Lucio Fontana al Cimitero Monumentale

Lucio Fontana è uno degli artisti contemporanei più importanti della scena milanese e in pochi sanno che è possibile vedere alcune sue sculture al Cimitero Monumentale di Milano. Qui si trovano opere che ripercorrono la carriera dell’artista dagli esordi, quando decide di trasferirsi in città per studiare all’Accademia di Belle arti di Brera con il maestro Adolf Wildt (abbiamo parlato di lui tante volte, trovi alcuni articoli qui), a lavori più maturi creati negli anni ’50 quando era già considerato un innovatore.
Per ripercorrere la storia dei monumenti realizzati da Lucio Fontana al Monumentale, abbiamo utilizzato le biografie ragionate dell’artista unitamente al volume Non ti scordar di me di Carla de Bernardi, riuscendo finalmente a mappare tutte le opere presenti, qui di seguito elencate in ordine cronologico, per offrirvi un tuor esaustivo delle sue realizzazioni.

“Sono a Milano da pochi giorni e già mi sento rinascere a nuova vita. Ieri sono andato a vedere l’Esposizione Permanente di Milano, in cui quest’anno prevalgono i novecentisti […] La scultura è stata una delusione […] l’unico è Wildt veramente meraviglioso, credo che se resterò a Milano frequenterò il suo studio, si dà il caso che mio cugino architetto sia intimo amico di Wildt”

È grazie alle conoscenze del cugino, l’architetto Bruno Fontana, che Lucio inizia a frequentare lo studio di Adolf Wildt, iscrivendosi successivamente ai suoi corsi di scultura, presso Accademia di Belle Arti di Brera, durante l’anno accademico 1927-28. Fontana affitta una stanza con studio in via Generale Govone 27, proprio vicino al Cimitero Monumentale e per un poco di tempo ne condivide gli spazi del cortile con lo scultore Fausto Melotti. In questo contesto riceve la sua prima commissione funeraria ed esegue un busto in bronzo raffigurante il volto di una Madonna per la tomba della famiglia Mapelli, architettonicamente disegnata dal cugino Bruno Fontana assieme a Ercole Faccioli.

Lucio Fontana, dettaglio del visto della Madonna. Tomba Mapelli, 1929. Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Lucio Fontana, dettaglio del visto della Madonna. Tomba Mapelli, 1929. Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Nel 1930 il lavoro aumenta, riceve l’approvazione per altri 2 monumenti: una tomba su commissione di Edoardo Berardi, due nicchie per la madre e la figlia di Costantino Lentati e completa poi la tomba commissionatagli da Ettore de Medici. Ma procediamo con ordine.
La prima è una grande figura che rappresenta L’Industria che unita ai due rilievi sottostanti costituisce il nucleo scultoreo della sepoltura Berardi. Sul lato sinistro della base un bassorilievo riprende un tema caro a Mario Sironi, quello delle alte ciminiere urbane, sul lato destro è inserita una scena di lavoro nello stabilimento tipografico del defunto.

Lucio Fontana, L’Industria. Tomba Berardi, 1930. Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Lucio Fontana, dettaglio della ruota dentata de L’Industria. Tomba Berardi, 1930. Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Lucio Fontana, dettaglio. Tomba Berardi, 1930. Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Lucio Fontana, bassorilievo di sinistra raffigurante un paesaggio urbano. Tomba Berardi, 1930. Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Lucio Fontana, bassorilievo di destra raffigurante una scena di lavoro nello stabilimento tipografico. Tomba Berardi, 1930. Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Al Monumentale di Milano, Fontana lavora anche su commissione di Costantino Lentati alla realizzazione di due loculi. Il primo è quello per la madre, Emilia Pasta, mentre il secondo per la figlia Giuliana, morta precocemente all’età di tre anni. La Madonna eseguita per Emilia Pasta appare come la trasposizione in bassorilievo della Madonna Mapelli. Per la figlia del committente, Fontana esegue invece un grande Angelo con putto alato ricavato all’interno di una nicchia. L’artista è in questo periodo ancora fortemente legato alla scuola wildtiana caratterizzata da forme quasi astratte e geometrizzate ma è nella grazia dei volti che va ricercato un primo distaccamento dal maestro che trova ispirazione altrove, in opere ad esempio, di Arturo Martini.

