Fausto Gilberti, Lost Control

La storia dei Joy Division inizia come quella di decine e decine di altri gruppi nati in Inghilterra a cavallo dell’esplosione del punk.  Una carriera folgorante durata lo spazio di due soli dischi registrati in studio Unknown Pleasures e Closer che ad oggi rappresentano i due poli della loro ricerca artistica: il nero e il bianco.
Colori ricorrenti nelle copertine dei loro dischi e dominatori essenziali anche nei lavori di Fausto Gilberti, che nell’esposizione milanese – allestita nei grandi spazi della Federico Luger Gallery – dedica a loro un tribute show. Alternando pieni e vuoti, espansioni e contrazioni formali, all’artista bresciano bastano pochi tratti di penna per delineare una figura, caricandola di tutta la sua ironica potenza.

Fausto Gilberti, Lost control. Courtesy Fausto Gilberti e Federico Luger Gallery

Fausto GIlberti, Lost control (Courtesy )Fausto Gilberti, Lost control. Courtesy Fausto Gilberti e Federico Luger Gallery

In Lost Control (abbreviazione di “She’s lost control”, uno dei più famosi pezzi contenuto nell’album che segnò il debutto della band) Gilberti decide volontariamente di “perdere il controllo” e di lasciare visibile il dietro le quinte della mostra: disegni, acquarelli, dipinti su carta, su tela, su cartone e su legno sono messi a confronto senza un reale progetto, non privi di errori, di momentanei pensieri ed evanescenti idee. La mano è lasciata libera di disegnare, senza ritornare a perfezionare dettagli, spinta a perdere il controllo delle proprie creazioni.

Lost control, allestimento mostra. Couretsy Fausto Gilberti e Federico Luger Gallery

Lost control, allestimento mostra (Couretsy Fausto Gilberti e Federico Luger Gallery)Fausto Gilberti, Lost control. Courtesy Fausto Gilberti e Federico Luger Gallery

Riscoprendo l’uso di due mezzi ormai quasi dimenticati, come la china e la matita, Gilberti popola le sue composizioni di stilizzati personaggi quasi identici gli uni agli altri. Il nero su bianco domina tutte le sue tele, in uno stile personale, minimalista – come lui stesso ama definirsi – proteso verso l’astrazione, ma fermato un’attimo prima di perdere ogni riferimento con la realtà. Tante le fonti di ispirazione: dalla musica (al quale dedica l’intero libro Rockstar) al cinema di Lynch e Burton, ma anche la storia dell’arte e la letteratura.


Fausto Gilberti, Lost control
Federico Luger Gallery
via Circo 1, Milano
Lunedì – Venerdì: 15.00 – 19.00
Ingresso libero

Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.