Segni colori e luci. Note d’arte è il titolo di una raccolta di scritti di Margherita Sarfatti pubblicata nel 1925, dalla quale emergono scelte, predilezioni particolari e idee generali sull’arte e gli artisti del tempo. Il progetto nasce con l’intento di raccontare le vicende artistiche che, a partire dal capoluogo milanese, hanno determinato l’affermazione di quel gusto “novecentesco”, che tanto ha influenzato la cultura italiana degli anni Venti. In questo contesto Margherita Sarfatti, con le sue scelte, i suoi scritti e anche con l’attività politica, ha avuto un ruolo determinate nella creazione di un movimento artistico che ambiva all’affermazione internazionale.

L’allestimento espositivo non segue uno sviluppo temporale ma di confronto con il contesto, cercando di illustrare Margherita Sarfatti attraverso alcune tematiche che contraddistinguono gli anni della sua attività in campo culturale.

Crepuscolo, Umberto Boccioni, 1909

Il visitatore viene invitato a seguire un racconto che parte dalle vicende private e pubbliche di Margherita, attraverso 90 opere circa dei protagonisti del movimento artistico Novecento Italiano, di cui la Sarfatti è l’anima critica. Dipinti e sculture di 40 artisti tra cui Boccioni, Borra, Bucci, de Chirico, Dudreville, Funi, Malerba, Sironi e Wildt vengono contestualizzati da filmati e fotografie, lettere, inviti ai vernissage, libri d’epoca, e anche abiti, vetri e arredi, con un approfondimento da più prospettive sulla Milano degli anni Dieci e Venti nel XX secolo.

 La famiglia, Mario Sironi, 1927

Natura morta con uova, Piero Marussig, 1924

Donne al caffè, Piero Marussig, 1924

Le sezioni della mostra

La mostra conta undici sezioni: Milano, centro di modernità; Margherita Sarfatti nella città che cambia; La rete culturale milanese: artisti, critici, galleristi; Le note d’arte di Margherita Sarfatti: segni, colori e luci; La nascita del movimento artistico “Novecento”; Il “Novecento Italiano”; Il “Novecento Italiano” e la sua organizzazioneGli orientamenti del gusto e gli acquisti pubblici: il caso delle collezioni milanesi; Il rapporto di Margherita Sarfatti col potere; Dalla redazione dell’Avanti all’esilio dall’Italia.

Margherita Sarfatti giunge a Milano nel 1902 e vi risiede fino alla fine degli anni Venti; il capoluogo lombardo, è in quegli anni fulcro dell’innovazione tecnologica, urbana e creativa, ma anche vibrante centro della vita politica dell’epoca. Si vuole quindi presentare Margherita Sarfatti con uno sguardo contemporaneo, che analizzi la sua figura e la sua personalità nelle diverse sfaccettature di protagonista del Novecento, i contrasti e le contraddizioni, lo spessore intellettuale, la sua visione culturale e l’impegno come critica d’arte.

Il bel cadavere (Le villeggianti), Achille Funi, 1912-1920

Il nuovo Sistema dell’arte: Milano e le gallerie

Si tratta del periodo in cui si inizia a delineare un moderno “sistema dell’arte” che vede coinvolti critici, galleristi, artisti e mercanti. Le mostre d’arte contemporanea guadagnano l’attenzione del pubblico borghese, base di un mercato artistico in crescita.

Critici e giornalisti spesso firmano articoli dedicati alla gallerie milanesi e scrivono le introduzioni ai cataloghi che accompagnano le esposizioni.

Margherita Sarfatti, Ugo Ojetti, Raffaele Calzini, Vincenzo Bucci, Raffaele Giolli, Enrico Somarè, sono tra i principali sostenitori delle nuove tendenze con posizioni teoriche, almeno all’inizio, non troppo distanti, basate sull’auspicio di un recupero della solidità delle forme e di composizioni armoniose di matrice classica.

Oreste ed Elettra, Giorgio De Chirico, post 1923

Leda con il cigno, Arturo Martini, 1926

La Mostra e la Milano degli anni Venti

La mostra nasce anche dalla volontà di presentare al pubblico il patrimonio artistico e storico del Comune di Milano che proprio negli anni contestuali a quelli affrontati ha acquisito opere cardine e significative della propria collezione: attraverso le scelte dei direttori del tempo è stata così documentata, in modo puntuale, una vicenda artistica peculiare e caratterizzante della città.

