La terra inquieta

Dopo due anni di silenzio la Fondazione Nicola Trussardi torna sulla scena milanese con una spettacolare mostra curata da Massimiliano Gioni e ospitata nei razionali spazi del palazzo della Triennale di Milano.
La terra inquieta è un racconto per immagini in cui più di sessanta artisti, provenienti da tutte le parti del mondo, espongono il loro inedito ed inusuale punto di vista su una delle tematiche più calde degli ultimi anni: l’inarrestabile fenomeno delle migrazioni e la crisi dei rifugiati.

La Terra Inquieta. Exhibition view – La Triennale di Milano, 2017. Photo © Gianluca Di Ioia
La Terra Inquieta. Exhibition view – La Triennale di Milano, 2017. Photo © Gianluca Di Ioia

Il titolo della colletiva (preso a prestito da una raccolta di poesie dello scrittore caraibico Édouard Glissant, da sempre affascinato dal problema della coesistenza tra culture diverse) mostra già chiaramente la volontà di un progetto, urgente e doveroso, che ha l’ambizione di raccontare il presente come un territorio instabile e in fibrillazione: una polifonia di narrazioni e tensioni culturali e sociali. Ribadisce Beatrice Trussardi, presidente dell’omonima fondazione:

“Le migrazioni che stanno interessando ogni angolo del pianeta rappresentano un nodo imprescindibile del nostro presente, uno dei temi cardine attorno al quale la società globale è chiamata a ridefinirsi. Da qui la necessità di organizzare una mostra come La Terra Inquieta, che offre uno sguardo su questa tematica filtrato attraverso il racconto degli artisti. L’obiettivo di questa mostra, è quello di restituire al pubblico almeno una parte di queste esperienze, perché possano trasformarsi in conoscenza, fornendo risorse e strumenti utili alla ricerca di un equilibrio armonico tra gli esseri umani.”

Il percorso si snoda attraverso una serie di nuclei geografici e tematici – il conflitto in Siria, lo stato di emergenza di Lampedusa, la vita nei campi profughi, la figura del nomade e dell’apolide – a cui si intersecheno opere di varia natura,
vere e proprie metafore visive e monumenti precari eretti a commemorazione di questo nostro breve e instabile scorcio di secolo.
Ponendo l’accento sulla produzione artistica e culturale più che sulla cronaca, La Terra Inquieta si concentra in particolare sul ruolo dell’artista come testimone di eventi storici e drammatici e sulla
capacità dell’arte di affrontare cambiamenti sociali e politici.

La Terra Inquieta. Exhibition view – La Triennale di Milano, 2017. Photo © Gianluca Di Ioia
La Terra Inquieta. Exhibition view – La Triennale di Milano, 2017. Photo © Gianluca Di Ioia

Mentre i media e la cronaca ufficiale raccontano di guerre e rivoluzioni viste a distanza, molti artisti conoscono e descrivono in prima persona il mondo da cui provengono i migranti; il risultato sono opere d’arte in cui i codici tradizionali del giornalismo e della narrazione documentaria si accompagnano ad approcci più vicini a quelli della letteratura, dell’autobiografia e della finzione. È precisamente in questo scontro tra narrazioni discordanti che l’opera di molti artisti cerca di inserire un coefficiente di dubbio e di critica al linguaggio delle immagini e dei mezzi di comunicazione di massa, rivelando una rinnovata fiducia nella responsabilità dell’arte di raccontare e trasformare il mondo: non solo immagini di conflitti, ma anche immagini come terreno di incontro, scontro e scambio di punti di vista.
Nascono così racconti – sospesi tra l’affresco storico e il diario in presa diretta – da cui emerge una concezione dell’arte come reportage lirico, documentario sentimentale e come testimonianza viva, urgente e necessaria.

La Terra Inquieta. Exhibition view – La Triennale di Milano, 2017. Photo © Gianluca Di Ioia
La Terra Inquieta. Exhibition view – La Triennale di Milano, 2017. Photo © Gianluca Di Ioia
SCADE IL 20 AGO 17 
LA TERRA INQUIETA
La Triennale di Milano
viale Alemagna, 6
martedì – domenica: 10.30 – 20.30
Ingresso intero: 8 Euro

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