Consonno: La città dei balocchi

Consonno (frazione di Olginate, Lecco) è ormai divenuta una città fantasma: ambita location per rave party e banco di sperimentazione per writer emergenti che, indisturbati, possono dar libero sfogo alla loro creatività. Ben altro destino quello che l’imprenditore Mario Bagno si aspettava per l’antico borgo contadino, racchiuso tra i colli della Brianza.

Molte sono le città che si sottraggono agli sguardi,
tranne che se le cogli di sorpresa.
I.Calvino – Le città invisibili

Risale agli inizi degli anni Sessanta la sua decisone di acquistare l’intera Consonno per trasformarla in una vera e propria città dei balocchi: un grande centro commerciale e di divertimento, a poca distanza da Milano. Per attuare questo folle piano il paese viene completamente demolito (ad eccezione della chiesa di S.Maurizio, ancora presente) per lasciar posto a edifici commerciali e di intrattenimento che vengono costruiti imitando le più svariate tipologie architettoniche.

L’accesso alla città dei balocchi era presidiato da due torri medioevali, accompagnate all’interno da sale da gioco e da ballo, sfingi egiziane e pagode cinese, alberghi di lusso. Ben poco rimane oggi dello splendore originale; l’edificio che meglio si conserva è la galleria di negozi (concepita come un vero e proprio bazar arabo) articolata su più livelli e sormontata da un improbabile minareto. Punto nevralgico e imperdibile meta turistica fino alla fine degli anni Sessanta, passata la frenesia della novità la fama di Consonno inizia a scemare fino al suo totale abbandono nel 1976. Una serie di frane, causate dal dissesto del terreno, bloccano progressivamente la strada d’accesso da Olginate impedendo così ai più di raggiungere la città dei balocchi e condannandola al suo lento ed inevitabile declino.

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