Lucio Fontana, Ambienti / Environments

La mostra Ambienti/Environments riunisce per la prima volta due interventi ambientali e nove Ambienti spaziali, fra le opere più sperimentali di Lucio Fontana, realizzate dal 1949 fino all’anno della sua scomparsa, disposti lungo la navata di Pirelli HangarBicocca in ordine cronologico.
In questi lavori l’artista ha unito pittura, scultura e architettura nel tentativo di superare la concezione statica della forma plastica e creare uno spazio esperibile e percorribile dal visitatore. Concepiti come stanze e corridoi autonomi e progettati per gallerie e musei italiani e internazionali, per la loro natura effimera gli Ambienti spaziali sono stati sempre smantellati e distrutti al termine delle esposizioni, tranne l’ambiente presentato alla Galleria del Deposito di Genova nel 1967, oggi di proprietà del Musée d’art contemporain de Lyon e attualmente alla Biennale di Lione (20 settembre 2017 - 7 gennaio 2018).

Lucio Fontana, Ambienti/Environments foto di Valeria Corbetta

Gli Ambienti spaziali riflettono i temi ricorrenti della ricerca ambientale di Fontana: sfalsamento percettivo fisico e visivo dello spazio, riduzione dei colori alla monocromia, centralità della luce al neon o di Wood, costruzione di corridoi e spazi labirintici. Ciascuna opera è presentata all’interno di stanze, appositamente ricostruite in base alle misure originarie. Ai due estremi del percorso espositivo sono invece installati Struttura al neon per la IX Triennale di Milano del 1951 e Fonti di energia, soffitto al neon per “Italia 61”, a Torino del 1961, caratterizzati dall’utilizzo di soli tubi fluorescenti al neon, che danno vita a elementi scultorei luminosi in stretto dialogo con lo spazio circostante.

Lucio Fontana, Ambienti/Environments foto di Valeria Corbetta
Lucio Fontana, Ambienti/Environments foto di Valeria Corbetta
Lucio Fontana, Ambienti/Environments foto di Valeria Corbetta

Affascinato dal cosmo e consapevole dei nuovi orizzonti prospettati dalle scoperte scientifiche dell’epoca, Fontana ha investigato i concetti di materia, spazio, luce, vuoto, utilizzando i materiali più diversi per estendere i confini dell’arte. Accanto a ceramica, gesso, cemento e vernice, ha sperimentato con il neon, la luce di Wood e la pittura fluorescente, ma anche con nuovi media come la televisione. Una pratica artistica che Fontana ha teorizzato in alcuni manifesti delineando la propria ricerca attraverso la definizione di Movimento spaziale – noto anche come Spazialismo – da lui fondato in Italia nel 1947. Formatosi come scultore, l’artista ha introdotto la terza dimensione nella tela, praticando sulla superficie dei buchi sin dal 1949 e introducendo a partire dal 1958 il suo gesto più emblematico: il “taglio”.
Fin dal 1930 Fontana ha orientato la sua ricerca artistica verso le tematiche che avrebbero dato vita allo Spazialismo, realizzando opere concepite all’interno di architetture esistenti e collaborando con i maggiori architetti italiani dell’epoca, tra cui BBPR, Figini e Pollini, Marco Zanuso, Luciano Baldessari. Grazie a questi primi esperimenti con l’architettura, nel 1949 ha creato una delle sue opere più innovative e radicali – Ambiente spaziale a luce nera – in cui una serie di elementi fluorescenti erano sospesi al soffitto dello spazio espositivo. Dopo il primo Ambiente spaziale del 1949 Fontana ha continuato a sviluppare negli anni questa tipologia di opere, affiancandola alla sua produzione pittorica e scultorea e anticipando la ricerca del movimento Light and Space, nato negli Stati Uniti tra gli anni ’60 e ’70.

Lucio Fontana, Ambienti/Environments foto di Valeria Corbetta
Lucio Fontana, Ambienti/Environments foto di Valeria Corbetta
Lucio Fontana, Ambienti/Environments foto di Valeria Corbetta
Lucio Fontana, Ambienti/Environments foto di Valeria Corbetta

Ambienti/Environments è il frutto di una lunga e approfondita ricerca condotta attraverso i materiali rinvenuti negli archivi della Fondazione Lucio Fontana – che sin dai primi anni ’70 ha avviato un lavoro di ricerca, catalogazione e promozione delle opere dell’artista – e ampliata con documenti e fotogra e storiche reperiti in numerosi fondi e archivi privati e museali. Il ritrovamento di materiale inedito ha permesso inoltre di presentare al pubblico cinque Ambienti spaziali per la prima volta dalla scomparsa dell’artista.
La mostra rappresenta un’occasione unica per attraversare la ricerca ambientale di Fontana.

 

SCADE IL 25 FEB 18 
Lucio Fontana – Ambienti/Environments
Hangar Bicocca 
via Chiese 2, Milano
giovedì – domenica: 11.00 – 23.00
ingresso gratuito
Tags: