Kuniyoshi. Il visionario del mondo fluttuante

Il Museo della Permanente di Milano presenta per la prima volta in Italia una mostra dedicata all’artista giapponese Kuniyoshi: 165 xilografie policrome, tutte provenienti dal Giappone, mettono in luce l’evoluzione stilistica dell’artista. Il percorso si divide in 5 sezioni tematiche: “Beltà”, “Paesaggi”, “Eroi e guerrieri”, “Animali e parodie” e “Gatti”. Nelle prime sale colpiscono la brillantezza, la varietà di colori utilizzati e la dolcezza espressa dai volti di giovani geishe giapponesi. Il blu predomina come sfondo di ritratti ricchi di dettagli negli abiti e nelle acconciature, mentre il formato utilizzato rivela la destinazione per le decorazioni dei ventagli.

Utagawa Kuniyoshi, Arcobaleno primaverile. Foto: Museo della Permanente

I tessuti e la loro lavorazione rivestono un ruolo cruciale per l’artista. Il padre di Kuniyoshi, un tintore della seta, gli trasmette sin da giovanissimo la passione per i colori, mentre le prime influenze stilistiche derivano dalle raffigurazioni di guerrieri e comuni cittadini, rappresentati nei manuali per artigiani. Collaborando all’attività di famiglia come disegnatore di tessuti egli si avvicina alle arti grafiche L’attenzione per le espressioni e l’umanità dei personaggi lo accompagneranno nella sua produzione: colpisce in particolare la spontaneità delle scene di vita quotidiana ritratte nella sezione “paesaggi”.

Utagawa Kuniyoshi, Teppozū, Serie: Luoghi famosi di Edo. Foto: Museo della Permanente

Dopo le prime sale lo stile cambia repentinamente, le rappresentazioni realistiche lasciano spazio ad un mondo ricco di personaggi fantastici, guerrieri e mostri antropomorfi. La fama dell’artista è legata proprio a queste opere, in particolare alla serie di xilografie che illustrano gli eroi del romanzo Suikoden, divenuto un best seller in Cina e in Giappone alla fine del Settecento. Il testo promuove l’immaginario di una banda di briganti che si muovevano a difesa del popolo stremato dalle ingiustizie e dalla corruzione governativa.

Utagawa Kuniyoshi, Serie: Uno dei 108 eroi del popolare Suikoden. Foto: Museo della Permanente

L’artista compare molto attuale e lo spettatore che farà fatica a ricordarsi che sta guardando opere sette-ottocentesche. Questa impressione rende bene l’idea di quanto il suo immaginario abbia ispirato manga, anime e tatuatori a livello internazionale fino ad entrare nella cultura pop occidentale. Le riproduzioni delle sue opere arrivano molto presto in Europa e in particolare in Francia, lo testimonia il fatto che Monet ne avesse alcune appese in cucina nella sua famosa casa a Giverny. Il rapporto con l’occidente per Kuniyoshi non si ferma alla diffusione delle sue stampe, come accade per i grandi maestri di paesaggio Hiroshige e Hokusai, ma rappresenta un vero e proprio scambio: l’artista prende a piene mani dalla pittura occidentale, in particolare raccoglie e si fa ispirare dalle incisioni olandesi del Seicento.

Proseguendo nella visita, si arrivo alle ultime sale, dive si noterà che i personaggi sono quasi tutti animali con forme antropomorfe, ritratti in sale da tè o in ambienti legati al mondo dello spettacolo. Questa svolta di stile appare funzionale e naturale al tempo stesso: l’artista che ha fatto del fantastico il suo genere per elezione ha saputo sfruttare abilmente tutte le sue declinazioni per tornare a rappresentare la società e aggirare le censure del potere. Le opere risalgono al periodo della riforma governativa di Tenpō degli anni 1841–1843, che aveva lo scopo di far fronte alla crisi economica anche attraverso una limitazione degli spettacoli teatrali e il controllo pubblico dello sfoggio di lusso e sfarzo, a questo scopo viene bandita anche la diffusione di stampe e disegni di attori e cortigiani. Appartengono a questo periodo i giochi illusionistici, fatti di ombre e di figure composite alla maniera di Arcimboldo, oppure figure inserite in altre, si tratta di opere ironiche e umoristiche che giocano sui sentimenti, le emozioni e sulla sorpresa dello spettatore. Ecco che viene naturale l’appellativo di visionario per quest’artista giapponese, maestro della meraviglia e del fantastico.

Utagawa Kuniyoshi, Fa paura ma è veramente una buona persona. Foto: Museo della Permanente


SCADE IL 28 GEN 2018
Kuniyoshi: il visionario del mondo fluttuante
La Permanente
via Turati 34, Milano
Lunedì – domenica: 9.30 -19.30
Ingresso intero 13.00 Euro

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