Giancarlo Neri, Lo scrittore

Si definisce arte concettuale qualunque espressione artistica in cui i concetti e le idee espresse siano più importanti del risultato estetico e percettivo dell’opera stessa. Antologicamente la definizione di arte concettuale si deve all’artista statunitense Joseph Kosuth che la utilizza verso la metà degli anni sessanta per spiegare l’obiettivo di un’arte fondata sul pensiero e non più su un ormai frainteso ed equivoco piacere estetico.

Nel 1965 infatti, Kosuth realizza l’opera One and three chairs (Una e tre sedie) che comprende una vera sedia, una sua riproduzione fotografica ed un pannello su cui è stampata la definizione da dizionario della parola “sedia”: l’artista si proponeva di richiamare lo spettatore a meditare sulla relazione tra immagine e parola in termini logici e semiotici. Analogo il processo di ideazione della scultura di Giancarlo Neri, Lo scrittore un’opera concettuale che agisce sul pensiero aristotelico poiché l’autore si riserva la progettazione e ideazione del manufatto affidando la realizzazione concreta ad altri.

Nell’ottobre del 2005, in occasione delle iniziative legate alla celebrazione del duecentesimo compleanno del Parco di Monza, la Rottapharm dona alla città la maxi installazione di Neri che appare come un monumento e che rappresenta la prima proposta di un percorso artistico nella verde cornice che va a unirsi a quel che oggi rimane della Voliera per umani di Giuliano Mauri. La gigantesca opera composta da una sedia alta 10 metri e da un tavolo alto 7,50 e largo 11 metri, in legno e acciaio per un peso totale di oltre 4 tonnellate, è posta permanentemente nel cuore del parco cittadino.

Un significato profondo lega Lo Scrittore alle ubicazioni scelte: dapprima Villa Ada a Roma, successivamente Hampstead Park a Londra. L’opera, come spiega lo stesso Neri, “celebra la solitudine dello scrittore”, simboleggiando il processo creativo della scrittura, che obbliga ad un isolamento totale dal mondo esterno paradossalmente indispensabile a descriverlo. Annulla i limiti imposti dagli spazi espositivi e si inserisce armoniosamente in luoghi di frequentazione quotidiana, instaurando un legame profondo con la natura circostante così da generare la poesia del surreale mediante quella chiave che inverte il modo di leggere la quotidianità e che è comprensibile a tutti. La questione delle dimensioni rimane fondamentale poiché riporta il dibattito sull’importanza della funzione dell’arte pubblica, fuori dai musei e dalle mostre e che eroga quotidianamente una sua piccola quantità di messaggi: questa è la funzione delle installazioni oggi.

 


Gianluca Neri
Lo scrittore, 2006
Parco di Monza

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