Manifesto Prima mostra d’arte del Novecento Italiano, Riduzioni Ferroviare, Milano, Febbraio-Marzo, Palazzo della Permanente

Margherita Sarfatti. Segni, colori e luci a Milano

Medardo Rosso, Mostra Margherita Sarfatti. Segni, colori e luci a Milano

Margherita Sarfatti

Margherita Grassini (Venezia, 8 aprile 1880 – Cavallasca, 30 ottobre 1961) nasce a Venezia in una importante famiglia ebrea, ma è con il cognome del marito Cesare Sarfatti, che sposa nel 1898, che si affermerà come una delle figure chiave del sistema culturale italiano.

Giornalista influente, curatrice, intellettuale, Sarfatti dettò la linea della critica dell’arte italiana per almeno due decenni, dalla fine della Prima Guerra Mondiale ai primi anni Trenta. Con la sua attività a sostegno di alcuni artisti, così come con la partecipazione alla vita culturale milanese e nazionale, Sarfatti contribuì a delineare l’espressione del suo tempo e a scrivere alcuni fondamentali capitoli della storia dell’arte del Novecento.

Donna intraprendente, ambiziosa e straordinariamente colta, – grazie agli studi, ma anche alle frequentazioni familiari a Venezia e a quelle nei salotti milanesi, veri laboratori di idee e suggestioni – Margherita arrivò a ricoprire un ruolo di primissimo piano nella politica culturale dell’epoca, grazie anche al sodalizio stretto con Benito Mussolini, capo del prima nascente, e poi affermato, partito fascista.

Nonostante la vicinanza agli ambienti politici e intellettuali internazionali, Sarfatti fu costretta a fuggire dall’Italia in seguito alla promulgazione delle Leggi razziali (1938), per farvi ritorno dieci anni dopo in un contesto culturale radicalmente mutato e a lei ormai estraneo.

Ritratto di Margherita Sarfatti, Adolf Wildt, 1930

Margherita Sarfatti. Segni, colori e luci a Milano

“Margherita Sarfatti Il Novecento Italiano nel mondo” al Mart di Rovereto

Dagli esordi giovanili alla fondazione di Novecento Italiano, il percorso al Mart documenta l’attività artistica, politica e intellettuale di Sarfatti, con particolare attenzione alle mostre organizzate in Francia, Germania, Olanda, Ungheria, Svizzera, Scandinavia, Argentina e Uruguay.

Il racconto è scandito dai principali episodi che hanno segnato la vita di Sarfatti: i primi contatti con la vivace scena artistica milanese, l’affermazione come scrittrice e critica, la relazione con Benito Mussolini e il ruolo assunto nella propaganda dell’ideologia fascista, la rottura con i centri del potere, la fuga all’estero a seguito delle leggi razziali e il rientro in Italia dopo la guerra.

La mostra prodotta dal Mart di Rovereto è un progetto di Daniela Ferrari con il supporto di Ilaria Cimonetti e dei ricercatori dell’Archivio del ’900 del Mart, nel quale è conservato il prezioso Fondo Sarfatti giunto a Rovereto nel 2009 e conservato nell’Archivio del ‘900 del Mart.

Organizzata in sei sezioni tematiche, presenta 100 capolavori di 30 grandi maestri come Boccioni, Bucci, Carrà, Casorati, de Chirico, Dudreville, Funi, Malerba, Marussig, Morandi, Oppi, Rosso, Severini, Sironi, Wildt.

Estratto dal comunicato stampa

Margherita Sarfatti. Segni, colori e luci a Milano

Margherita Sarfatti. Segni, colori e luci a Milano


Fino al 24 Febbraio 2019
Margherita Sarfatti. Segni, colori e luci a Milano
Museo del Novecento
Piazza Duomo, 8 Milano
Orari: Lun. 14.30-19.30
Mar. Mer. Ven. Dom. 9.30-19.30
Gio. e Sab. 9.30-22.30
Biglietto d’ingresso:
Intero: € 10,00 Ridotto: € 8,00
www.museodelnovecento.org

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