Le scoraggianti avventure di Blue and Joy

Come tutte le storie che si rispettano, le scoraggianti avventure di Blue and Joy (i due personaggi nati nel 2004 a Milano dalle mani di Daniele Sigalot e Fabio La Fauci) iniziano in una notte buia e tempestosa.

Come i loro nomi e il loro aspetto giustamente suggeriscono, i due pupazzi vogliono essere la manifestazione di espressioni ed emozioni contrastanti: malinconia e gioia, appunto. Sin dalle prime pagine, tuttavia, si scopre che il destino impresso nei loro nomi e nelle loro fattezze non corrisponde alla loro vera natura, ma anzi è proprio l’opposto. Se l’aspetto malinconico di Blue intenerisce il cuori di molti che si prodigano in abbracci e coccole, il ghigno beffardo stampato sulla faccia di Joy li spaventa, lasciandolo in una solitudine inasapettata. Ed è così che, tra i due, Joy è quello cinico e pessimista, mentre Blue è quello che vede sempre (o per lo meno cerca di vedere) il lato positivo di ogni situazione.

E tu perchè sei così allegro?
Oh, io non sono allegro.
Sono il pupazzo di pezza più triste che ci sia.
E allora perchè ridi?
Mi hanno fatto così.

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Riprendeno uno stile psichedelico quanto basta, che attinge più dalla street art che dal fumetto, il libro si compone di otto brevi storie tutte giocate sul rovesciamento di senso velato da un cinico rapporto con la realtà che, nella maggior parte dei casi, non porta al classico e aspettato lieto fine, ma insegna a ridere sulle sventure che capitano a tutti nella vita. Accompagnati di volta in volta da nuovi e scoraggianti personaggi, Blue and Joy si confrontano con i grandi capisaldi dell’esistenza: l’amore, l’amicizia, il futuro e i desideri impossibili, di cui le numerose contraddizioni costituiscono l’input per nuove e stimolanti avventure, unite dal  fil rouge dalla sorpresa e dall’alienazione.
Come due facce di una stessa moneta, i due pupazzi si completano vicendevolmente (non è un caso che il loro primo incontro avvenga a “metà strada tra sereno e tempesta”, come la prima storia del libro racconta) creando una perfetta unione che va a portare il giusto equilibrio nelle loro vite, proprio come gioia e malinconia fanno vicendevolmente e alternativamente parte delle nostre.

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La felicità è dietro l’angolo.
Peccato che il mondo sia rotondo

“Basta con le torture dei bambini! Noi pupazzi siamo Arte! Siamo un fenomeno culturale! Invaderemo gallerie e musei, librerie e salotti buoni!”. Così scriveva, nel 2005, l’artista David Vecchiato sulla post-fazione al libro e di certo l’invasione non si è fatta attendere molto. Esprimendo i sentimenti di una generazione intera numerose sono state le partecipazioni personali o collettive di Blue and Joy nazionali e internazionali, di cui l’ultima alla Triennale di Milano.
Più che semplice espressione artistica la coppia può considerarsi un vero e proprio evento mediatico all’interno dell’arte contmporanea, che in sette anni è arrivato a imporre il proprio marchio creando non solo libri, ma anche opere su tela, muro, installazioni, performance e merchandising vario.

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Daniele Sigalot, Fabio La Fauci
LE SCORAGGIANTI AVVENTURE DI BLUE AND JOY
Really mean corporation, 2005
pag. 120
cartaceo € 13

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