Qualche tempo dopo, dallo stesso Lentati, gli è commissionata la tomba per il suocero Ettore de Medici, padre della moglie Maria, morto nel 1928. Questa è formata da un semplice sarcofago in granito arricchito da due bassorilievi. Il primo rilievo, quello rappresentante La Vedova, anticipa con il suo profilo squadrato quella che diventerà l’opera simbolo della rottura con l’arte del novecento, l’Uomo Nero, esposto nel 1931 alla sua prima personale milanese. Il secondo bassorilievo invece raffigurante La famiglia, e se da un lato ricorda le composizioni di Carrà come L’Attesa o Le figlie di Lot, dall’altro rimanda alla scultura di Martini per la figurazione incerta e a tratti scabra e incisa.

Lucio Fontana, Monumento Ettore De MediciLucio Fontana, monumento Ettore De Medici, 1930. Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Lucio Fontana, Monumento Ettore De MediciLucio Fontana, monumento Ettore De Medici, 1930. Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Nel giugno del 1935 lavora al modello in argilla per la figura a grandezza d’uomo del Cristo per la tomba Castellotti, ultima opera eseguita prima di partire per un lungo periodo di lavoro ad Albissola Marina cittadina della Liguria in cui si dedicherà totalmente l’uso della ceramica per le sue sculture.
Questo monumento in cui il contrasto cromatico tra il bronzo scuro del Cristo, avvolto in un corto drappo dorato, la parete chiara del fondo di marmo e la base di diorite nera restituisce una rara potenza. Sul costato ben modellato si vedono chiaramente le piaghe del martirio.

Lucio Fontana, Monumento Giovanni CastellottiLucio Fontana, monumento Giovanni Castellotti, 1935. Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Lucio Fontana, Monumento Giovanni CastellottiLucio Fontana, dettaglio del volto del Cristo, monumento Giovanni Castellotti, 1935. Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Lucio Fontana, Monumento Giovanni CastellottiLucio Fontana, dettaglio della mano, monumento Giovanni Castellotti, 1935. Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Nel maggio del 1949 esegue un grande Angelo in ceramica colorata per la tomba Chinelli disegnata da Renzo Zavarella. La scultura in ceramica policroma azzurra e oro è inserita in una architettura lineare e pulita in granito bianco e grigio, sospesa su di un montante in bronzo. Mai come in questo caso scultura e architettura si uniscono alla perfezione per creare una sorta di opera ambientale che si impone per il suo carattere innovativo rispetto alla tradizione funeraria. A metà tra un Angelo e la Nike di Samotracia è percorsa da pennellate fluide e veloci di colore, che esaltano il senso di dinamismo.

“Un’immagine, un’allusione poetica gentile è espressa da questa prima tomba: non al corpo sepolto si pensa, ma all’anima in libertà, che tuttavia una prigione leggera e semiaperta come una gabbia trattiene ancora ai nostri occhi perché ne conserviamo le sembianze” (Gio Ponti, 1955)

Lucio Fontana, Monumento Paolo Chinelli, AngeloLucio Fontana, monumento Paolo Chinelli, Angelo, 1949. Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Lucio Fontana, Monumento Paolo Chinelli, AngeloLucio Fontana, monumento Paolo Chinelli, Angelo, 1949 (dettaglio). Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Lucio Fontana, Monumento Paolo Chinelli, AngeloLucio Fontana, monumento Paolo Chinelli, Angelo, 1949. Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Infine, nel mese di settembre del 1953 Lucio Fontana completa un grande rilievo bronzeo raffigurante una scena biblica Ascesa delle anime al cielo per la tomba di Ettore de Magistris.
Pochi anni dopo, nel 1957 e sempre a Milano, l’artista realizza una Via Crucis in terracotta, oggi conservata presso la chiesa di San Fedele in Milano.

Lucio Fontana, Munumento Emilio De Magistris, Ascesa delle anime al cieloLucio Fontana, monumento Emilio De Magistris, Ascesa delle anime al cielo (dettaglio). Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Lucio Fontana, Munumento Emilio De Magistris, Ascesa delle anime al cieloLucio Fontana, monumento Emilio De Magistris, Ascesa delle anime al cielo (dettaglio). Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Lucio Fontana, Munumento Emilio De Magistris, Ascesa delle anime al cieloLucio Fontana, monumento Emilio De Magistris, Ascesa delle anime al cielo (dettaglio). Courtesy dell’artista e degli eredi. Foto Alessia Ballabio

Per localizzare più facilmente le sculture vi consigliamo di utilizzare l’App sviluppata dal Comune di Milano: Not 2 4get disponibile su Play store e Apple store.

 


Lucio Fontana
Cimitero Monumentale di Milano,
piazzale Cimitero Monumentale
Ingresso libero
Martedì – domenica: 8.00 – 18.00

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